• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
venerdì, 26 Giugno, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Fuggire dalla disperazione per ritrovarsi all’inferno.

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
5 Luglio, 2015
in Fratelli d'Italia
0
Fuggire dalla disperazione per ritrovarsi all’inferno.
Share on FacebookShare on Twitter

Australia-2Cosa spinge un essere umano a lasciare la propria terra, la propria casa, la famiglia, gli affetti, gli amici, il lavoro e la sua stessa identità, affrontando un viaggio senza ritorno, pericoloso e difficile, per un futuro incerto e senza garanzie di successo?

ADVERTISEMENT

La convinzione che quello che incontrerà durante il suo cammino, per afferrare il miraggio della Terra Promessa, non potrà mai essere peggiore di quello che si è lasciati alle spalle.

Si perchè a quest’essere umano, la casa gliel’hanno fatta saltare in aria, la terra, la sua terra, non è più sua ma dell’invasore, la famiglia gli è stata sterminata, il padre sgozzato, la sorella rapita e violentata, il figlio trucidato o peggio, forse è stato arruolato nelle fila dei bambini-soldato, lui non può saperlo, glielo hanno portato via con la forza e non c’è modo di ritrovarlo. Il lavoro è diventato schiavitù, in un paese dove tutto è ridotto in macerie, dove ci si azzanna per un tozzo di pane ammuffito, il concetto di lavoro retribuito, è stato annientato da chi ti permette di restare in vita a seconda dell’umore di quel giorno.

E allora a quest’essere umano, si perchè di un essere umano si tratta, non bisogna mai dimenticarlo, che cosa resta da fare?

Fuggire dalla disperazione, affrontare l’ignoto e sperare di sopravvivere al viaggio. Ma il viaggio, spesso, troppo spesso, si trasforma in un inferno.

Questa è una delle tante storie, uno dei tanti inferni, uno dei tanti sogni di sopravvivenza.

Babajan: “Ho lasciato il mio paese, l’Iran, nel 1999. Sono arrivato ad Istanbul ma ci sono rimasto solo per una settimana perché era una città troppo pericolosa. Lì ho comprato un passaporto falso e sono arrivato a Sarajevo in aereo. Ho pagato alla mafia mille marchi perché dicevano che pagando si poteva attraversare il confine. Però sono stato fermato ugualmente. La mafia e la polizia, si erano messe d’accordo. I trafficanti erano croati come i poliziotti e tra compaesani ci si intende…

La Polizia mi ha portato a Jezevo, uno dei centri per stranieri della Croazia e quando mi hanno lasciato andare, dopo due anni, ero solo, senza documenti. Allora ho deciso di provare ancora ad arrivare in Slovenia. Lì doveva essere diverso, ero sicuro. Per sei volte ho tentato di attraversare il confine, per sei volte mi hanno fermato. Ho fatto altri sei mesi rinchiuso dentro Jezevo.

Nel centro gli avvocati non entravano mai e restarci chiusi dentro per due anni era la normalità. I poliziotti picchiavano tutti ogni giorno. Alcuni giornalisti a volte arrivavano e cercavano di indagare, di capire la situazione, ma non potevano mai parlare con noi detenuti e alla fine nessuno scriveva mai niente.
Nelle stesse celle con gli uomini c’erano donne e bambini anche piccolissimi.

Quando mi hanno liberato ero stanco di cercare di passare il confine e sono rimasto per un anno in Croazia perché mi avevano detto che avevo buone possibilità di ottenere l’asilo. Dormivo nella chiesa di Madre Teresa, a Zagabria. Preferivo stare lì perché nel campo per i rifugiati non ci volevo andare. Il campo è in mezzo alla foresta e attorno non ha niente. Dopo un anno mi hanno detto, senza spiegazioni, che la mia richiesta di asilo era stata semplicemente rigettata.

Così, nel 2004, sono scappato di nuovo verso la Slovenia. Stavolta però ho attraversato il confine nel punto giusto, più vicino all’Ungheria, in un posto dove la polizia non ferma nessuno perché è difficilissimo passare da lì, attraverso la foresta.

La strada me l’avevano insegnata a Jezevo. Jezevo è un’ottima “no border university”, la migliore.

Era il I settembre 2004 quando finalmente sono arrivato a Lubiana, dove ho trovato l’asylum home.

Sono rimasto nella casa per dieci mesi. Per tutto questo tempo ero libero e avevo di nuovo un documento da richiedente asilo. Non potevo lavorare ma lavoravo lo stesso.
Adesso sono un rifugiato politico riconosciuto, mi danno anche dei soldi, pochi, ma tutti i mesi.

Ci ho messo sette anni.

 

Tags: disperazionefugamigrantiprofughi
ADVERTISEMENT
Prec.

Ischia film festival: i vincitori della XIII edizione

Succ.

Acciaroli: la festa della Madonna, tra tradizione e suggestione

Può interessarti

Sabato 20 giugno: Migrantour Napoli partecipa a Refugee Week Italia con due passeggiate
Fratelli d'Italia

Sabato 20 giugno: Migrantour Napoli partecipa a Refugee Week Italia con due passeggiate

19 Giugno, 2026
Morti sul lavoro, 500 bare in piazza Plebiscito a Napoli
Cronaca

Due morti in 48 ore: il lavoro che continua a uccidere tra Napoli e provincia

3 Giugno, 2026
Braccia invisibili: il dramma dei lavoratori migranti nei campi italiani tra sfruttamento, caporalato e diritti negati
Fratelli d'Italia

Braccia invisibili: il dramma dei lavoratori migranti nei campi italiani tra sfruttamento, caporalato e diritti negati

3 Giugno, 2026
3 marzo 2016: Giornata cittadina per la sicurezza sul lavoro
Fratelli d'Italia

Tre morti sul lavoro in poche ore, da Nord a Sud, l’emergenza sicurezza continua

26 Maggio, 2026
Le parole dell’attentatore di Modena dal carcere: “Sono italiano, dovevo realizzarmi per i miei genitori”
Fratelli d'Italia

Le parole dell’attentatore di Modena dal carcere: “Sono italiano, dovevo realizzarmi per i miei genitori”

23 Maggio, 2026
Chi era Bakari Sako, il bracciante ucciso a Taranto da una baby gang mentre andava al lavoro
Fratelli d'Italia

Chi era Bakari Sako, il bracciante ucciso a Taranto da una baby gang mentre andava al lavoro

14 Maggio, 2026
Succ.
Acciaroli: la festa della Madonna, tra tradizione e suggestione

Acciaroli: la festa della Madonna, tra tradizione e suggestione

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

Raffaele Busiello era il referente dei D’Amico-Mazzarella a Ponticelli

Raffaele Busiello era il referente dei D’Amico-Mazzarella a Ponticelli

di Luciana Esposito
25 Giugno, 2026
0

Un capitolo particolarmente significativo dell'inchiesta che ha portato all'arresto di Raffaele Busiello per l'omicidio di Salvatore De Marco, riguarda le...

Omicidio De Marco, Raffaele Busiello per gli inquirenti era il braccio destro del reggente dei D’Amico

Omicidio De Marco, Raffaele Busiello per gli inquirenti era il braccio destro del reggente dei D’Amico

di Luciana Esposito
25 Giugno, 2026
0

È finito in manette di ritorno da Ibiza Raffaele Busiello detto ‘o spighetto, 30 anni compiuti lo scorso 18 giugno, accusato di...

Truffe agli anziani in Penisola Sorrentina: una vittima raggirata e quattro tentativi sventati, arrestato corriere

Truffe agli anziani in Penisola Sorrentina: una vittima raggirata e quattro tentativi sventati, arrestato corriere

di Redazione Napolitan
25 Giugno, 2026
0

Un copione ormai collaudato, una rete organizzata come un vero e proprio call center criminale e cinque anziani finiti nel...

Andrea Ottaviano: storia di un agguato messo a segno per salvaguardare “gli affari di famiglia”

Napoli, due notti di spari ai Quartieri Spagnoli: dieci bossoli in strada, caccia ai responsabili

di Redazione Napolitan
25 Giugno, 2026
0

Due episodi distinti, avvenuti a poche ore di distanza l'uno dall'altro, ma accomunati dallo stesso inquietante scenario: colpi d'arma da...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?