A Napoli è in corso una forte contestazione da parte degli ultras delle curve A e B: nelle scorse ore sono apparsi manifesti e volantini in diverse zone della città, con messaggi durissimi rivolti al presidente del club Aurelio De Laurentiis e allo scrittore e giornalista Roberto Saviano. La protesta è scattata in seguito all’episodio che ha coinvolto decine di tifosi partenopei espulsi nei Paesi Bassi: secondo gli ultras, De Laurentiis e Saviano avrebbero avuto un atteggiamento inappropriato nei confronti della tifoseria.
Le accuse al presidente del Napoli
Nel manifesto a lui dedicato, gli ultras dichiarano di essersi sentiti “traditi” dalle promesse fatte da De Laurentiis fin dal primo giorno: “Hai provato a comprarci, ma non siamo mai stati sul mercato”, scrivono. Accusano il patron di avere taciuto sugli “abusi subiti dalla tua gente” durante l’episodio in Olanda, quando molti tifosi azzurri sono stati fermati e respinti dalla polizia locale.
In più, gli ultras respingono l’etichetta di “malavitosi” che spesso — denunciano — De Laurentiis applica a una parte di tifoseria organizzata. “A smentirlo sono le carte degli inquirenti”, affermano, suggerendo che il presidente stia generalizzando e screditando gruppi storici dei tifosi partenopei.
L’attacco a Saviano
Anche Roberto Saviano è nel mirino: definito “parassita” nei volantini, è accusato di strumentalizzare i problemi di Napoli per il suo successo mediatico. Gli ultrà contestano il modo in cui Saviano racconta le problematiche sociali della città e denunciano un suo tentativo di coinvolgere la tifoseria nei suoi prossimi scritti. “Questa volta neanche il copia-incolla ti potrà salvare”, scrivono, invitandolo addirittura a rivolgersi alla Procura per raccogliere materiale più solido.
Il contesto: l’espulsione in Olanda
La miccia della protesta sembra essere proprio quella che ha dato il via alla tensione: l’espulsione di circa 230 tifosi azzurri dalla Polizia olandese durante una trasferta a Eindhoven per una partita di Champions League. Gli ultras ritengono che il club, e in particolare il suo presidente, non abbia difeso in modo deciso la tifoseria in quella fase, alimentando il risentimento.
Secondo alcuni, la gestione dell’episodio dall’alto ha confermato una distanza profonda tra la dirigenza e la “gente della curva”, che si sente abbandonata nel momento del bisogno.
La mobilitazione degli ultras riflette malumori ben radicati: non si tratta solo di uno scontro recente, ma di una disputa storica sul ruolo della tifoseria, sulla sua identità, sul potere che la sua parte più organizzata rivendica nei confronti della proprietà.
Per molti tifosi, i manifesti non sono solo protesta, ma un richiamo alla dignità: un gruppo che non vuole essere etichettato, che insiste sul fatto di non essere “in vendita”, e che accusa De Laurentiis di aver sottovalutato il cuore pulsante della sua fanbase.











