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Non esiste sconfitta nel cuore di chi lotta

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
8 Settembre, 2018
in News, Sport
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Non esiste sconfitta nel cuore di chi lotta
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11008436_1003536299658293_3511839341514682581_nPer Gianni Sasso è tempo di una nuova avventura.

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Il nostro campione è approdato a Rimini, dove, durante la giornata di ieri, era in programma il Campionato Italiano Paratriathlon (Federazione Italiana Triathlon).

Gianni si è presentato sulla griglia di partenza in veste di campione in carica, in quanto vincitore del titolo nel 2013 e 2014.

Nell’edizione 2015 sono stati apportati alcuni cambiamenti: accorpamento di categorie e distanza. Sasso (atleta tesserato Cicliscotto) ha gareggiato nella PT2, misurandosi con: Bernardini Bernardo, Ferrarin Michele, Carvani Minetti, Cesaroni Simone, Barlaam Simone, Giorgio Vanerio. La distanza passa da Supersprint a Sprint (750mt. di nuoto, 20km di bici e 5km).

L’obiettivo da perseguire è sempre il medesimo: convalidare i punteggi a livello Mondiale e guadagnare posti nel World Triathlon. Il campione ischitano, tuttavia, non ha concluso la gara conseguendo il medesimo vittorioso esito delle due edizioni antecedenti. Infatti, ha preferito non rischiare nella corsa dopo le prime due buone frazioni maturate nel corso delle due prove precedenti.

Conclusa la gara di nuoto conseguendo un ottimo secondo posto, Gianni ha tenuto bene in bici (nonostante non avesse il portamoncone in carbonio che stanno installando sulla nuova bici presto in dotazione). Partito per la frazione di corsa, Sasso dopo poche centinaia di metri, ha preferito ritirarsi accusando un problema alla gamba amputata. Un dolore dovuto al fatto che il moncone non si è ancora adattato alla nuova ottima protesi preparata per Gianni da NTO Colella srl.

“Avrei potuto terminare la gara ma rischiavo di farmi male ed ho preferito pensare ai prossimi impegni del Mondiale e dell’Europeo. È stato comunque un ottimo test che mi ha confermato i progressi, soprattutto nel nuoto. La protesi è perfetta, devo soltanto allenarmi al meglio in modo che la mia gamba si adatti. Complimenti al mio compagno di Nazionale, Ferrarin che ha vinto e si conferma una punta di diamante della squadra azzurra. Un ringraziamento doveroso a Emmanuel Scotto d’Abusco (Cicliscotto) che mi ha seguito e supportato al meglio in questa gara. Grazie per il tifo da parte di tutti voi: andremo lontano!”.

Del resto, un vero campione è anche e soprattutto colui che riesce a conseguire i migliori risultati calibrando, in maniera saggia ed equilibrata, forza e saggezza, determinazione e accortezza.

Tags: campionato italiano paratriathlondisabilitàgianni sassoriminisporttriathlonworld triathlon
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L'intervento di Burlando, durato oltre tre ore, ha segnato una delle fasi più intense della conclusione delle arringhe delle parti civili. L'avvocato ha sostenuto che le prove emerse nel dibattimento confermerebbero la tesi secondo cui la morte del campione avrebbe potuto essere evitata. Si tratta della posizione accusatoria della parte civile: le responsabilità penali degli imputati devono essere accertate dal tribunale.  Le richieste di condanna: nel mirino l'intero staff sanitario Nel corso dell'arringa, l'avvocato Fernando Burlando ha chiesto 15 anni di carcere per il neurochirurgo Leopoldo Luque, medico personale di Maradona, e 12 anni per Nancy Forlini, coordinatrice dell'assistenza sanitaria domiciliare. Per la psichiatra Agustina Cosachov la richiesta è di 10 anni, mentre per lo psicologo Carlos Díaz il legale ha invocato una pena di cinque anni. Infine, ha chiesto quattro anni di reclusione ciascuno per l'infermiere Ricardo Almirón e per Mariano Perroni, responsabile degli infermieri. Le contestazioni comprendono, secondo le posizioni accusatorie, l'omicidio semplice con dolo eventuale per alcuni imputati e l'omicidio colposo per altri. Per il medico clinico Pedro Di Spagna, invece, Burlando ha chiesto l'assoluzione, in linea con la posizione già espressa dalla pubblica accusa.  Le richieste formulate dalla parte civile non sono condanne già pronunciate: spetterà ai giudici valutare le prove e accertare le eventuali responsabilità penali dei singoli imputati. 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Fabio Perrucci, il carabiniere che ha salvato tre donne nel nubifragio di Foggia: un anno fa aveva soccorso un anziano tra le fiamme

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di Redazione Napolitan
15 Ottobre, 2026
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Ci sono interventi che durano pochi minuti, ma che possono cambiare per sempre il destino di chi li vive. Momenti nei quali il pericolo non concede tempo per riflettere a lungo e qualcuno sceglie di andare incontro a chi è in difficoltà, mettendo a rischio anche la propria incolumità. È quanto accaduto lo scorso 12 ottobre a Foggia, durante il violento nubifragio che ha investito la città. Nel sottopasso di via Scillitani, invaso dall'acqua e trasformato in una trappola, tre donne sono rimaste bloccate all'interno di un'automobile. A intervenire è stato Fabio Perrucci, 29 anni, carabiniere scelto in servizio al Nucleo operativo e radiomobile di Foggia, che insieme a un collega ha contribuito a portarle in salvo. Una storia di coraggio che acquista un significato ancora più profondo alla luce di un precedente episodio: il 25 giugno 2025, quando prestava servizio a Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci era entrato in un'abitazione avvolta dalle fiamme per soccorrere un anziano allettato, impossibilitato a fuggire autonomamente. Due emergenze diverse, a distanza di oltre un anno, unite dalla stessa scelta: intervenire quando una vita è in pericolo.  Il nubifragio a Foggia e il sottopasso diventato una trappola Il pomeriggio del 12 ottobre, una violenta ondata di maltempo si è abbattuta su Foggia. La pioggia intensa, accompagnata in alcuni momenti dalla grandine e da forti raffiche di vento, ha provocato allagamenti, disagi alla circolazione e numerose richieste di soccorso. Le strade si sono rapidamente riempite d'acqua, mentre diversi locali, tra cui box e cantine, sono stati invasi dalle precipitazioni. In corso Garibaldi è caduto un albero, fortunatamente senza provocare feriti. Ma tra le situazioni più critiche si è registrata quella dei sottopassi, dove l'acqua si è accumulata in pochi minuti, mettendo in difficoltà gli automobilisti. In via Scillitani il livello dell'acqua ha raggiunto circa un metro. Tre donne si sono ritrovate intrappolate nell'abitacolo della loro automobile, esposte a una situazione di grave pericolo.  È in questo scenario che è intervenuto Fabio Perrucci. Il carabiniere ha raggiunto la vettura immergendosi nell'acqua, insieme a un collega, e ha partecipato alle operazioni necessarie per liberare le occupanti e condurle in salvo. Il militare ha dovuto affrontare anche un notevole sforzo fisico per raggiungere e soccorrere tutte e tre le donne, una dopo l'altra. Un intervento nel quale la rapidità era fondamentale: in un sottopasso allagato, infatti, la situazione può peggiorare in tempi brevissimi.  Il precedente a Pagani: l'ingresso nell'abitazione in fiamme La vicenda di Foggia non è un episodio isolato nella storia professionale del ventinovenne. Il 25 giugno 2025, quando era in servizio alla Tenenza dei Carabinieri di Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci si trovò ad affrontare un'altra emergenza. All'interno di un'abitazione avvolta dalle fiamme c'era un anziano allettato, incapace di uscire da solo. Il fumo rappresentava una minaccia concreta e, mentre si attendeva l'arrivo dei vigili del fuoco, il rischio era che l'uomo non riuscisse a resistere. Il carabiniere entrò nell'appartamento, raggiunse l'anziano, lo sollevò e lo trasportò all'esterno, sottraendolo al pericolo. Un intervento del quale rimase traccia anche in una lettera di ringraziamento inviata dal figlio dell'uomo alla Legione Carabinieri. La testimonianza della sorella: «Per me è mio fratello» Dopo aver visto le immagini del fratello impegnato nel soccorso, Sarah Perrucci ha affidato ai social la propria emozione. Il suo racconto restituisce una prospettiva diversa rispetto alla cronaca dell'intervento: quella di chi conosce la persona che si trova dietro la divisa e vive con apprensione i rischi di una professione che può imporre decisioni immediate. Un post...

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