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Ennio Morricone rivive a Napoli: musica, cinema e racconti al Cortile delle Statue

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
10 Settembre, 2026
in Arte & Spettacolo
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Ennio Morricone rivive a Napoli: musica, cinema e racconti al Cortile delle Statue
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Venerdì 11 settembre il concerto-evento “Ennio” porta a UNIMUSIC 2026 le colonne sonore del grande compositore. Sul palco la Nuova Orchestra Scarlatti diretta da Paolo Vivaldi, tra proiezioni cinematografiche e aneddoti inediti.

Venerdì 11 settembre alle 19.30, nel Cortile delle Statue dell’Università Federico II, in via Paladino 39, andrà in scena “Ennio”, terzo appuntamento di UNIMUSIC 2026, la rassegna della Nuova Orchestra Scarlatti giunta alla sua settima edizione.

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La formula pensata per l’appuntamento intreccia musica dal vivo, cinema, proiezioni video e racconto, costruendo un omaggio al Maestro che prova a restituirne non soltanto la grandezza artistica, ma anche alcuni aspetti meno conosciuti della sua storia e del suo lavoro.

Paolo Vivaldi, dalla collaborazione con Morricone al palco di Napoli

A guidare la serata sarà Paolo Vivaldi, compositore di colonne sonore, arrangiatore e direttore d’orchestra, che ha avuto modo di collaborare direttamente con Morricone.

Sarà proprio Vivaldi a dirigere la Nuova Orchestra Scarlatti, proponendo proprie versioni sinfoniche originali delle musiche del Maestro, ma il suo ruolo non sarà soltanto quello di direttore.

Vivaldi accompagnerà infatti l’esecuzione musicale con un racconto personale, fatto di ricordi, dettagli e aneddoti legati alla figura di Morricone, alternando le esecuzioni agli spezzoni cinematografici che hanno reso immortali alcune delle sue composizioni.

Un modo per avvicinare il pubblico non soltanto alla musica, ma all’uomo che quella musica l’ha pensata e composta.

Da “Per un pugno di dollari” a “Nuovo Cinema Paradiso”

Il viaggio attraverserà alcune delle pagine più celebri della produzione morriconiana.

Da “La Califfa” a “Novecento”, da “Per un pugno di dollari” a “C’era una volta in America”, passando per “Mission”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “Giù la testa” e “La leggenda del pianista sull’oceano”.

Titoli diversi, epoche diverse, storie diverse.

A unirli sarà quella capacità tutta morriconiana di trasformare la musica in una seconda voce del racconto cinematografico.

A volte una melodia anticipava ciò che stava per accadere. Altre volte ne amplificava la tensione, la malinconia, la nostalgia. In altri casi diventava quasi un personaggio autonomo.

È anche per questo che l’omaggio di UNIMUSIC non si limiterà a riproporre celebri colonne sonore: l’idea è quella di ricostruire il dialogo tra ciò che si vede e ciò che si ascolta.

Un concerto che diventa racconto

“Ennio” nasce dunque dalla contaminazione tra linguaggi.

La musica sinfonica incontrerà le immagini cinematografiche, mentre il racconto di Paolo Vivaldi farà da filo conduttore alla serata.

Il pubblico potrà così attraversare una parte dell’universo artistico di Morricone seguendo non una semplice successione di brani, ma un percorso fatto di suoni, immagini e memoria.

È una formula che si inserisce nella vocazione di UNIMUSIC, festival nato dalla collaborazione tra Nuova Orchestra Scarlatti e Università degli Studi di Napoli Federico II e giunto quest’anno alla settima edizione. La rassegna 2026 è promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale dell’anno, insieme agli ordinari sostegni del Ministero della Cultura e della Regione Campania.

La musica incontra anche i musei della Federico II

Il concerto dedicato a Morricone sarà accompagnato anche dalla sezione “Musica ai Musei UNINA”, che porta la musica all’interno degli spazi museali dell’Università.

Giovedì 10 settembre alle 16, il primo appuntamento sarà al Museo di Mineralogia, con una passeggiata musicale tra collezioni, tesori e curiosità scientifiche. Seguiranno altri appuntamenti nei Musei di Paleontologia, Fisica e Antropologia.

Una scelta che conferma una delle caratteristiche più interessanti di questa edizione di UNIMUSIC: mettere in dialogo musica, cultura e luoghi diversi della città, dagli spazi storici della Federico II ai campus universitari di San Giovanni a Teduccio e Scampia.

L’appuntamento

“Ennio”

Venerdì 11 settembre 2026, ore 19.30
Cortile delle Statue – Università degli Studi di Napoli Federico II
Via Paladino 39, Napoli

Sul palco la Nuova Orchestra Scarlatti, diretta da Paolo Vivaldi.

I biglietti hanno un costo di 10 euro e sono acquistabili online attraverso Azzurro Service oppure al botteghino, a partire da un’ora prima dell’inizio del concerto.

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di Redazione Napolitan
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Ci sono interventi che durano pochi minuti, ma che possono cambiare per sempre il destino di chi li vive. Momenti nei quali il pericolo non concede tempo per riflettere a lungo e qualcuno sceglie di andare incontro a chi è in difficoltà, mettendo a rischio anche la propria incolumità. È quanto accaduto lo scorso 12 ottobre a Foggia, durante il violento nubifragio che ha investito la città. Nel sottopasso di via Scillitani, invaso dall'acqua e trasformato in una trappola, tre donne sono rimaste bloccate all'interno di un'automobile. A intervenire è stato Fabio Perrucci, 29 anni, carabiniere scelto in servizio al Nucleo operativo e radiomobile di Foggia, che insieme a un collega ha contribuito a portarle in salvo. Una storia di coraggio che acquista un significato ancora più profondo alla luce di un precedente episodio: il 25 giugno 2025, quando prestava servizio a Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci era entrato in un'abitazione avvolta dalle fiamme per soccorrere un anziano allettato, impossibilitato a fuggire autonomamente. Due emergenze diverse, a distanza di oltre un anno, unite dalla stessa scelta: intervenire quando una vita è in pericolo.  Il nubifragio a Foggia e il sottopasso diventato una trappola Il pomeriggio del 12 ottobre, una violenta ondata di maltempo si è abbattuta su Foggia. La pioggia intensa, accompagnata in alcuni momenti dalla grandine e da forti raffiche di vento, ha provocato allagamenti, disagi alla circolazione e numerose richieste di soccorso. Le strade si sono rapidamente riempite d'acqua, mentre diversi locali, tra cui box e cantine, sono stati invasi dalle precipitazioni. In corso Garibaldi è caduto un albero, fortunatamente senza provocare feriti. Ma tra le situazioni più critiche si è registrata quella dei sottopassi, dove l'acqua si è accumulata in pochi minuti, mettendo in difficoltà gli automobilisti. In via Scillitani il livello dell'acqua ha raggiunto circa un metro. Tre donne si sono ritrovate intrappolate nell'abitacolo della loro automobile, esposte a una situazione di grave pericolo.  È in questo scenario che è intervenuto Fabio Perrucci. Il carabiniere ha raggiunto la vettura immergendosi nell'acqua, insieme a un collega, e ha partecipato alle operazioni necessarie per liberare le occupanti e condurle in salvo. Il militare ha dovuto affrontare anche un notevole sforzo fisico per raggiungere e soccorrere tutte e tre le donne, una dopo l'altra. Un intervento nel quale la rapidità era fondamentale: in un sottopasso allagato, infatti, la situazione può peggiorare in tempi brevissimi.  Il precedente a Pagani: l'ingresso nell'abitazione in fiamme La vicenda di Foggia non è un episodio isolato nella storia professionale del ventinovenne. Il 25 giugno 2025, quando era in servizio alla Tenenza dei Carabinieri di Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci si trovò ad affrontare un'altra emergenza. All'interno di un'abitazione avvolta dalle fiamme c'era un anziano allettato, incapace di uscire da solo. Il fumo rappresentava una minaccia concreta e, mentre si attendeva l'arrivo dei vigili del fuoco, il rischio era che l'uomo non riuscisse a resistere. Il carabiniere entrò nell'appartamento, raggiunse l'anziano, lo sollevò e lo trasportò all'esterno, sottraendolo al pericolo. Un intervento del quale rimase traccia anche in una lettera di ringraziamento inviata dal figlio dell'uomo alla Legione Carabinieri. La testimonianza della sorella: «Per me è mio fratello» Dopo aver visto le immagini del fratello impegnato nel soccorso, Sarah Perrucci ha affidato ai social la propria emozione. Il suo racconto restituisce una prospettiva diversa rispetto alla cronaca dell'intervento: quella di chi conosce la persona che si trova dietro la divisa e vive con apprensione i rischi di una professione che può imporre decisioni immediate. Un post...

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