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Fnsi e UniRai contro Gratteri: «Non si può minacciare la libertà di stampa». Il procuratore: «Valuterò querela»

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
12 Marzo, 2026
in In evidenza, News
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L’appello di Gratteri agli studenti: “Siate liberi di testa, studiate e non fatevi comprare”
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Si accende lo scontro tra il mondo dell’informazione e il procuratore di Napoli Nicola Gratteri. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) e il sindacato dei giornalisti Rai UniRai hanno criticato duramente alcune recenti dichiarazioni del magistrato, ritenute una pressione nei confronti della stampa.

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Il procuratore ha replicato sostenendo di non aver mai voluto mettere in discussione il lavoro dei giornalisti e ha annunciato di stare valutando azioni legali: «So cosa significa essere un bersaglio. Valuterò querela».

La polemica nasce dopo alcune affermazioni di Gratteri in relazione al racconto mediatico di vicende giudiziarie e alla diffusione di notizie su indagini e attività investigative.

Fnsi e UniRai hanno reagito con una nota congiunta, sottolineando che la libertà di stampa non può essere messa in discussione, soprattutto da parte di rappresentanti delle istituzioni.

Secondo le due organizzazioni, ogni tentativo di delegittimare o intimidire i giornalisti rischia di creare un clima pericoloso per il diritto dei cittadini a essere informati. Nella presa di posizione si ricorda che il lavoro dei cronisti, anche quando riguarda indagini giudiziarie delicate, rappresenta uno strumento essenziale di trasparenza democratica.

Alle critiche ha risposto lo stesso Nicola Gratteri, che ha precisato di non aver mai voluto attaccare la stampa né limitarne il ruolo.

«Mi dispiace se l’espressione da me usata in forma concisa non andava bene», ha dichiarato il procuratore, spiegando che le sue parole erano state sintetiche e forse interpretate in modo diverso dalle sue intenzioni.

Gratteri ha poi ricordato la propria esperienza personale: «So cosa significa essere un bersaglio». Il magistrato vive da decenni sotto scorta per le minacce ricevute dalla criminalità organizzata e ha sottolineato di conoscere bene il valore delle parole quando si parla di sicurezza e responsabilità pubblica.

Nel suo intervento, il procuratore ha anche annunciato di stare valutando una possibile azione legale nei confronti di chi, a suo giudizio, avrebbe travisato o strumentalizzato le sue dichiarazioni.

«Valuterò querela», ha affermato, lasciando intendere che lo scontro potrebbe proseguire anche nelle sedi giudiziarie.

La vicenda riporta al centro del dibattito pubblico il delicato rapporto tra magistratura e informazione.

Da un lato i giornalisti rivendicano il diritto-dovere di raccontare le indagini e le vicende giudiziarie; dall’altro magistrati e investigatori richiamano spesso la necessità di evitare fughe di notizie o ricostruzioni parziali che possano influire sul lavoro della giustizia.

Il confronto tra Fnsi, UniRai e il procuratore Gratteri si inserisce proprio in questo equilibrio complesso tra diritto di cronaca e tutela delle indagini, un tema che periodicamente torna al centro della discussione nel panorama italiano.

Resta ora da capire se la polemica rientrerà dopo le precisazioni del magistrato o se la vicenda si trasformerà in un nuovo caso nel già delicato rapporto tra informazione e giustizia.

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