A Napoli torna al centro dell’attenzione il tema della mobilità per le persone con disabilità, con polemiche legate in particolare alla difficoltà di accesso ai servizi taxi e ad altre forme di trasporto pubblico dedicate alla mobilità ridotta.
Negli ultimi giorni è emerso un caso di negato servizio taxi per un cittadino con disabilità motoria, che ha portato alla diffida del Comune di Napoli da parte dell’interessato. Secondo quanto denunciato, il servizio taxi – pur essendo parte integrante della rete di trasporto pubblico non di linea – non sarebbe offerto in modo adeguato alle persone con disabilità, con auto attrezzate per carrozzine scarsamente disponibili o del tutto assenti, soprattutto per chi utilizza carrozzine elettriche.
La risposta dell’amministrazione comunale, di fatto, ha spostato la responsabilità sui servizi privati di noleggio con conducente (NCC), indicando società esterne come alternative, ma ciò non ha soddisfatto le richieste dei cittadini con disabilità, che ritengono il taxi un servizio pubblico essenziale da garantire a tutti senza discriminazioni.
Una mobilità pubblica ancora non pienamente inclusiva
Le associazioni per i diritti delle persone con disabilità da tempo sottolineano che, pur essendoci progressi nella fruizione dei mezzi pubblici, molte criticità permangono. L’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM) di Napoli ha evidenziato che l’accessibilità del trasporto pubblico su gomma risulta ancora carente, tra barriere architettoniche alle fermate, difficoltà di salita sui mezzi e mancanza quasi totale di taxi attrezzati per carrozzine elettriche.
Le stesse criticità non sono un problema isolato di Napoli ma si riscontrano in molte città italiane dove, nonostante normative e agevolazioni nazionali, l’applicazione pratica resta insufficiente. A livello locale, il Comune ha promosso iniziative come il “Buono Viaggio” per agevolare persone con disabilità nell’uso del trasporto pubblico urbano, ma il servizio taxi accessibile resta un tallone d’Achille nel sistema di mobilità cittadino.
Diritti e normative
In Italia esistono agevolazioni per l’utilizzo del trasporto pubblico e per alcune categorie di utenti con disabilità, inclusi sconti su abbonamenti e servizi dedicati; tuttavia la disponibilità di taxi attrezzati non è sempre garantita e non vi è ancora una convenzione generalizzata che agevoli l’uso di taxi per chi ha mobilità ridotta.
Il caso napoletano ha riacceso l’attenzione pubblica sul fatto che, anziché relegare le persone con disabilità a soluzioni private o alternative, il trasporto su taxi e mezzi pubblici deve essere garantito come servizio pubblico effettivo, inclusivo e non discriminatorio.
Le richieste delle associazioni
Le associazioni chiedono risposte concrete, come: più taxi attrezzati per l’accesso con carrozzine, anche elettriche; coordinamento tra istituzioni e cooperative taxi; migliore pianificazione delle fermate e dei mezzi accessibili; educazione e formazione degli autisti sui diritti delle persone con disabilità.
Il dibattito è aperto e, mentre si attende una possibile revisione normativa o nuove iniziative comunali per colmare le lacune del servizio, resta forte la richiesta di una mobilità che sia davvero alla portata di tutti, senza discriminazioni di alcun tipo.










