C’è un giorno, a Napoli, in cui la città sembra fermarsi un istante prima che cominci la festa. È il 17 settembre, l’ultimo giorno del Novenario di San Gennaro.
Nove giorni di preghiera che accompagnano Napoli verso il 19 settembre, la giornata dedicata al suo Santo Patrono.
Dal 10 al 17 settembre, ogni sera, nella cripta della Cattedrale, il rito si ripete: alle 18 il Santo Rosario, alle 18.30 la Santa Messa.
Non è ancora la festa, ma l’attesa che racconta meglio il rapporto particolare che lega Napoli al suo patrono.
Nove giorni prima del miracolo
Il Novenario è il tempo che precede la solennità.
Un tempo di preghiera, ma anche di preparazione della città a uno dei momenti più identitari del calendario napoletano.
Il 17 settembre si chiude questo percorso.
Poi, già dal giorno successivo, Napoli entra ufficialmente nel cuore delle celebrazioni.
Venerdì 18 settembre alle 17.30, nella Basilica di San Giorgio Maggiore a Forcella, è previsto il raduno del Comitato Diocesano San Gennaro, dei pellegrini e dei sindaci provenienti da Vallo della Lucania.
Da lì partirà il corteo verso il Duomo, accompagnato dalla Fanfara dei Carabinieri.
Alle 18, nella Cattedrale, saranno celebrati i Primi Vespri, presieduti dall’arcivescovo di Napoli, il cardinale Mimmo Battaglia.
Durante la celebrazione sarà offerto l’olio per la lampada votiva da parte della Diocesi di Vallo della Lucania. Al termine è prevista l’accensione della lampada.
Il 19 settembre il giorno più atteso
Poi arriverà il 19 settembre.
La Cattedrale resterà aperta dalle 7.30 alle 21.
Alle 8 è prevista la Santa Messa, seguita alle 8.45 dalla lettura della Passione, ma sarà alle 10 che gli occhi di Napoli si concentreranno sulla Cappella del Tesoro.
Il cardinale Battaglia, insieme all’abate della Cappella del Tesoro, monsignor Vincenzo De Gregorio, al sindaco Gaetano Manfredi e al presidente della Regione Roberto Fico, procederà all’apertura della cassaforte che custodisce le ampolle con il Sangue di San Gennaro.
Le reliquie saranno portate all’altare maggiore per la celebrazione eucaristica e sarà quello il momento più atteso dai fedeli: l’eventuale liquefazione del sangue, alla quale la tradizione attribuisce un significato prodigioso.
Se il fenomeno si verificherà, sarà annunciato ai fedeli presenti e, al termine della Messa, l’arcivescovo mostrerà le ampolle alla città.
San Gennaro non è soltanto una festa
Raccontare San Gennaro soltanto attraverso il cosiddetto miracolo sarebbe però riduttivo, perché San Gennaro, a Napoli, è molto più di una celebrazione religiosa.
È un rapporto che attraversa i secoli, un nome pronunciato nei momenti di paura e in quelli di festa, il volto del Santo che compare nelle edicole, nelle case, nelle botteghe, una devozione che appartiene ai credenti, ma che fa parte anche dell’identità culturale della città.
Il 17 settembre, allora, è il giorno dell’attesa.
Il momento in cui Napoli è già dentro la sua festa, ma non l’ha ancora celebrata.
La città si prepara
Anche il volto della città cambia in vista delle celebrazioni.
Il Comune di Napoli ha predisposto un dispositivo temporaneo di circolazione nell’area di via Duomo per il 18 e 19 settembre, con divieti di sosta e, il 19, limitazioni al transito in alcuni tratti della strada.
È il segnale concreto che la festa non riguarda soltanto il Duomo.
Coinvolge il centro storico, le strade, i fedeli, i pellegrini e migliaia di persone che ogni anno raggiungono la Cattedrale.
Napoli si prepara.
L’ultimo giorno del Novenario
E oggi, 17 settembre, prima che arrivino le processioni, le celebrazioni solenni e l’apertura della cassaforte, c’è ancora un momento più raccolto.
Quello della preghiera.
Alle 18 il Rosario.
Alle 18.30 la Messa nella cripta.
Poi il Novenario sarà finito.
E comincerà il conto alla rovescia verso il 19 settembre.
Perché Napoli con San Gennaro ha un rapporto che non si spiega soltanto con la fede.
È una storia fatta di devozione, memoria, tradizione e appartenenza.
E forse è proprio questo il senso del 17 settembre: non il giorno della festa, ma il giorno in cui Napoli si ferma ad aspettarla.
Domani cominceranno i riti solenni. Dopodomani sarà San Gennaro.
Ma oggi, nel cuore di Napoli, è ancora il tempo dell’attesa.










