Il 14 gennaio 1997, nel cuore del centro storico di Napoli, nel quartiere di Forcella, venne barbaramente ucciso Augusto Moschetti, una guardia giurata di 38 anni in servizio in via dei Tribunali. L’uomo perse la vita per aver rifiutato di consegnare la sua arma d’ordinanza a dei malviventi, scegliendo invece di opporsi con coraggio a una richiesta criminale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Moschetti fu avvicinato da alcuni individui che, con l’intento di impossessarsi dell’arma di servizio, gli intimarono di consegnarla. Al suo fermo e deciso rifiuto, i malviventi lo colpirono a morte, abbandonandolo poi senza soccorsi.
La sua morte suscitò grande impressione e indignazione negli ambienti cittadini, ponendo l’attenzione sul drammatico fenomeno delle aggressioni rivolte anche a chi è incaricato della sicurezza e della protezione dei cittadini. Le guardie giurate operano con responsabilità e rischi elevati, spesso in zone dove la criminalità organizzata esercita un forte controllo territoriale.
Le indagini portate avanti dalla magistratura e dalle forze dell’ordine individuarono i responsabili, riconducibili al clan camorristico attivo nella zona di Forcella. Nel corso del processo di primo grado almeno uno degli esecutori materiali dell’omicidio fu condannato all’ergastolo, mentre per un altro degli imputati, deceduto prima della sentenza definitiva, non si pervenne a un giudizio pienamente espresso. La sentenza d’ergastolo fu successivamente ridotta in 27 anni di reclusione in appello, e la decisione divenne definitiva il 7 luglio 2007.
Per il Ministero dell’Interno, Augusto Moschetti è stato riconosciuto come vittima della criminalità organizzata, un riconoscimento importante che sottolinea il valore civile della sua dedizione al lavoro e il sacrificio pagato per non piegarsi alla violenza predatoria. La vicenda di Moschetti rappresenta una pagina dolorosa della storia recente di Napoli, segnata dalle modalità brutali con cui la criminalità ha cercato di imporsi anche contro chi svolge il proprio dovere a tutela degli altri.










