Otto nuovi episodi per raccontare il lavoro quotidiano delle “Gazzelle” dei Carabinieri. La nuova stagione della docu-serie ideata da Claudio Camarca debutterà il 13 settembre su DMAX
Il Teatro di Corte del Palazzo Reale di Napoli ha ospitato questa mattina la presentazione della quinta stagione di “Avamposti – La Radiomobile”, la docu-serie ideata da Claudio Camarca che porta sullo schermo il lavoro quotidiano degli equipaggi del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri.
All’evento ha partecipato il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, insieme alle autorità e agli ospiti presenti. La nuova stagione andrà in onda su DMAX, canale 52, a partire da domenica 13 settembre, con otto puntate inedite. La programmazione televisiva conferma la presenza della serie nella prima serata domenicale di DMAX.
A moderare l’incontro è stato Vincenzo Di Vincenzo, direttore del quotidiano Il Mattino. Ad aprire i lavori è stato il Generale Luongo, che ha rivolto un saluto alle autorità presenti e agli allievi della Scuola Militare Nunziatella e dell’Accademia Aeronautica, sottolineando il valore simbolico dell’entusiasmo dei giovani e il legame con il senso del dovere e con le radici delle istituzioni.
Le Gazzelle, prima linea della sicurezza
Il cuore della quinta stagione resta il lavoro degli uomini e delle donne della Radiomobile, le pattuglie che rappresentano una delle presenze più immediate dell’Arma sul territorio.
Le cosiddette “Gazzelle” operano senza sosta, 24 ore su 24, intervenendo nelle situazioni di emergenza e nelle circostanze in cui la rapidità può fare la differenza. Un lavoro spesso raccontato attraverso l’urgenza dell’intervento, ma che la nuova stagione vuole mostrare anche attraverso ciò che accade dopo: l’ascolto, il rapporto con le persone, la capacità di gestire paura, dolore e fragilità.
È proprio questo il cambio di prospettiva sottolineato durante la presentazione: raccontare la Radiomobile non significa soltanto mostrare la preparazione operativa dei militari, ma anche restituire al pubblico il volto umano di chi indossa la divisa.
Dal soccorso agli interventi più delicati
Durante l’evento sono stati proiettati alcuni contributi video tratti dai nuovi episodi. Tra le immagini mostrate, quelle relative al soccorso prestato a una persona anziana e a un delicato servizio di trasporto di organi.
Due situazioni profondamente diverse, ma accomunate dalla necessità di intervenire con tempestività e precisione.
Dietro ogni operazione, infatti, ci sono procedure, addestramento e competenze tecniche. Ma ci sono anche persone che chiedono aiuto e militari chiamati a confrontarsi con situazioni emotivamente difficili.
Un equilibrio tra professionalità ed empatia che rappresenta uno degli elementi centrali della nuova stagione.
Otto episodi, un racconto sempre più umano
Il regista Claudio Camarca e Eleonora Mambriani, Director Programming di Warner Bros. Discovery, hanno illustrato la struttura della quinta stagione, composta da otto episodi inediti caratterizzati da un approccio tematico.
Il primo appuntamento sarà dedicato agli “incidenti del sabato sera”, una delle emergenze più drammatiche con cui le pattuglie si confrontano sulle strade italiane.
La puntata proporrà immagini esclusive e testimonianze relative alle conseguenze di un tragico incidente avvenuto nell’ottobre 2025 in viale Cristoforo Colombo, a Roma, nel quale perse la vita una ragazza di vent’anni.
Le telecamere entreranno nei momenti immediatamente successivi allo schianto, attraverso le immagini in presa diretta e le interviste agli equipaggi intervenuti.
Ma il racconto non si fermerà alla dinamica dell’incidente. Il tema verrà allargato a situazioni analoghe affrontate dalle Radiomobili in diverse città italiane, mettendo al centro anche il rapporto con le persone coinvolte.
La divisa davanti al dolore
Uno degli elementi più significativi della nuova stagione sarà proprio l’attenzione alle reazioni umane che seguono gli interventi.
Di fronte a una vittima, a una famiglia distrutta, a una persona ferita o a chi ha provocato un incidente, il lavoro dei Carabinieri non si esaurisce nell’applicazione delle procedure.
C’è anche la necessità di parlare, ascoltare, contenere la paura e, quando possibile, offrire una parola di conforto.
È questa dimensione che “Avamposti – La Radiomobile” intende portare sempre più al centro dello schermo: non soltanto ciò che fanno i Carabinieri, ma anche ciò che significa esserci quando una persona sta vivendo uno dei momenti più difficili della propria vita.
Il bene comune come filo conduttore
In chiusura dell’incontro, il Generale Luongo ha ribadito il filo conduttore che unisce le diverse storie raccontate dalla docu-serie: la dedizione al bene comune.
Dall’intervento ad alto rischio alla semplice assistenza prestata a una persona anziana, la missione rimane la stessa: tutelare la collettività.
È un lavoro che raramente ha orari e che spesso comincia proprio quando per gli altri la giornata è finita.
La quinta stagione di “Avamposti – La Radiomobile” prova così a raccontare una parte dell’Italia che vive sulle strade, nelle periferie, nelle notti delle città e nelle emergenze quotidiane. Un’Italia nella quale, dietro ogni sirena, non c’è soltanto un intervento da portare a termine, ma una storia umana da affrontare.
Perché una Radiomobile arriva quando qualcosa è già accaduto. Ma spesso, prima ancora di risolvere un’emergenza, deve riuscire a stare accanto a chi ne è stato travolto.











