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Torna a Perugia, dal 4 al 9 maggio, il Festival Internazionale per la Parità di Genere

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
3 Maggio, 2026
in Arte & Spettacolo, News
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Torna a Perugia, dal 4 al 9 maggio, il Festival Internazionale per la Parità di Genere
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Sei giorni, sessanta eventi, oltre duecento speaker per un fitto calendario di panel, laboratori,

incontri con l’autore, speed date, workshop, lezioni aperte nei Dipartimenti universitari. Due

mostre, quattro performance teatrali e poi cinema, musica, fino a sera. Obiettivo, dare forma e

voce a un appuntamento culturale, divulgativo e formativo.

Torna a Perugia dal 4 al 9 maggio 2026 il Festival Internazionale per la Parità di Genere,

seconda edizione all’insegna di buone pratiche e buone idee, messa in campo da Associazione

Intersezioni ETS. Con un preciso obiettivo, rendere l’Umbria, e il suo capoluogo, centro del

dibattito internazionale sulla parità di genere, per immaginare una società equa, inclusiva,

rispettosa dei diritti delle donne e di ogni altro essere umano, lontana da violenze e

sopraffazioni.

Coordinata da Giuseppina Bonerba – docente di Semiotica dell’Unipg – con il contributo di Rita

Zampolini e Pia Fanciulli, l’iniziativa gode del patrocinio e del sostegno della Regione Umbria,

del Comune di Perugia, della Camera di Commercio dell’Umbria, dell’Università degli Studi

di Perugia, dell’OSCE di Vienna (Organization for Security and Co-operation in Europe), di RAI

Umbria, e si svolge sotto l’egida di No Women No Panel.

ll programma è stato presentato in conferenza stampa lunedì 27 aprile nel salone d’Onore di Palazzo

Donini con la partecipazione di Stefania Proietti presidente della Regione Umbria, Sarah

Bistocchi presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria, Tommaso Bori vicepresidente

Regione Umbria, Federico Sisti segretario generale Camera di Commercio dell’Umbria, Alceo

Mattioni prorettore dell’Università degli Studi di Perugia, Costanza Spera assessora alle politiche

sociali e pari opportunità del Comune di Perugia, Giovanni Parapini direttore Rai Umbria, Giuseppina

Bonerba.

Il Festival – tutti gli eventi sono a ingresso libero – torna con varie novità, a cominciare dal

raddoppio della durata passata da tre a sei giorni, pur restando ben saldo alla sua natura di

iniziativa “per” e non “contro”. Ovvero animata da un approccio costruttivo e positivo al tema

della parità di genere che gli ha conquistato un marchio di unicità nel panorama nazionale. Quindi

sei giorni per immaginare, costruire, sperimentare, condividere nuovi paradigmi utili a decostruire

stereotipi, pregiudizi, false convinzioni che ostacolano la crescita di una società consapevole e

libera.

“Questa edizione sperimenta un salto di qualità strategico – dichiara Bonerba -. Vivrà di un

programma più esteso e di una fittissima rete di partenariati che unisce istituzioni locali,

associazioni di categoria, terzo settore, eccellenze accademiche e organismi internazionali. Un

laboratorio diffuso che raggiungerà vari luoghi d’Umbria. Una collaborazione importante è nata poi

con l’Università degli Studi di Perugia, con eventi in tutti i 14 Dipartimenti, dove insieme a

studenti e docenti si sono organizzati appuntamenti aperti al pubblico. Ma tengo a ricordare anche

la presenza di altre prestigiose realtà quali OSCE, CNR, AIDP, Donne vita e libertà”.

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LE NOVITÀ DI UN FESTIVAL DIFFUSO E TRASVERSALE

Cambiata la durata, diverso nell’edizione 2026 è anche il mese: non più ottobre ma maggio. Ma a

segnare un nuovo passo è il carattere di evento “diffuso”, tanto nei luoghi che nei contenuti, e

“trasversale”, perché la parità riguarda tutti/e e ogni ambito del vivere quotidiano. La rassegna si

rivolge quindi a un pubblico ancor più ampio, con appuntamenti che raggiungeranno luoghi di

lavoro, scuole, università, biblioteche, gli spazi culturali e del tempo libero. Tra economia, lavoro,

cultura, relazioni e vita quotidiana.

Al Festival hanno aperto le porte i più preziosi palazzi del centro storico, dalle Sale dei Notari e

della Vaccara di Palazzo dei Priori, a Palazzo Graziani, Palazzo Donini, Palazzo Cesaroni,

dalle sedi degli ordini professionali – medici, avvocati, architetti – che hanno accolto per la prima

volta a casa loro il Festival, alla Sala del Consiglio della Provincia, al Centro Pari Opportunità della

Regione Umbria. E ancora teatri, dipartimenti universitari, la biblioteca degli Arconi, la libreria

Popup e l’ITTS Volta. Senza dimenticare le uscite fuori porta verso Terni entrata per la prima volta

nel programma, e Foligno dove è in corso l’ANTEPRIMA (21 e 29 aprile).

Nell’ottica di genere il Festival toccherà ambiti diversi, all’apparenza lontani dal tema fondante,

ma che proprio per questo potranno creare nuove consapevolezze. In calendario panel sul clima,

l’ambiente, la disabilità, l’urbanistica, l’arte, la moda, il design, l’informazione, fino

all’immagine femminile nelle serie televisive, alle leggi, alla scienza, alle Stem, all’intelligenza

artificiale e al tecnofemminismo.

A parlarne ospiti di prestigio italiani e internazionali, provenienti da istituzioni, imprese,

associazioni, artisti/e, studentesse e studenti, economisti/e, filosofi/e, psicologi/ghe, ambientalisti/e,

antropologi/ghe, sindaci/che, scrittori/ici, giornalisti/e, magistrati/e, scienziati/e, architetti/e,

attivisti/e, attori/ici. Insieme per un confronto costruttivo su tecnologie, linguaggio, nuove

maschilità, superamento di gap e discriminazioni.

Parole di apprezzamento all’iniziativa sono giunte dalla presidente Stefania Proietti. “Questo

Festival Internazionale per la Parità di Genere è uno spazio di lavoro pubblico, civile e istituzionale

su una delle grandi questioni che sta affrontando la Regione Umbria. Lavoriamo affinché la parità

diventi pratica quotidiana, nelle istituzioni, nel lavoro, nella scuola, nella ricerca, nell’impresa, nella

cura, nei linguaggi e nelle relazioni sociali.”

I TEMI. DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE ALLE NUOVE MASCHILITÀ, DALLA PACE AL

VOTO ALLE DONNE

“Di parità di genere parleremo con uomini e donne, perché solo così si riesce ad attivare

processi innovativi utili a superare gli atteggiamenti tradizionali – ha proseguito Bonerba -. Non

a caso il Festival ha confermato la sua adesione al progetto europeo della Rai No Women No

Panel coordinato dalla giornalista Arianna Voto. Perché si comincia anche da noi, dal chiedere a

noi stesse un equilibrio tra i generi nella messa a punto di panel, conferenze e ogni altra iniziativa.

Può sembrare una piccola cosa, ma non lo è. È un esercizio mentale che si fa culturale. Il nostro

obiettivo non è solo parlare di parità, ma praticarla”.

Quanto alle tematiche, il programma conferma il suo format sulle tre direttive. Economia e

Lavoro, Cultura e Scienza, Società e Linguaggi. E ogni tema sarà declinato nei panel., nei

laboratori dedicati all’arte, alla scrittura creativa, alla decostruzione degli stereotipi. Mentre lo

sguardo si volgerà alla storia con l’ottantesimo anniversario del diritto di voto alle donne che

sarà al centro di un evento organizzato dall’ateneo perugino “Libere di votare. Ottant’anni di

voto femminile in Italia”, Aula Magna del Rettorato, giovedì 7, ore 15 con la partecipazione del

Rettore Massimiliano Marianelli a cui seguirà la proiezione del film di Paola Cortellesi C’è

ancora domani con l’attrice Ilaria Fallini, tra le interpreti del film.

“Parità di genere significa tante cose – ha dichiarato Sarah Bistocchi -: eliminazione della violenza

sulle donne, ma anche parità di accesso alle professioni, parità salariale. Per non dover più essere

costrette a scegliere tra il lavoro e avere un figlio o accudire un anziano. Tutto questo è parità di

genere, un tema per noi cruciale di cui ci facciamo carico con il cuore, ma anche con la testa e

con tutta la responsabilità che un tema così cruciale chiede.”

Altro grande focus, la pace, nella società e nel mondo, protagonista non solo di talk e panel, ma

anche di un finale d’eccezione, sabato 9 maggio, ore 21. Nella Sala dei Notari,si parlerà di “Donne

di pace. Per i diritti e le cooperazioni” con Pegah Moshir Pour, attivista per i diritti umani e

digitali, Shady Alizadeh Movimento Donne, Vita e Libertà, Flavio Lotti presidente della

Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, Vittoria Ferdinandi sindaca del Comune di

Perugia. Modererà Giovanni Parapini, direttore Rai Umbria.

Sostegno all’iniziativa pure da Tommaso Bori. “Un Festival prezioso, che giunge alla seconda

edizione con una visione già internazionale e con un ampio coinvolgimento dell’Università e

delle realtà sociali ed economiche del territorio. C’è una frase di Stefano Rodotà che chiede

impegno affinché la democrazia, le pari opportunità, non si fermino sulla soglia di casa. Troppe

volte è proprio in ambito domestico che, magari involontariamente, vive la prevaricazione. Si crede

naturale pensare alla donna come a colei che deve farsi carico della cura, dei bambini, degli anziani,

delle fragilità. Non è così, la casa deve essere il luogo della libertà, della democrazia,

dell’emancipazione. Credo sia uno dei temi da affrontare oggi”.

Per il secondo anno il Festival gode anche del sostegno della Camera di Commercio e del suo

segretario generale Federico Sisti. “Il Festival torna ad animare la città con la sua visione

multidisciplinare e multispaziale, un’esperienza unica che ci incoraggia ad andare avanti. Il tema

della parità di genere è centrale anche nelle azioni della Camera di Commercio umbra e vari sono

gli appuntamenti organizzati dal Festival in collaborazione con l’ente camerale, tra cui quello del 7

maggio sulle società benefit che vedrà la moderazione della dirigente Giuliana Piandoro, seguito

dallo spettacolo teatrale di Giulia Cailotto”.

Così come una conquista significativa di questa seconda edizione è il coinvolgimento a tutto tondo

dell’università. “Da delegato per la Pari Opportunità dell’ateneo perugino ho molto a cuore il tema

della parità di genere che è anche centrale nel programma della nostra governance – ha esordito il

prorettore Alceo Mattioni -. Per la prima volta abbiamo chiesto ai 14 dipartimenti di nominare un

referente per la pari opportunità, così abbiamo aderito con grande entusiasmo alla proposta di

Giuseppina Bonerba. Ogni dipartimento parteciperà al Festival con vari eventi, lezioni autogestite,

spettacoli”.

MOSTRE E PERFORMANCE

Il programma accoglie due mostre visitabili per tutta la durata del Festival. “Come eri vestita?” a

cura dall’Associazione “Cerchi d’acqua” in collaborazione con il Centro Pari Opportunità della

Regione Umbria che la accoglie nella propria sede di via Giuseppe Mazzini 21. Allestita invece al

Centro Servizi Camerali Galeazzo Alessi – via Giuseppe Mazzini 15 – “Protagoniste. Donne che

hanno cambiato il fumetto” curata dalla Biblioteca delle Nuvole.

Quattro invece le performance in calendario. Si parte con Anzian Prodige! Stand up comedy di

e con Luisa Merloni (5 maggio ore 19 Circolo Arci Il Porco Rosso, Via Galeazzo Alessi 1).

Mercoledì 6 docudrama Lise Meitner e la fissione nucleare di e con Paola Tortora,

VintuleraTeatro, in collaborazione con Alessio Stollo e Giovanni Carlotti (ore 17 Aula A

Dipartimento di Fisica Unipg). Teatro d’impresa invece protagonista il 7 maggio, ore 14, al Centro

Servizi Camerali Galeazzo Alessi (via Giuseppe Mazzini 15). In scena Le voci di fuori curato e

presentato da Giulia Cailotto. Si chiude sabato 9 maggio con Né Superman né Ryan Gosling con il

talk-spettacolo di e con lo scrittore Lorenzo Gasparrini (ore 17 Aula Magna di Lettere (piazza

Morlacchi).

A fianco della sei giorni anche il Comune di Perugia. “Un Festival che ha raddoppiato le giornate,

triplicato gli incontri, rafforzato l’interdisciplinarietà, attratto in modo totale l’Università, testimonia

davvero la capacità di trattare il tema da tantissimi punti di vista – ha commentato Costanza Spera

-. E apprezziamo molto la capacità di questo programma di aprire il dibattito ad ambiti che vanno

oltre i classici temi femminili e femministi. In ottica di genere si parlerà di clima, di salute, di

urbanistica, di arte, di intelligenza artificiale, di tutto quello che ci riguarda come cittadine e che

coinvolge ogni ambito del vivere sociale. È un approccio davvero innovativo”.

Dal debutto, il Festival gode anche del patrocinio della Rai. “Dallo scorso anno abbiamo aderito al

Festival e metteremo ancor più energie in questa seconda edizione – le parole del direttore di Rai

Umbria Giovanni Parapini. E cercheremo di fare un salto di qualità passando da un’informazione

regionale a una nazionale perché crediamo che l’evento lo meriti. In questo momento così duro,

complesso e violento, il contributo delle donne, la capacità di portare discernimento, può davvero

essere fondamentale e aiutare le comunità a crescere. Questa in fondo è la missione del servizio

pubblico: servire la nostra società e aiutarla crescere con i valori migliori”.

UNA RETE DI PARTNER D’ECCELLENZA

Il Festival gode del sostegno e della collaborazione di una rete istituzionale e scientifica di alto

profilo.

Partner Istituzionali: Comune di Perugia, Camera di Commercio dell’Umbria, Assemblea

Legislativa dell’Umbria, Provincia di Perugia, Università degli Studi di Perugia, OSCE.

Collaborazioni Scientifiche e Sociali: CNR, AIDP, Ordine dei Giornalisti, Cnog Ordine Nazionale

dei Giornalisti, Centro Pari Opportunità Regione Umbria, e numerose associazioni del territorio

come Liberamente Donna, UDI e Fondazione Seppilli, Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri

di Perugia, Ordine degli Avvocati di Perugia, Ordine degli Architetti della Provincia di Perugia.

Media Partner: Rai Umbria, Il Corriere dell’Umbria, Radiophonica.

Per il programma completo www.festivalparitadigenere.org/

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