Negli ultimi anni il nome “Hantavirus” è tornato periodicamente al centro dell’attenzione sanitaria mondiale, soprattutto dopo alcuni casi registrati in Europa e nelle Americhe. Ma di cosa si tratta davvero? E quanto è pericoloso questo virus?
L’Hantavirus è un gruppo di virus trasmessi principalmente dai roditori selvatici e può provocare nell’uomo malattie anche molto gravi, soprattutto a carico dei polmoni e dei reni.
Cos’è l’Hantavirus
Gli hantavirus appartengono alla famiglia degli Orthohantavirus e vengono trasportati soprattutto da topi e ratti senza causare sintomi negli animali. Il problema nasce quando l’uomo entra in contatto con urine, saliva o escrementi infetti.
Il contagio avviene principalmente inalando particelle contaminate disperse nell’aria, ad esempio durante la pulizia di ambienti chiusi infestati da roditori come:
- cantine;
- soffitte;
- capanni;
- garage;
- depositi;
- case abbandonate.
Più raramente il virus può trasmettersi attraverso morsi di roditori o contatto diretto con superfici contaminate.
I sintomi: da una semplice febbre a gravi problemi respiratori
L’infezione da hantavirus può iniziare con sintomi molto simili a quelli influenzali, rendendo difficile una diagnosi immediata.
Tra i segnali più comuni:
- febbre alta;
- dolori muscolari;
- stanchezza intensa;
- mal di testa;
- nausea e vomito;
- dolori addominali.
Nei casi più gravi possono svilupparsi due sindromi principali:
Sindrome polmonare da Hantavirus (HPS)
È la forma più pericolosa, diffusa soprattutto nelle Americhe. Può provocare:
- insufficienza respiratoria;
- accumulo di liquidi nei polmoni;
- difficoltà respiratorie acute;
- shock cardiocircolatorio.
La mortalità può essere elevata.
Febbre emorragica con sindrome renale (HFRS)
Più diffusa in Europa e Asia, colpisce soprattutto i reni e può causare:
- insufficienza renale;
- emorragie;
- calo della pressione;
- problemi circolatori.
Esiste una cura?
Attualmente non esiste un farmaco antivirale specifico contro l’hantavirus né un vaccino diffuso per la popolazione generale.
Le cure si basano principalmente sul supporto medico intensivo:
- ossigenoterapia;
- ventilazione assistita;
- controllo della pressione;
- terapia renale nei casi più severi.
Per questo la diagnosi precoce è fondamentale.
L’Hantavirus si trasmette da persona a persona?
Nella maggior parte dei casi no.
La trasmissione avviene quasi esclusivamente dai roditori all’uomo. Solo alcuni ceppi molto particolari registrati in Sud America hanno mostrato rari casi di contagio interumano.
Non si tratta quindi di un virus con diffusione simile a influenza o Covid.
Dove è presente
Gli hantavirus esistono in molte aree del mondo:
- Nord e Sud America;
- Europa;
- Asia.
In Europa sono stati registrati casi soprattutto in Paesi del Nord e dell’Est europeo, ma infezioni sporadiche possono verificarsi anche altrove.
In Italia i casi sono rari, ma la presenza di roditori potenzialmente portatori rende importante la prevenzione, soprattutto per chi lavora in ambienti agricoli, boschivi o magazzini.
Come proteggersi
La prevenzione è l’arma principale contro l’hantavirus.
Gli esperti consigliano di:
- evitare il contatto con roditori selvatici;
- usare guanti e mascherine durante la pulizia di ambienti chiusi;
- non spazzare a secco escrementi di topi;
- disinfettare superfici contaminate;
- aerare bene i locali prima di entrare;
- conservare cibo e rifiuti in contenitori chiusi.
Perché il virus continua a preoccupare
Pur essendo relativamente raro, l’hantavirus continua a essere monitorato dalle autorità sanitarie internazionali perché alcune forme possono evolvere rapidamente e diventare molto gravi.
Il cambiamento climatico, l’aumento del contatto tra uomo e fauna selvatica e la diffusione dei roditori in aree urbane e rurali stanno inoltre aumentando l’attenzione su queste infezioni zoonotiche.
Conoscere il virus e sapere come prevenirlo resta quindi il modo più efficace per ridurre i rischi.











