La città di Arzano, nella Provincia di Napoli, è ancora sotto pressione a causa degli effetti del maltempo degli ultimi giorni e di problemi strutturali in alcune aree del territorio comunale. Nella mattinata odierna un fabbricato al civico 66 di via G. Zanardelli è stato parzialmente interessato da un cedimento strutturale, tanto che le autorità hanno deciso di evacuare circa 15 nuclei familiari in via precauzionale per motivi di sicurezza.
L’allarme è scattato a causa delle forti piogge e degli smottamenti registrati in zona, con la pioggia incessante che nelle ultime ore ha aggravato la situazione nelle aree urbane più fragili. I Vigili del Fuoco e il personale della Protezione Civile sono intervenuti tempestivamente per mettere in sicurezza l’area colpita e verificare l’effettiva stabilità dell’edificio.
Le famiglie evacuate sono state assistite dalle autorità locali e dagli operatori della Protezione Civile, mentre i tecnici continuano le verifiche strutturali su altri edifici vicini per scongiurare ulteriori rischi simili. La situazione resta sotto stretta osservazione con un costante monitoraggio delle condizioni meteorologiche e delle eventuali ripercussioni sul territorio comunale.
Questa emergenza segue un’altra recente allerta a via Verdi e via Pascoli, dove nei giorni scorsi una palazzina di sette piani era stata sgomberata con oltre 35 famiglie coinvolte a causa di criticità strutturali. Anche lì, l’intervento dei Vigili del Fuoco con la protezione civile aveva portato a un evacuazione preventiva per garantire l’incolumità dei residenti.
Il sindaco di Arzano e le autorità locali hanno ribadito la necessità di attenzione e prudenza da parte della popolazione, invitando chiunque noti anomalie o segnali di cedimento in altri edifici a segnalarli immediatamente alle forze dell’ordine oppure all’ufficio tecnico comunale.
Una situazione che evidenzia come il maltempo e la fragilità di alcune strutture urbane possano combinarsi con rischi concreti per la sicurezza pubblica, richiedendo un impegno coordinato tra istituzioni, tecnici e cittadini per affrontare tempestivamente eventuali emergenze.
«Non è fatalità. I crolli ripetuti segnalano un patrimonio edilizio lasciato senza cura. Edifici abbandonati, sgomberi in extremis, manutenzioni mai fatte, condomìni senza vera governance tecnica. La pioggia non è il colpevole: è solo l’ultima sollecitazione che scopre fragilità accumulate negli anni». È quanto afferma Antonio Cerbone, tesoriere dell’Ordine degli architetti di Napoli e coordinatore per la Campania della Struttura tecnica nazionale della Protezione civile.
«La rigenerazione urbana non può ridursi a maquillage o interventi spot. Deve partire dalla sicurezza: prima delle facciate e dei rendering, vengono stabilità strutturale, verifiche, responsabilità nella gestione dell’esistente – afferma Cerbone – L’abbandono riguarda intere porzioni di città. Non solo vuoti, ma assenza di cura e prevenzione: infiltrazioni ignorate, lesioni sottovalutate, strutture senza monitoraggio continuo. Proprietà frammentate in mille millesimi, decisioni paralizzate da conflitti e inerzie. Il tempo passa, il degrado avanza».
«Serve uno scatto culturale e normativo: tecnici qualificati cui affidare la “vita” degli edifici, come per le infrastrutture strategiche. Distinguere ciò che è recuperabile da ciò che non lo è. Dove il danno è irreversibile, l’abbattimento non sia tabù ma parte di una strategia che restituisca spazi sicuri – continua il rappresentante degli architetti napoletani – Forse occorre una legge speciale sul condominio, seconda cellula aggregativa della società. Un edificio che crolla non è solo un fatto edilizio: è una sconfitta civile. Ogni crollo annunciato racconta responsabilità interrotte. Poi torna il sole e l’oblio».











