La famiglia di Tommaso, il bambino di due anni e tre mesi ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore finito tragicamente in modo fallimentare, lancia un disperato appello: “Serve un nuovo cuore entro 48 ore, altrimenti sarà tutto inutile”.
La dichiarazione, resa dal legale della famiglia, avvocato Francesco Petruzzi, arriva mentre la corsa contro il tempo per trovare un organo compatibile continua con estrema urgenza. Secondo Petruzzi, dopo aver superato una grave emorragia che aveva fatto escludere temporaneamente il bambino dalla lista trapianti, il piccolo è stato reinserito nell’elenco dei pazienti in attesa. Ora, però, i medici dicono che non c’è tempo da perdere: senza un nuovo cuore entro pochi giorni, il quadro clinico potrebbe deteriorarsi rapidamente.
Il trapianto finito male e le indagini
La vicenda è iniziata lo scorso 23 dicembre quando a Tommaso fu praticato un trapianto di cuore presso il Monaldi. L’intervento, però, è stato oggetto di denuncia da parte dei genitori perché l’organo donato, proveniente dal Nord Italia, sarebbe giunto a Napoli in condizioni non idonee per essere impiantato. In particolare, secondo quanto emerso, il cuore sarebbe stato danneggiato durante il trasporto a causa di un errore di conservazione, con conseguente contatto con ghiaccio secco invece del ghiaccio normale, un fattore che può compromettere gravemente la funzionalità dell’organo.
Sulla vicenda sono state avviate tre diverse indagini: due dalle Procure di Napoli e Bolzano (dove fu effettuato l’espianto) e una di natura amministrativa interna all’ospedale. Secondo l’accusa preliminare, potrebbero configurarsi reati come lesioni colpose e omissioni di atti d’ufficio mentre le autorità cercano di ricostruire l’intero percorso clinico-logistico che ha portato al trapianto.
Sospensioni e impatto sul programma trapianti
Nel frattempo, l’Azienda ospedaliera ha sospeso cautelativamente tre medici coinvolti nell’attività trapiantologica, tra cui la direttrice della cardiochirurgia e due cardiotoracici, e ha temporaneamente sospeso l’inserimento di nuovi pazienti nella lista trapianti pediatrici. Secondo una nota dell’Azienda dei Colli, la sospensione è legata “esclusivamente alle esigenze organizzative connesse alla temporanea interruzione del percorso trapiantologico” e in attesa che vengano chiariti tutti i passaggi.
Le condizioni del piccolo e l’appello della famiglia
La mamma di Tommaso ha descritto la disperazione per la situazione: dopo settimane di ricovero e sedazione farmacologica, il bimbo resta attaccato a un macchinario che ne sostiene le funzioni vitali e la priorità della famiglia è ricevere un organo compatibile al più presto. “Sono 50 giorni che aspettiamo il trapianto corretto… non possiamo fare altro che attendere ora”, ha raccontato la donna, evidenziando come ogni ora sia preziosa per la sopravvivenza del figlio.
La vicenda, già sotto i riflettori per il possibile errore di conservazione dell’organo, pone anche una drammatica riflessione sulle procedure di trasporto e gestione degli organi destinati ai trapianti, che devono avvenire in condizioni di massima sicurezza e rigore tecnico per evitare conseguenze fatali per i pazienti.










