A pochi giorni dalla tragica scomparsa del piccolo Domenico, il bimbo di due anni e mezzo morto il 21 febbraio all’Ospedale Azienda Ospedaliera dei Colli – Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito, la madre Patrizia Mercolino ha voluto lanciare un messaggio di gratitudine e speranza che ha commosso l’intero Paese.
Intervistata nel corso della serata di lunedì 23 febbraio, ospite del programma di Rai tre “Lo Stato delle cose”, condotto da Massimo Giletti, Patrizia ha ringraziato tutta la comunità italiana per l’immensa vicinanza dimostrata a lei e alla sua famiglia. «Ho visto il tappeto di pupazzi fuori al Monaldi, bellissimo. Veramente ringrazio tutti con tutto il cuore, Domenico è diventato il figlio di tutti», ha detto la donna, sottolineando il calore ricevuto fin dal primo momento e la solidarietà che non si è affievolita nemmeno dopo la morte del bambino.
La mamma ha rivolto parole di ringraziamento anche ai giornalisti, riconoscendo che senza l’attenzione mediatica la storia del suo bambino non sarebbe arrivata così ampiamente all’opinione pubblica. «Ringrazio anche voi giornalisti, perché senza di voi non sarebbe arrivato fino a qua tutto questo», ha aggiunto.
Nel clima di commozione nazionale e con l’obiettivo di trasformare il dolore in un impegno concreto, Patrizia ha avviato l’iter per la costituzione di una Fondazione intitolata a Domenico. L’istituzione, che vedrà il coinvolgimento della madre, dell’avvocato di famiglia e di altri collaboratori, nasce con la missione di sostenere famiglie colpite da casi analoghi di malasanità e promuovere formazione e prevenzione per evitare che tragedie di questo tipo si ripetano.
Sono già arrivate migliaia di richieste di sostegno da ogni parte d’Europa e del mondo, con promesse di aiuti e donazioni che, secondo alcune proiezioni, potrebbero raggiungere cifre ingenti. La famiglia ha però sottolineato che le donazioni devono essere veicolate esclusivamente attraverso la Fondazione ufficiale e non tramite iniziative non autorizzate, per evitare tentativi di speculazione sull’immagine di Domenico.
La storia di Domenico ha attirato un’attenzione mediatica e sociale enorme dopo che il bambino, affetto da cardiomiopatia dilatativa dalla nascita, era stato sottoposto lo scorso 23 dicembre a un trapianto di cuore con un organo risultato gravemente danneggiato a causa di errori nel trasporto e nella conservazione. Le condizioni cliniche del bimbo erano rimaste critiche per settimane fino al peggioramento improvviso che ha portato al suo decesso.
La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta sulla vicenda, che ha già portato alla contestazione di omissioni e responsabilità penali nei confronti di membri delle équipe mediche coinvolte, e all’acquisizione dei cellulari di sei medici del Monaldi per esaminare comunicazioni e dinamiche cliniche prima, durante e dopo il trapianto.
Oltre al ringraziamento per il sentimento di vicinanza, Patrizia ha ribadito con forza la sua richiesta di verità e giustizia: «Devono la giustizia a Domenico e a tutti noi», sottolineando l’importanza di accertare con chiarezza tutti i passaggi clinici e decisionali che hanno condotto alla tragedia.










