Il teatro come spazio di comunità, di confronto e di visione per il futuro dei territori. Con questo spirito nascono gli Stati Generali del Teatro delle Aree Interne della Campania, in programma il 5 maggio al Teatro d’Europa di Cesinali, in provincia di Avellino.
Gli Stati Generali rappresentano il primo tavolo di coordinamento nazionale tra il mondo della produzione teatrale d’eccellenza e le amministrazioni dei piccoli borghi. L’obiettivo è ribaltare la narrativa del “margine” come luogo di abbandono, trasformandolo in un laboratorio di innovazione culturale e sociale.
L’iniziativa nasce da un appello lanciato dal presidente del Teatro d’Europa, Luigi Frasca, insieme all’attore Gigi Savoia, direttore artistico del Teatro d’Europa. «Dopo anni di esperienze diffuse ma spesso isolate, il mondo del teatro nelle aree interne sente oggi la necessità di costruire una visione comune», annunciano.
Insieme a loro interverranno anche Rizieri Buonopane, Presidente Provincia di Avellino; Gianfranco Rotondi, deputato alla Camera; Dario Fiore, Sindaco di Cesinali; Clemente Mastella, Sindaco di Benevento; Carmine De Angelis, sindaco di Chiusano San Domenico; Ettore Massarese, autore, regista e docente Università degli Studi di Napoli “Federico II”; Vincenzo De Luca, Storico dell’Arte; Gerardo Capaldo, imprenditore; Angelo Antonio D’Agostino, imprenditore; Enrico Ferrante e Federica De Gennaro, Qualifica Group Srl; Antonio Foglia, ingegnere. Modera il giornalista Enzo Di Micco.
Nel corso degli Stati Generali del Teatro nelle aree interne saranno delineati i pilastri operativi del progetto, a partire dalla legittimazione politica con la definizione di linee guida per normative regionali dedicate allo spettacolo dal vivo nei piccoli comuni, passando per la rifunzionalizzazione degli spazi attraverso il censimento di luoghi non convenzionali – come granai, piazze e castelli – da destinare a residenze artistiche, fino al modello di economia circolare che evidenzia l’impatto dell’investimento culturale su turismo e ricettività.
Dai lavori emergeranno risultati concreti: la redazione e sottoscrizione del “Manifesto del Margine” da parte dei sindaci aderenti, la creazione di una mappatura digitale dei luoghi “invisibili” pronti ad accogliere attività sceniche e l’istituzione di un ufficio bandi comunale, concepito come task force per intercettare finanziamenti e sostenere lo sviluppo culturale dei territori.
«Il teatro – affermano gli organizzatori – può ancora cambiare il destino di una comunità. Non perché risolve tutto, ma perché riapre possibilità, crea relazione e restituisce senso di presenza. In un tempo che tende a isolare, questo è già un atto rivoluzionario».
L’evento è in memoria di Don Ferdinando Renzulli, che per primo vide nel teatro il lievito per le aree interne.











