I fuochi d’artificio e i botti di capodanno che illuminano il cielo e rendono l’aria irrespirabile già dal tardo pomeriggio, i festeggiamenti esplodono a mezzanotte, come impone la tradizione e si protraggono fino a notte fonda. Le vistose batterie di fuochi d’artificio piazzate al centro delle strade, ma anche l’ostentazione del potere de lusso con le bottiglie di costoso champagne in bella mostra sui social, insieme al pesce crudo e alle pietanze più prelibate, unitamente all’immancabile carrellata di giovanissimi, molti dei quali minori, con le armi in bella mostra, intenti a sparare dai balconi, come impone l’antico rituale tribale che da sempre accompagna i festeggiamenti di capodanno nei contesti in cui regnano le leggi della camorra.
E’ questa la sintesi più eloquente del capodanno andato in scena all’ombra del Vesuvio, nei rioni e lungo le strade della periferia orientale di Napoli in ostaggio delle logiche criminali.
Nel quartier generale dei D’Amico a San Giovanni a Teduccio, fin dal tardo pomeriggio dozzine di batterie di fuochi d’artificio piazzate al centro della strada hanno scandito le ultime ore del 2025 per poi entrare ancora più nel vivo allo scoccare della mezzanotte, fino a notte fonda. Copione analogo a Ponticelli, lungo le strade e i rioni simbolo del potere egemone del clan De Micco: viale Margherita, San Rocco, il Lotto 10, ma anche nel rione Conocal i festeggiamenti sono stati coordinati dal ras che un tempo strizzava l’occhio all’asse Formicola-D’Amico, ma che lo scorso maggio avrebbe ufficializzato il cambio di casacca mettendo la firma su un delitto eccellente, insieme a un altro fedelissimo dei “Bodo”.
Un tripudio di fuochi d’artificio ed ostentazione di forza e potere criminale che, come di consueto, disegna nel cielo di Napoli est messaggi che si spingono ben oltre il mero desiderio di celebrare l’inizio del nuovo anno.


Un intento perseguito anche dai clan in declino di Ponticelli e che, galvanizzati dalle recenti scarcerazioni, hanno approfittato dell’occasione per rilanciare le quotazioni dell’organizzazione, come accaduto in via Luigi Franciosa, quartier generale dei Casella che non hanno perso l’occasione per inscenare un’eclatante spettacolo pirotecnico nel segno delle figure apicali del clan detenute.

Moltissimi i contenuti pubblicati sui social network dalle figure apicali dei clan attivi sul territorio e dai loro fiancheggiatori, rigorosamente nelle storie di Instagram per beneficiare del duplice vantaggio di rendere visibili quei contenuti solo per 24 ore, potendo controllare l’elenco degli account che lo hanno visualizzato.











