L’estate 2026 continua a mettere a dura prova la Campania. La Protezione Civile regionale ha emanato un nuovo avviso di criticità per ondate di calore valido fino alle ore 20 di venerdì 17 luglio, mentre cresce la preoccupazione per gli effetti delle temperature estreme sulla salute, sul lavoro e sulla qualità della vita nelle città. Le previsioni parlano di temperature superiori di 4-6 gradi rispetto alle medie stagionali, accompagnate da tassi di umidità fino al 70% e da una ventilazione quasi assente, condizioni che aumentano sensibilmente il rischio di colpi di calore e malori.
L’emergenza, però, non riguarda soltanto il meteo. A preoccupare sono soprattutto le conseguenze sociali di un clima sempre più estremo.
A Napoli 57mila lavoratori esposti al rischio caldo
Secondo il rapporto “Lavoratori a rischio per le ondate di calore”, realizzato da Greenpeace Italia con il contributo della Cgil e basato sui dati del sistema Worklimate dell’Inail, nell’area metropolitana di Napoli una media di 57mila lavoratori al giorno è potenzialmente esposta a un rischio elevato dovuto alle alte temperature durante l’estate. Si tratta dell’8,4% degli occupati del territorio.
I comparti maggiormente coinvolti sono:
- Edilizia, con circa 28mila lavoratori;
- Trasporto merci e logistica, con circa 17mila addetti;
- Servizi di manutenzione del verde e degli edifici, con circa 8mila lavoratori.
Il rapporto evidenzia inoltre un peggioramento costante: se tra il 2021 e il 2022 le giornate caratterizzate da un rischio caldo elevato erano mediamente 34 durante l’estate, nel biennio 2024-2025 sono salite a 50, con un incremento di quasi il 50%.
L’ordinanza della Regione: stop al lavoro nelle ore più calde
Per limitare i rischi, la Regione Campania ha già disposto un’ordinanza valida fino al 31 agosto che vieta le attività lavorative all’aperto nei settori agricolo, edile e affini dalle 12.30 alle 16.00, nei giorni in cui il sistema Worklimate segnala un livello di rischio “alto”. Il provvedimento mira a prevenire colpi di calore e malori tra i lavoratori maggiormente esposti.
Parallelamente la Protezione Civile invita i Comuni a prestare particolare attenzione alle persone anziane, ai bambini e ai cittadini più fragili. A Napoli è stata inoltre resa disponibile gratuitamente, per over 65 e persone con disabilità, la terrazza della piscina dello Stadio Collana come spazio climatizzato durante i giorni più critici.
L’allarme di Legambiente: il clima aumenta le disuguaglianze
A rendere ancora più complesso il quadro è anche il rapporto di Legambiente dedicato alle diseguaglianze climatiche nei capoluoghi di provincia campani.
L’associazione ambientalista evidenzia come gli effetti della crisi climatica non colpiscano tutti allo stesso modo. Le zone con maggiore densità edilizia, minori aree verdi e un’elevata presenza di cemento registrano temperature sensibilmente più alte rispetto ad altri quartieri. In queste aree vivono spesso famiglie con minori risorse economiche, che hanno più difficoltà ad affrontare le ondate di calore perché dispongono di abitazioni meno efficienti dal punto di vista energetico e hanno un accesso limitato a spazi verdi e luoghi climatizzati.
Secondo Legambiente, la crisi climatica sta diventando anche una questione di giustizia sociale: chi vive nei quartieri più vulnerabili subisce maggiormente gli effetti delle alte temperature, con conseguenze sulla salute, sulla qualità della vita e persino sulla produttività lavorativa.
Come proteggersi
Le autorità sanitarie raccomandano di:
- evitare di uscire nelle ore più calde della giornata;
- bere frequentemente acqua anche in assenza dello stimolo della sete;
- consumare pasti leggeri e ricchi di frutta e verdura;
- limitare l’attività fisica nelle ore centrali;
- prestare particolare attenzione ad anziani, bambini e persone con patologie croniche;
- controllare quotidianamente le persone che vivono sole.
Un’emergenza destinata a diventare strutturale
Le ondate di calore non rappresentano più un fenomeno eccezionale. I dati raccolti negli ultimi anni mostrano una crescita costante delle giornate con temperature estreme e confermano come il cambiamento climatico stia modificando profondamente la vita delle città.
Per Napoli e la Campania la sfida non riguarda soltanto la gestione dell’emergenza estiva, ma anche la capacità di ripensare gli spazi urbani, aumentare il verde pubblico, tutelare i lavoratori esposti e proteggere le fasce più fragili della popolazione. Perché il caldo estremo non è più soltanto una questione meteorologica: è un tema di salute pubblica, sicurezza sul lavoro e giustizia sociale.










