Controlli più frequenti, procedure digitali rafforzate e maggiore attenzione alle assenze per malattia. Con le nuove disposizioni entrate in vigore nel 2026, l’INPS accelera sulle visite mediche ispettive, nel tentativo di contrastare gli abusi e rendere più efficiente il sistema dei controlli sanitari sui lavoratori assenti dal servizio.
La stretta arriva dopo il forte aumento dei certificati medici registrato negli ultimi mesi. Secondo i dati del Polo unico di tutela della malattia, nel secondo semestre del 2025 sono stati presentati oltre 14 milioni di certificati, con un incremento del 2,8% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo sono aumentate anche le visite fiscali domiciliari effettuate dall’Inps.
Più visite fiscali e controlli mirati
Le nuove regole prevedono un rafforzamento delle verifiche sui lavoratori in malattia, con un incremento delle visite domiciliari sia nel settore pubblico che in quello privato.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato verificare l’effettiva incapacità temporanea al lavoro, dall’altro limitare fenomeni di assenteismo ritenuti irregolari.
I controlli potranno essere disposti direttamente dall’Inps oppure richiesti dai datori di lavoro attraverso le nuove piattaforme digitali messe a disposizione dall’istituto previdenziale.
Fasce orarie confermate
Restano confermate le fasce di reperibilità durante le quali il lavoratore deve essere presente al domicilio indicato nel certificato medico.
Le finestre orarie previste sono:
- dalle 10 alle 12;
- dalle 17 alle 19.
Le regole valgono tutti i giorni, compresi sabati, domeniche e festivi.
Chi non viene trovato in casa durante la visita fiscale rischia sanzioni economiche progressive, salvo giustificazioni ritenute valide dall’Inps.
Le sanzioni previste
L’assenza ingiustificata alla visita medica di controllo può comportare:
- la perdita dell’indennità fino a dieci giorni alla prima assenza;
- la riduzione del 50% dell’indennità per il restante periodo di malattia in caso di seconda assenza;
- la sospensione totale dell’indennità dalla terza assenza in poi.
Il medico fiscale, in caso di mancata reperibilità, lascia inoltre un invito per una successiva visita ambulatoriale di controllo.
Nuove piattaforme digitali per i datori di lavoro
Tra le novità più rilevanti c’è anche il potenziamento dei servizi digitali.
L’Inps ha infatti attivato nuove funzionalità sulla Piattaforma Digitale Nazionale Dati che consentono ai datori di lavoro di:
- richiedere visite mediche di controllo;
- monitorare lo stato delle richieste;
- consultare gli esiti delle visite;
- annullare eventuali controlli non più necessari.
Un sistema che punta a velocizzare le verifiche e a rendere più immediato il dialogo tra aziende e istituto previdenziale.
L’attenzione sugli indirizzi di reperibilità
Uno degli aspetti più delicati resta quello legato all’indirizzo comunicato nel certificato medico.
Negli ultimi mesi numerosi lavoratori hanno segnalato online problemi relativi a errori negli indirizzi di reperibilità e visite fiscali mai recapitate correttamente, con conseguenti contestazioni e richieste di giustificazione.
Per questo motivo l’Inps invita i lavoratori a verificare attentamente che il domicilio indicato nel certificato sia corretto e aggiornato.
Il nodo degli abusi e dell’assenteismo
La stretta sui controlli nasce anche dal timore di un utilizzo improprio delle assenze per malattia.
Secondo l’istituto previdenziale, l’aumento dei certificati e delle richieste di indennità rende necessario un sistema di controlli più capillare e tecnologicamente avanzato.
Le nuove disposizioni, però, stanno già alimentando il dibattito tra chi ritiene necessario contrastare gli abusi e chi teme un irrigidimento eccessivo nei confronti dei lavoratori realmente malati.
In questo scenario, il 2026 segna comunque una svolta nella gestione delle visite fiscali: più controlli, più digitalizzazione e una vigilanza sempre più serrata sulle assenze dal lavoro per motivi di salute.











