Una fiaccola per illuminare una storia che, per la famiglia Caliendo, non può essere consegnata all’oblio. Sabato 19 settembre, alle ore 20, la comunità nolana scenderà in strada per ricordare il piccolo Domenico Caliendo e chiedere giustizia.
La fiaccolata, dal titolo “Giustizia per Domenico”, partirà da Piazza Duomo e arriverà alla rotonda di via Circumvallazione, attraversando anche vico San Paolino. L’iniziativa è promossa dalla famiglia Caliendo insieme alla Fondazione Domenico Caliendo, con l’obiettivo di coinvolgere non soltanto la città di Nola, ma l’intera comunità campana che negli anni ha continuato a stringersi intorno alla famiglia.
Una chiamata a raccolta che nasce da un dolore ancora vivo e dalle nuove circostanze emerse nell’ambito della vicenda giudiziaria.
«Quanto sta emergendo dalle carte processuali – spiegano i familiari – acuisce nuovamente un dolore mai sopito. Ma il rischio è duplice: il nostro Domenico non è un foglio, non è una perizia, non è un dibattito processuale».
Poi le parole che sintetizzano il senso della manifestazione: «Il nostro Domenico è una vittima».
È questo il messaggio che la famiglia vuole affidare alle fiaccole che attraverseranno le strade di Nola: la necessità di non perdere di vista la persona dietro gli atti, le perizie e le discussioni processuali. Un bambino la cui memoria, per i suoi familiari, continua a chiedere attenzione e giustizia.
A guidare la mobilitazione è anche Patrizia Mercolino, mamma di Domenico e presidente della Fondazione a lui intitolata, che richiama il legame costruito negli anni con una comunità che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.
Una comunità che, nelle parole della famiglia, ha «adottato Domenico e sofferto con noi».
La fiaccolata sarà dunque anche un momento di memoria collettiva. Perché proprio la memoria rappresenta uno dei valori fondanti della Fondazione Domenico Caliendo, insieme all’impegno affinché vicende come quella di Domenico non si ripetano.
«Non ci arrenderemo finché non avremo giustizia», ribadisce la famiglia.
E aggiunge: «Rimettere al centro della cronaca il nostro bambino adesso è necessario per ricordare che il suo dolore e il suo sacrificio sono reali e bruciano ancora».
Sabato sera, quelle fiaccole saranno il modo scelto dalla famiglia per tenere accesa quella memoria. Per Domenico, per la verità e per una richiesta di giustizia che, dopo anni, non si è spenta.










