Una mattinata di memoria e impegno civile quella vissuta ad Afragola, dove in piazza del Rosario è stata inaugurata una panchina rossa dedicata a Martina Carbonaro, giovane vittima di femminicidio. Un simbolo forte, che richiama l’attenzione della comunità sulla necessità di contrastare ogni forma di violenza contro le donne.
All’iniziativa ha preso parte la Questura di Napoli, presente con il camper della campagna permanente “Questo non è amore”, promossa dalla Polizia di Stato per sensibilizzare e prevenire il fenomeno della violenza di genere.

Un presidio di ascolto e supporto
In piazza era operativa un’equipe di poliziotti specializzati della Divisione Anticrimine, del Commissariato di Afragola e dell’Ufficio Sanitario, impegnati nell’incontro diretto con donne e potenziali vittime di maltrattamenti. L’obiettivo è stato quello di offrire informazioni concrete sugli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento e sulle modalità di intervento in caso di situazioni di violenza domestica o stalking.
Il camper, ormai simbolo riconoscibile della campagna, rappresenta un punto di contatto immediato e riservato: uno spazio sicuro in cui ricevere ascolto, chiarimenti e orientamento, anche in forma confidenziale.
“Questo non è amore”: informazione e consapevolezza
Durante l’iniziativa sono state distribuite copie dell’opuscolo “Questo non è amore”, realizzato dalla Polizia di Stato. Si tratta di una guida pratica che offre informazioni utili sul fenomeno della violenza di genere, sui segnali da non sottovalutare e sui percorsi di protezione disponibili.
Il testo raccoglie anche testimonianze di donne che hanno trovato il coraggio di dire “basta” alle violenze, diventando esempio di resilienza e rinascita. Un messaggio chiaro: uscire da situazioni di abuso è possibile, e le istituzioni sono al fianco di chi decide di denunciare.
Un segno permanente contro la violenza
La panchina rossa dedicata a Martina Carbonaro non è soltanto un monumento simbolico, ma un impegno concreto della comunità afragolese a non dimenticare e a trasformare il dolore in azione. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di sensibilizzazione che coinvolge scuole, associazioni e istituzioni.
La presenza delle forze dell’ordine ha ribadito un concetto fondamentale: la lotta alla violenza di genere passa attraverso informazione, prevenzione e una rete di supporto capace di intervenire tempestivamente.











