• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
martedì, 23 Giugno, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Ritorno al cinema: “C’eravamo tanto amati”

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
13 Gennaio, 2015
in Arte & Spettacolo
0
Share on FacebookShare on Twitter

c-eravamo-tanto-amatiPer chi durante le festività abbia avuto voglia di andare al cinema, la scelta è stata ampia: Gone Girl, Big Eyes, American Sniper, The Imitation Game, Lo Hobbit – la battaglia delle cinque armate, e, fra le commedie, Si accettano miracoli, Il ricco, il povero e il maggiordomo e tanti altri.

ADVERTISEMENT

Tuttavia, quanti fra questi sono film che rivedreste con piacere?

Pochi, o forse nessuno.

Ci sono classici del cinema che riescono in questa impresa e uno di questi è C’eravamo tanto amati (1974), di Ettore Scola. Se non l’avete ancora visto, poco male: non è troppo tardi per farlo, e per rifarlo. Fra battute memorabili e personaggi indimenticabili, questo film presenta uno spaccato della società italiana nell’arco di trent’anni, dal 1946 al 1976 circa.

Tutto ha inizio con un’automobile che accosta nei pressi di una villa e il titolo in sovraimpressione: scena che viene ripetuta per tre volte, anche se non in maniera identica. Questo forse perché il film presenta tre storie e tre prospettive: quella di un borghese, quella di un proletario, quella di un professore.

Tre storie che inizialmente sembrano una e univoca: la storia dell’Italia che resiste e che combatte, che sconfigge la dittatura, che inaugura la Repubblica. E invece no, non è così semplice.

Perché la frammentazione e la discordia sono dietro l’angolo e ciò che ne consegue sono le illusioni e le speranze disattese di un’intera generazione. Si raccontano dunque le vicende di Antonio (Nino Manfredi), Nicola (Stefano Satta Flores) e Gianni (Vittorio Gassman): Antonio vivrà nella medietà senza progredire né regredire, Nicola rimarrà attaccato a ideali talvolta utopistici a scapito della propria carriera, e Gianni si venderà al nemico, quello che fino a poco tempo prima chiamava “il padrone”, per il proprio tornaconto personale.

È una storia di tanti anni fa, ma è una storia italiana ed è attuale, per certi versi. Ricordate quando qualche anno fa Letizia Moratti, allora sindaco di Milano, pigolava contro le inchieste sulla ‘ndrangheta a Milano, perché “a Milano ci sono anche cose belle”?

O Berlusconi che lamentava quanto La piovra avesse rovinato l’immagine dell’Italia? Molto ameno, no? Sono atteggiamenti perbenisti e negazionisti non nuovi alla nostra classe dirigente. Mi riferisco alla memorabile scena del cineforum di Nocera Inferiore, in cui viene proiettato Ladri di biciclette (e non a caso, perché il film è interamente dedicato a Vittorio De Sica, scomparso durante la lavorazione del film). Tale film, applaudito con soddisfazione da Nicola Palumbo, genera l’indignazione dei democristiani, che così si esprimono: “Questi stracci e questi cessi ci diffamano di fronte al mondo!”

Scoppia una lite che porrà fine alla carriera di Nicola come professore e che darà inizio al suo declino professionale. Il tutto senza che il dibattito abbia portato a parlare dello “specifico filmico” Antonio, ragazzo di buon cuore, speranzoso e rassegnato a un tempo, afferma all’inizio del film: “Saranno i Gianni Perego a cambiare questa società!”

Forse, ma in che modo?

Gianni riuscirà infatti a far carriera grazie al suocero, il “palazzinaro” senza scrupoli Romolo Catenacci (magistralmente interpretato da Aldo Fabrizi), per poi scavalcarlo. L’epoca della “bustarella” all’assessore verrà rimpiazzata da un sistema di potere più raffinato, più ramificato, e Gianni lo sa: bisogna controllare i piani regolatori, i politici, le quotazioni in borsa. D’altronde lo stesso Catenacci, uomo privo di cultura ma concreto, aveva immediatamente inquadrato il futuro genero già dal loro primo incontro: “Io amo l’onesti, perché nell’onesti c’è quella purezza che, se je capita l’occasione, diventano tarmente mascalzoni che t’ammolleno le fregature pejo de li mascalzoni diciamo normali”.

Poiché, in medio stat virtus, il personaggio che godrà di un finale più lieto è Antonio, incarnante la medietà sociale, culturale e anche geografica. Non è un cinico spregiudicato come l’amico pavese, né è troppo idealista e astratto come il nocerino Nicola. Al di là di questa schematicità, ogni personaggio presenta un io forte ed è sapientemente tratteggiato, e il pessimismo di fondo viene smorzato da un umorismo sferzante e acuto. È un grande film che racconta i mutamenti di una società che, con ritmo inarrestabile, dalla fine della grande guerra galoppa verso il boom economico (come viene segnalato dal passaggio dal bianco e nero ai colori a metà film). Il mondo cambia senza che i personaggi abbiano davvero fatto la differenza o contribuito, se non in maniera negativa. Ma, d’altronde, per dirla con le parole di Nicola Palumbo, “Noi crediamo di cambiare il mondo, invece è il mondo che cambia noi”.

Isabella Galazzo

Tags: c'eravamo tanto amaticinemaettore scola
ADVERTISEMENT
Prec.

La “dolce vita” e l'”amara fine” di Anita Ekberg

Succ.

Norman Atlantic: una fiaccolata per il napoletano disperso

Può interessarti

VIDEO-“Napolitan-Il Podcast”, ep.15: Il prof. Vincenzo Luise racconta il rapporto tra mafie e social network
Arte & Spettacolo

VIDEO-“Napolitan-Il Podcast”, ep.15: Il prof. Vincenzo Luise racconta il rapporto tra mafie e social network

22 Giugno, 2026
Giovedì 25 giugno al Trianon Viviani, Stravinskij in versione rap
Arte & Spettacolo

Giovedì 25 giugno al Trianon Viviani, Stravinskij in versione rap

22 Giugno, 2026
Lunedì 22 giugno “Vittorio De Sica – La vita in scena” al Cinema Metropolitan 
Arte & Spettacolo

Lunedì 22 giugno “Vittorio De Sica – La vita in scena” al Cinema Metropolitan 

19 Giugno, 2026
Festa della Musica al MANN con Dinko Fabris che racconta ‘Parthenope’ e il Concerto della Nuova Orchestra Scarlatti
Arte & Spettacolo

Festa della Musica al MANN con Dinko Fabris che racconta ‘Parthenope’ e il Concerto della Nuova Orchestra Scarlatti

19 Giugno, 2026
“A Napoli la musica cambia”: 150 giovani musicisti in concerto al Teatro San Carlo
Arte & Spettacolo

“A Napoli la musica cambia”: 150 giovani musicisti in concerto al Teatro San Carlo

15 Giugno, 2026
Ischia Film Festival, il documentario “Gomorraland” apre la sezione “Location negata”
Arte & Spettacolo

Ischia Film Festival 2026 : il programma della nuova edizione dal 27 giugno al 4 luglio

15 Giugno, 2026
Succ.
Norman Atlantic: una fiaccolata per il napoletano disperso

Norman Atlantic: una fiaccolata per il napoletano disperso

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

Migliori aziende gres porcellanato: i leader globali tra Italia ed estero 

Migliori aziende gres porcellanato: i leader globali tra Italia ed estero 

di Redazione Napolitan
23 Giugno, 2026
0

Il mercato del gres porcellanato è oggi dominato da aziende capaci di combinare innovazione tecnologica, estetica e sostenibilità. Le migliori aziende...

VIDEO-“Napolitan-Il Podcast”, ep.15: Il prof. Vincenzo Luise racconta il rapporto tra mafie e social network

VIDEO-“Napolitan-Il Podcast”, ep.15: Il prof. Vincenzo Luise racconta il rapporto tra mafie e social network

di Redazione Napolitan
22 Giugno, 2026
0

Il protagonista della quindicesima puntata di "Napolitan-Il Podcast" è il prof. Vincenzo Luise, sociologo e docente presso il Dipartimento di...

Giovedì 25 giugno al Trianon Viviani, Stravinskij in versione rap

Giovedì 25 giugno al Trianon Viviani, Stravinskij in versione rap

di Redazione Napolitan
22 Giugno, 2026
0

Giovedì 25 giugno, alle 21, al Trianon Vivianiva in scena Storia 'e na guerra 'ncapa, l'originale versione ritmica di Paolo Romano (ShaOne) dell'Histoire du Soldat di Igor...

Nuove licenze per bar e ristoranti a Napoli, Confesercenti: “Sì a regole e punteggi, no a un nuovo blocco delle aperture”

Pistola pronta a sparare, fuga dai carabinieri, tensione tra clan: le strade di Napoli est in balia della criminalità

di Luciana Esposito
22 Giugno, 2026
0

Un inseguimento ad alta velocità, una pistola lanciata dal finestrino e un arresto che riporta sotto i riflettori la crescente...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?