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Ieri sera ha vinto il Napoli, ha vinto Napoli

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
8 Settembre, 2018
in Calcio, In evidenza, News
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Ieri sera ha vinto il Napoli, ha vinto Napoli
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Ieri sera, allo Stadio San Paolo, più del calcio giocato ha dominato la scena l’emozione insita nei momenti che hanno preceduto il match contro il Paok Salonicco.

Ha vinto il Napoli, violando per due volte la rete degli avversari, ha vinto Napoli, ancora una volta, grazie a quella voce che personifica un gran cuore e che sa farsi portatrice di messaggi pregni di lungimirante, dignitosa ed ineccepibile civiltà: quella di Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito ed indiscussa protagonista della serata di ieri.

Serata vissuta nel commovente ed ancora troppo sofferto ricordo del tifoso che ha perso la vita nell’agguato nel quale è rimasto tristemente coinvolto proprio per assecondare l’amore che nutriva per il suo Napoli e che l’aveva spinto a recarsi a Roma per assistere alla finale di Coppa Italia.

Il Presidente ha abbracciato a lungo la signora Antonella e poi mano nella mano al fianco del figlio, nonché Vice Presidente Edoardo De Laurentiis ed il capitano azzurro Marek Hamsik hanno attraversato il terreno di gioco fino a raggiungere la Curva B nell’applauso e l’emozione dei tifosi. Quella stessa Curva B dalla quale Ciro Esposito seguiva le partite del Napoli, Hamsik ha deposto un fascio di fiori. Anche il capitano del Paok Athanasiadis si è reso autore del medesimo gesto, in rappresentanza del Club greco.

Poi al centro del campo De Laurentiis ha parlato ai tifosi: “Antonella la mamma d’Italia ha avuto una bellissima idea, quella di creare un movimento a Scampia che possa essere di aiuto nel nome di Ciro e di esempio per quei napoletani che vogliono distinguersi e che vogliono staccarsi dalla violenza che fanno sprofondare Napoli e i napoletani nella coscienza degli italiani, quando noi sappiamo che non siamo secondi a nessuno”.

“La signora Antonella ha trovato una denominazione straordinaria “Fratellanza italiana calcio in nome di Ciro” per una iniziativa a favore della parte sana dello sport che deve rappresentare i valori veri del calcio per tutti gli italiani. Noi del Napoli parteciperemo attivamente a questo progetto devolvendo l’incasso di questa partita e contribuendo con altre somme se ce ne fosse bisogno”.

Toccanti e struggenti le parole di mamma Antonella:

“Buonasera, Ciro vive! Ciro vive dentro di me, dentro di voi, in ogni tifoso, perché Ciro è l’esempio di un calcio genuino. Vi ringrazio con tutto il mio cuore. Ringrazio il Presidente per aver devoluto l’incasso di questa partita e per la sua partecipazione al nostro progetto. Scampia era il rione dove Ciro abitava, il quartiere che lui amava, rappresentato da persone come me, come lui, come voi, persone capaci di distinguersi e dare onore a questa città. Ci vogliono infangare ma noi siamo un popolo meraviglioso e saremo un esempio per tutta Italia. Questo è solo l’inizio di un lungo progetto che coinvolga le scuole, i campi di gioco, le palestre inagibili. Un progetto per l’educazione alla non violenza, perché quello che è accaduto a Ciro, quello che è successo alla mia famiglia, non deve capitare più. Di calcio si vive, il calcio è amore e di calcio non si può morire. Che questa sia la prima partita in nome della pace ed in nome di Ciro”.

Il Presidente De Laurentiis poi annuncia: “un settore del San Paolo o di un eventuale nuovo stadio sarà intitolato a Ciro Esposito“.

Dal San Paolo si leva al cielo il canto: “Ciro vive con noi!”.

E dagli spalti ridonda fortemente il sentore che, da qualche parte, su uno di quei sediolini, si sia appollaiato quell’angelo volato via troppo precocemente, per rispondere, ancora una volta “Presente” al richiamo d’amore del suo Napoli.

Fonte: www.sscn.it

 

 

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Una lite tra adolescenti, nata secondo le prime ricostruzioni da una contesa sentimentale, si è trasformata in una brutale aggressione nel cuore del Vomero. Per il pestaggio del padre intervenuto in difesa delle figlie, avvenuto nella notte tra sabato 10 e domenica 11 ottobre in zona piazza Vanvitelli, sono stati identificati una decina di giovani, quasi tutti minorenni. Nel gruppo ci sarebbero anche i figli di due poliziotti. Le responsabilità individuali sono ancora al vaglio degli investigatori.  L’inchiesta è coordinata dalle Procure ordinaria e per i minorenni di Napoli. I carabinieri stanno ricostruendo le diverse fasi della vicenda e il ruolo di ciascun partecipante, anche attraverso i filmati dell’aggressione circolati in rete. La lite tra ragazze e l’intervento del padre Secondo la ricostruzione investigativa, tutto sarebbe cominciato con un diverbio tra giovanissime, legato a una presunta rivalità sentimentale. La discussione sarebbe degenerata in un’aggressione ai danni delle figlie dell’uomo e di una loro cugina. Una delle ragazze sarebbe stata colpita da un giovane arrivato in scooter. Avvertito di quanto accaduto, il padre è intervenuto per affrontare il ragazzo. Da lì la situazione sarebbe precipitata: il giovane avrebbe chiamato in aiuto alcuni amici e l’uomo sarebbe stato circondato e picchiato ripetutamente, anche quando era già a terra. Il pestaggio ha avuto conseguenze gravissime. Durante l’aggressione, un mezzo per la raccolta dei rifiuti ha investito l’uomo, schiacciandogli una gamba. Trasportato all’ospedale Cardarelli, è stato sottoposto a cure e a un intervento chirurgico. Il rischio di amputazione, temuto nelle prime ore, è stato scongiurato. Anche una delle figlie ha avuto bisogno di assistenza medica.  Una decina di giovani identificati, quasi tutti minorenni I primi accertamenti hanno portato all’identificazione di otto ragazzi, sei maschi e due femmine. Gli sviluppi più recenti parlano complessivamente di una decina di giovani individuati. Tra loro ci sarebbero anche due figli di appartenenti alle forze dell’ordine. A preoccupare è anche quanto sarebbe accaduto dopo l’aggressione. La famiglia avrebbe ricevuto minacce e insulti sui social, con le figlie dell’uomo nuovamente esposte a intimidazioni. La vittima ha riferito di essere particolarmente preoccupata per la loro sicurezza.  Piazza Vanvitelli, arriva il presidio interforze Dopo il pestaggio, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto l’istituzione immediata di un posto fisso interforze in piazza Vanvitelli. Il dispositivo prevede la presenza a rotazione di equipaggi delle forze dell’ordine, della polizia locale e della polizia metropolitana. La misura si aggiunge ai controlli rafforzati già previsti per alcune aree del Vomero, con pattugliamenti e vigilanza nelle ore considerate più delicate, in particolare durante le serate del fine settimana. L’obiettivo dichiarato è prevenire nuovi episodi di violenza e garantire maggiore sicurezza a residenti, commercianti e frequentatori della zona.  Per sabato 17 ottobre è stata inoltre annunciata una mobilitazione pacifica promossa da famiglie del quartiere, con l’obiettivo di esprimere solidarietà all’uomo aggredito e alle sue figlie e chiedere una presenza più costante delle istituzioni.  Una violenza che non può essere liquidata come una bravata La vicenda di piazza Vanvitelli impone una riflessione che va oltre la dinamica della lite e l’identificazione dei singoli partecipanti. Se una discussione tra adolescenti può trasformarsi in un pestaggio di gruppo, se un uomo finisce in ospedale con lesioni gravissime e se la sua famiglia teme nuove ritorsioni dopo aver denunciato, il problema non può essere archiviato come una semplice lite tra ragazzi. La risposta deve passare dall’accertamento delle responsabilità, dalla tutela della vittima e dei familiari e da interventi capaci di prevenire nuove aggressioni. 

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