A Sant’Antonio Abate emerge con forza un volto sempre più inquietante del mercato nero delle armi: quello delle armi fantasma, pistole che non risultano in alcun registro, prive di matricola perché mai catalogate, assemblate e modificate da mani esperte, ma perfettamente funzionanti.
L’ultimo sequestro lo conferma. I Carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate hanno rinvenuto uno zaino abbandonato all’interno di un terreno in via Nocerelle, all’altezza del civico 72. All’interno, un vero e proprio arsenale: cinque pistole artigianali, tutte senza numero di serie, modificate e pronte all’uso. Accanto alle armi, otto caricatori e ben 273 proiettili di vario calibro, alcuni dei quali compatibili con armi da guerra.
Non si tratta di un episodio isolato. Negli ultimi anni, i sequestri raccontano un’evoluzione silenziosa ma costante del commercio illegale di armi. Nel recente passato sono state scoperte penne-pistola, portachiavi camuffati da armi da fuoco, oggetti di uso quotidiano trasformati in strumenti potenzialmente letali. Ma il punto non è solo l’ingegno criminale.
Ciò che la criminalità organizzata continua a cercare è soprattutto la forza intimidatrice: la potenza di fuoco come strumento di controllo del territorio, di minaccia, di affermazione del potere. L’arma deve colpire, ma anche farsi vedere. È per questo che, pur sperimentando nuove soluzioni, non si abbandonano le pistole tradizionali. Se il mercato nero non le offre, si costruiscono.
Le armi sequestrate a Sant’Antonio Abate sono l’esempio di questa strategia: non esistono ufficialmente, ma possono sparare. Alcuni componenti sono facilmente reperibili anche online, mentre l’assemblaggio richiede competenze tecniche che fanno pensare a laboratori clandestini e a una filiera tutt’altro che improvvisata.
Ora le pistole saranno sottoposte ad accertamenti balistici per verificare un loro eventuale utilizzo in fatti di sangue o altri delitti. Le indagini proseguono per risalire ai responsabili e ricostruire la rete che si cela dietro questo arsenale nascosto.
Intanto, il sequestro lancia un segnale chiaro: il mercato illegale delle armi non arretra, si adatta. E dove mancano le armi, la criminalità le inventa. Per questo l’attenzione delle forze dell’ordine resta alta: perché ogni pistola fantasma tolta dalla strada è una vita che, forse, viene salvata.
Nella fattispecie sono state sequestrate:
TOTALE PISTOLE: 5
Pistole semiautomatiche
1. Beretta Mod. 92
• Calibro: .380
• Matricola: assente
• Munizioni nel caricatore: 6 proiettili cal. .380
2. Beretta Mod. 92
• Calibro: .32 Auto / 7,65
• Matricola: assente
• Munizioni nel caricatore: 8 proiettili cal. .32 Auto, 1 proiettile cal. 7,65
3. Beretta Mod. 85 Auto
• Calibro: 8 mm K (Italy)
• Matricola: assente
• Munizioni nel caricatore:5 proiettili cal. 7,65, 1 proiettile cal. .32 Auto CBC
4. Bruni Mod. P4
• Calibro: 9 mm K (Made in Italy)
• Matricola: assente
• Munizioni nel caricatore: 3 proiettili cal. .32 Auto, 2 proiettili cal. 7,65
5. Bruni Mod. 315 Auto
• Calibro: 8 mm K (Made in Italy)
• Matricola: assente
• Munizioni nel caricatore: 6 proiettili cal. 6,35
TOTALE CARICATORI: 8
Caricatori per pistola
1. Caricatore tipo EKOL ASI / Magnum / Compact / Jackal
• Capacità: 30 colpi
• Contenuto: 13 proiettili cal. .380
2. Caricatore tipo EKOL ASI / Magnum / Compact / Jackal
• Capacità: 30 colpi
• Contenuto: 12 proiettili cal. .380, 2 proiettili cal. 9 corto, 1 proiettile marcato 9 mm K
3. Altri caricatori 6 caricatori associati alle pistole sopra elencate
3. MUNIZIONAMENTO
Totale proiettili: 273
Proiettili rinvenuti sfusi o in contenitori
1. In busta di plastica trasparente
• 46 proiettili:
• 43 cal. .380 Auto
• 1 cal. 9 mm BR C
• 1 cal. .38 Special
• 1 cal. 7,65
2. In busta di plastica trasparente
• 69 proiettili:
• 65 cal. .380 Auto
• 4 cal. 9 mm
3. In valigetta per pistola
• 7 proiettili:
• 6 cal. 6,35
• 1 cal. .32 Auto CBC
4. Altro munizionamento
• 91 proiettili:
• 37 cal. 7,65
• 15 cal. .380 Auto
• 34 cal. .32 Auto
• 5 cal. 7,65 Browning











