È ufficiale: da oggi in Italia entra in vigore la fase operativa dell’alcolock, il dispositivo elettronico progettato per prevenire casi di guida in stato d’ebbrezza tra i recidivi. Dopo mesi di attesa dall’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha pubblicato sul Portale dell’Automobilista l’elenco dei dispositivi autorizzati, degli installatori abilitati e dei modelli di veicoli su cui l’alcolock può essere montato.
L’alcolock è un dispositivo collegato alla centralina del veicolo che funziona in modo simile a un etilometro: prima di avviare il motore il conducente deve soffiare in un boccaglio. Se il test rileva un tasso alcolemico superiore allo zero – soglia fissata dalla legge per chi è sottoposto a questa misura – il motore non si avvia.
Secondo quanto previsto dal nuovo Codice della Strada, l’alcolock è obbligatorio per i conducenti condannati per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l o 1,5 g/l, una volta che hanno riottenuto la patente dopo il periodo di sospensione. Solo se sul veicolo è montato l’alcolock la persona potrà guidare.
La misura si applica quindi ai recidivi già sanzionati, che dovranno affrontare l’installazione del dispositivo prima di tornare alla guida.
La nuova regola, sebbene nata con l’obiettivo di contrastare la guida in stato di ebrezza e aumentare la sicurezza stradale, presenta diverse criticità sollevate da associazioni di settore, tra cui Federcarrozzieri:
L’installazione dell’alcolock ha un costo stimato di circa 2.000 euro a veicolo, una spesa che rimane completamente a carico del guidatore. A questa si aggiungono i costi per tarature periodiche obbligatorie, manutenzione e boccagli monouso.
Non tutte le auto possono montare l’alcolock: molti modelli, soprattutto quelli più datati, non dispongono delle tecnologie necessarie per l’installazione. In Italia il parco auto ha un’età media elevata, con molte vetture tecnicamente incompatibili.
Non tutte le carrozzerie o officine autorizzate possono installare l’alcolock: l’installazione è riservata solo a quelle indicate dal produttore e inserite nell’elenco del MIT. Secondo Federcarrozzieri, questo limita la concorrenza, restringe il mercato e rischia di far aumentare ulteriormente i costi per gli automobilisti, oltre a creare problemi logistici in alcune zone dove non ci sono installatori abilitati.
Un’altra criticità sottolineata riguarda i nuclei familiari con un’unica auto: se l’alcolock è montato su un veicolo condiviso, tutti i futuri conducenti dovranno sottoporsi al test prima di accendere la macchina, anche se non sono soggetti all’obbligo per legge.
Con la pubblicazione degli elenchi e l’entrata in funzione dell’alcolock, l’Italia compie un passo concreto nell’attuazione del nuovo Codice della Strada su una delle sue misure più discusse. Tuttavia, resta aperto il dibattito sulla sua efficacia pratica, sui costi a carico dei cittadini e sulla reale capacità delle officine di gestire questa nuova tecnologia su larga scala.











