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I Re Magi nel presepe napoletano: storia, tradizione, leggende e suggestioni

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
5 Gennaio, 2026
in Da Sud a Sud
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I Re Magi nel presepe napoletano: storia, tradizione, leggende e suggestioni
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Con l’avvicinarsi dell’Epifania, uno dei simboli più affascinanti della tradizione natalizia in Campania e nel Sud Italiatorna protagonista nei presepi e nelle rappresentazioni della Natività: i Re Magi. Queste figure, pur non essendo descritte nei dettagli dal Vangelo, sono entrate a far parte dell’immaginario cristiano e popolare, assumendo nel tempo significati profondi e leggende suggestive, specialmente nel contesto del presepe napoletano. 

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I Magi, Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, sono menzionati nel Vangelo di Matteo come saggi “venuti dall’Oriente” per adorare il neonato Gesù e offrirgli oro, incenso e mirra, doni carichi di significato simbolico: l’oro come segno di regalità, l’incenso della divinità e la mirra associata alla futura Passione di Cristo. 

La tradizione ha fissato tre i loro nomi e ruoli, sebbene il testo evangelico non specifichi né il numero né le provenienze dettagliate dei Magi. 

L’arrivo dei Magi nel presepe e l’Epifania

Nel presepe napoletano i Re Magi vengono collocati lontano dalla grotta appena allestita e progressivamente avvicinati alla scena della Natività, culminando idealmente il 6 gennaio, giorno dell’Epifania. Questo rito scenografico incarna il loro viaggio simbolico di ricerca della luce guidati dalla stella cometa, e il loro avvicinarsi simboleggia l’universalità dell’adorazione del Bambino da parte di tutti i popoli. 

Suggestioni napoletane: il quarto magio e le leggende popolari

Una delle peculiarità più affascinanti della tradizione partenopea riguarda alcune leggende che circondano i Magi nel presepe locale. Oltre ai tre sovrani tradizionali, nei presepi settecenteschi di Napoli talvolta compare una figura addizionale: una donna vestita in modo esotico, chiamata “Re Magia” o “La Georgiana”. Secondo alcune narrazioni popolari, questa figura personificherebbe la Luna o un principio femminile universale, accompagnando i Magi nel loro viaggio, a piedi o su una portantina sorretta dai servitori. 

Questa leggenda è testimonianza di come la tradizione del presepe napoletano non sia un semplice allestimento biblico, ma un affascinante intreccio di fede, cultura popolare e simbolismo locale, capace di dare spazio a narrazioni ricche e a volte bizzarre, che arricchiscono l’esperienza del Natale. 

I Magi nel contesto del presepe napoletano

Il presepe napoletano, diventato celebre nel mondo per la sua ricchezza di personaggi ed elementi simbolici, include i Magi come una delle figure di maggior impatto visivo e narrativo. Le statuine, spesso realizzate in terracotta e vestite con abiti sontuosi, riflettono scenari settecenteschi di Napoli e del Mediterraneo, dove culture e storie si intrecciano.

La tradizione partenopea è nota anche per l’abilità artigiana degli scultori e maestri presepiali di via San Gregorio Armeno, la celebre “via dei presepi” di Napoli, dove ogni anno si producono e vendono statuine non solo di figure sacre ma anche di personaggi contemporanei, rendendo il presepe un quadro vivente della società. 

I Magi come simbolo di unità e speranza

I Re Magi rappresentano non solo la narrazione evangelica dell’adorazione di Gesù, ma anche un simbolo di ricerca spirituale universale: tre uomini che lasciano le loro terre per seguire una stella, attraversare confini e culture per giungere alla luce. Nel presepe napoletano questa immagine assume rilievo non solo estetico ma esistenziale e culturale, sottolineando l’idea che la fede, come l’arte del presepe, è un viaggio che unisce tempi, luoghi e tradizioni.

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