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Volla: pediatra aggredita in studio per un pannolino sporco

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
21 Novembre, 2025
in Cronaca, In evidenza
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A Volla, comune dell’area metropolitana di Napoli, si è consumata l’ennesima aggressione ai danni dei medici: una dottoressa specializzata in pediatria è stata picchiata da una mamma arrabbiata perché le è stato chiesto di non lasciare un pannolino sporco sul lettino. A raccontarlo è la stessa pediatra, che riferisce di aver subito pugni in volto, schiaffi, calci e minacce durante la visita.

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Secondo quanto ricostruito, l’aggressione sarebbe avvenuta lo scorso novembre. La lite sarebbe nata da una richiesta apparentemente innocente della pediatra, che ha invitato la donna a riporre il pannolino sporco nei cestini dedicati. Da lì gli animi si sarebbero surriscaldati rapidamente: la mamma, secondo il racconto della dottoressa, avrebbe reagito con rabbia, prima verbalmente, poi con violenza fisica.

Altri testimoni presenti in sala d’attesa confermano la scena: calci, pugni e minacce che hanno sorpreso anche gli altri pazienti in attesa. La professionista ha denunciato l’accaduto, sostenuta dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, che si batte per la tutela del personale sanitario. Sul posto sarebbero intervenuti i carabinieri, che hanno raccolto la testimonianza della pediatra e avvertito la donna della possibilità di presentare querela.

«Ho sentito il Prefetto Di Bari e porterò il caso al prossimo tavolo per l’ordine e la sicurezza, episodi simili devono essere perseguiti e chi si rende protagonista di queste aggressioni va punito con la massima severità». Così il presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia, Bruno Zuccarelli, commenta la brutale aggressione subita da una pediatra di libera scelta nel suo studio a Volla, picchiata con pugni in faccia, schiaffi e calci dalla madre di un neonato dopo aver semplicemente chiesto di non lasciare un pannolino sporco sul lettino di visita.

«Desidero ringraziare il Prefetto di Napoli, che mi ha personalmente espresso la sua solidarietà per la collega aggredita e che, ancora una volta, ha dimostrato grande attenzione verso l’odioso fenomeno delle violenze contro i medici e gli operatori sanitari. È fondamentale sapere di poter contare su istituzioni sensibili e presenti, con le quali continuare a lavorare in sinergia per garantire condizioni di maggiore sicurezza», aggiunge Zuccarelli. L’Ordine di Napoli esprime piena e convinta vicinanza alla collega, vittima di un’aggressione tanto assurda quanto violenta, e ribadisce che nessuna frustrazione, nessun disagio, nessuna presunta “giustificazione” può trasformarsi in un attacco fisico o verbale contro chi ogni giorno si prende cura delle persone, spesso in contesti già segnati da carichi di lavoro e responsabilità molto elevati. Colpire un medico significa colpire l’intero sistema di cure e, di riflesso, tutti i cittadini. Il tema della sicurezza dei medici non può più essere affrontato solo con l’indignazione del giorno dopo: servono interventi strutturali. «Sia chiaro fin d’ora che al prossimo presidente della Regione chiederemo sin da subito l’istituzione di un osservatorio ad hoc, sull’esempio di quello nazionale, che operi in stretto contatto con la Prefettura. Una struttura che possa tenere traccia del fenomeno per tratteggiarne le reali dimensioni. Occorre rafforzare i presidi di sicurezza negli ambulatori territoriali e nei distretti, prevedere sistemi di videosorveglianza dove necessario, avere procedure rapide di segnalazione e intervento, una mappatura dei contesti più a rischio e, soprattutto, l’applicazione rigorosa delle norme già esistenti a tutela degli operatori sanitari». Gli studi pediatrici, le guardie mediche, gli ambulatori di medicina generale e di continuità assistenziale non possono essere lasciati soli. L’Ordine dei Medici di Napoli richiama ancora una volta la necessità di un cambio culturale: non può passare l’idea che il medico sia un “bersaglio” sul quale scaricare tensioni e rabbia. Il rapporto di cura si fonda sulla fiducia reciproca, sul rispetto dei ruoli e delle regole minime di convivenza civile, a partire dal rispetto degli ambienti di lavoro e delle persone che vi operano.

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