Un mercato in crescita trainato dall’obbligo normativo e dalla digitalizzazione
La formazione in materia di salute e sicurezza non è più un affare di nicchia. Secondo i dati dell’Osservatorio AIFOS, nel 2023 il numero di ore di aggiornamento erogate in modalità e-learning è cresciuto del 37% rispetto all’anno precedente.
Il motivo va ricercato sia nell’obbligo di aggiornamento periodico per RSPP, ASPP, RLS e datori di lavoro, sia nel cambio di abitudini imposto prima dalla pandemia e poi dalla diffusione di piattaforme LMS sempre più intuitive. Le imprese scoprono che una classe virtuale aperta h24 riduce i tempi morti, libera risorse e semplifica la rendicontazione agli organi di vigilanza.
Dati e tendenze
La domanda si concentra su corsi brevi, modulabili e con un esame finale tracciato: una risposta concreta all’esigenza di dimostrare agli organi ispettivi non solo la frequenza, ma anche il possesso effettivo delle competenze. In parallelo, le società che forniscono consulenza implementano offerte “blended” che mescolano video-lezioni, esercitazioni pratiche e giornate in aula dedicate ai casi aziendali.
Tra attestato e competenze reali: che cosa chiede il datore di lavoro
Se dieci anni fa bastava esibire un attestato qualsiasi, oggi i responsabili HR chiedono prove più solide. L’efficacia di un corso viene valutata da audit interni, KPI sugli infortuni e questionari post-formazione che misurano il trasferimento delle conoscenze sul campo.
Al contempo si assiste a un aumento delle richieste di percorsi allineati a norme riconosciute a livello internazionale: ISO 45001 per la sicurezza, ma anche ISO 9001 per la qualità e ISO 14001 per l’ambiente. Un badge digitale legato a uno schema normativo vale di più nel curriculum di un RSPP rispetto a un attestato generico.
La spendibilità come discrimine
Il discrimine, sempre più spesso, è la spendibilità esterna della qualifica. Un attestato collegato auno schema 17024 o rilasciato da un ente di certificazione accreditato facilita la vita ai consulenti che operano su più cantieri e a chi partecipa a gare pubbliche. Nel lessico della formazione, “valore legale” torna a essere un argomento commerciale decisivo.
Come si misura la credibilità di un corso online
A parità di titolo, gli addetti ai lavori confrontano la qualità delle piattaforme. Conta la presenza di tutor umani, la possibilità di porre domande in sincrono, il tracciamento delle attività e il tipo di esercitazioni. Sempre più decisivo il sistema di esame: se è proctoring, se prevede domande aperte, se produce un report scaricabile da allegare al DVR aziendale.
Fra i format che soddisfano questi requisiti spicca il percorso ISO 45001 avanzato disponibile su https://store.acservizi.it/corso-iso-45001-advanced/, che combina autoapprendimento on-demand, esame proctorato in autonomia e tutor IA. L’accesso continuativo 24/7 e l’attestato nominale rispondono alle aspettative di audit interni sempre più esigenti.
Chi sceglie corsi di questo tipo tende a verificare anche la reputazione del provider. Nel caso di AC Servizi srl, la doppia certificazione ISO 9001 con RINA – estesa alla piattaforma di e- learning – e la qualifica 17024 ASACERT per i percorsi Auditor rappresentano una garanzia aggiuntiva. Il fatto che il titolare Matteo Arena sia Lead Auditor Accredia (G7-024) rende più agevole il riconoscimento degli attestati da parte di organismi terzi.
Piattaforme e modelli di verifica
Le soluzioni più evolute integrano sistemi di proctoring automatico che confrontano in tempo reale volto, voce e movimenti del candidato. Parallelamente, analytics dettagliati registrano tempo di permanenza, domande ripetute e livello di confidenza sulle risposte. Funzionalità che, se ben configurate, riducono il rischio di attestati “facili” e alzano il livello medio della preparazione.
Verso una qualificazione condivisa: la sfida della trasparenza
Il mercato sta quindi convergendo su standard riconosciuti e sulla tracciabilità dei dati formativi. Per le imprese è un vantaggio: avere corsi certificati significa ridurre contestazioni in sede di ispezione e mantenere la compliance in modo più snello. Per i lavoratori, invece, cresce la portabilità delle competenze: un badge digitale collegato alla blockchain o a un registro Accredia è consultabile in ogni momento dal nuovo datore di lavoro.
Gli enti di certificazione, dal canto loro, stanno aggiornando i propri schemi per tenere conto delle peculiarità del digital learning. RINA ha già inserito nel proprio regolamento requisiti specifici su tutoraggio e antifrode; ASACERT richiede la presenza di quesiti “situazionali” per i corsi qualificati 17024. Chi, come AC Servizi srl, ha deciso di allineare tutta la filiera – consulenza, docenza e piattaforma – a questi standard si trova oggi in una posizione competitiva.
Il ruolo degli enti terzi
In prospettiva, sarà proprio la terzietà a fare la differenza. La maggior parte delle aziende sidichiara disposta a pagare un sovrapprezzo pur di avere un attestato legato a un audit esterno,perché ciò semplifica la due diligence con i partner e riduce i tempi di fermo cantiere in caso diverifica ASL. È quindi plausibile che i fornitori di formazione puntino a ottenere riconoscimentiincrociati: Accredia per le figure professionali, ISO 9001 per i processi, ISO 27001 per lasicurezza informatica dei dati dei discenti.
Resta aperto il nodo della trasparenza economica: quanto pesa sul costo finale del corso lacertificazione di parte terza e quanto, invece, l’innovazione tecnologica? Alcune piattaformesperimentano modelli “subscription” che diluiscono il prezzo nel tempo; altre, come i grandiMOOC internazionali, offrono la versione audit-free a costo zero e fanno pagare solo l’esameproctorato.
La convergenza fra normative di sicurezza, standard di qualità e tecnologie digitali sta dunqueridisegnando l’intero settore. In gioco non c’è soltanto la conformità alla legge, ma lareputazione stessa delle aziende e la tutela di chi lavora: fattori che – stando alle proiezioni diAssinform – continueranno a spingere la domanda di percorsi flessibili, sì, ma sempre piùcertificati e controllabili.











