Era latitante da tre anni e si nascondeva in Olanda sotto un altro cognome. È stata rintracciata e arrestata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, con il supporto del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia – Unità F.A.S.T., la 43enne Mihaela Veronica Babite, destinataria di un ordine di carcerazione definitivo emesso dalla Corte d’Appello di Napoli.
La donna deve scontare una condanna definitiva a 10 anni di reclusione per il suo coinvolgimento in un’organizzazione criminale dedita all’importazione di droga dall’Olanda verso la Campania, in particolare nella zona di Torre Annunziata.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Babite faceva parte di un sodalizio criminale attivo tra il 2004 e il 2006 nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
La donna sarebbe stata collaboratrice diretta del vertice dell’organizzazione, figura di fiducia del gruppo, punto di supporto logistico nelle attività di importazione della droga.
Al vertice del sodalizio gli inquirenti hanno individuato Pasquale Scarpa.
L’associazione avrebbe gestito l’arrivo in Campania di ingenti quantitativi di stupefacenti provenienti dall’Olanda, destinati successivamente alle piazze di spaccio dell’area vesuviana.
La condanna nei confronti della donna è diventata definitiva il 6 luglio 2023, quando la Corte d’Appello di Napoli ha emesso il provvedimento esecutivo di carcerazione.
Da quel momento Babite si era resa irreperibile riuscendo a sottrarsi all’arresto e rifugiandosi proprio nei Paesi Bassi.
Secondo gli investigatori aveva cambiato identità anagrafica, aveva assunto il cognome del marito, aveva cercato di rendersi invisibile alle ricerche internazionali.
La cattura è arrivata al termine di un lungo lavoro investigativo coordinato dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli.
Fondamentale il contributo dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, dell’Unità F.A.S.T. (Fugitive Active Search Team), specializzata nella ricerca dei latitanti all’estero.
Gli investigatori hanno ricostruito negli anni gli spostamenti della donna, le nuove identità utilizzate, i collegamenti familiari e logistici, i contatti mantenuti all’estero.
Le attività investigative hanno consentito di localizzarla in Olanda e procedere all’arresto.
Dopo il fermo, sono state immediatamente attivate le procedure di estradizione per consentire il trasferimento della donna in Italia, dove dovrà scontare la pena definitiva di 10 anni di carcere.
L’inchiesta riporta ancora una volta l’attenzione sul ruolo dell’Olanda come snodo storico del narcotraffico internazionale diretto verso il Sud Italia.
Negli anni numerose indagini della Direzione Distrettuale Antimafia hanno documentato collegamenti tra clan campani e fornitori stranieri, importazioni di cocaina e hashish, reti logistiche internazionali, utilizzo di corrieri e basi operative all’estero.
La zona di Torre Annunziata, in particolare, è stata più volte indicata dagli investigatori come uno dei territori interessati dai grandi traffici di stupefacenti destinati al mercato campano.











