Una donna che si presenta come medium sarebbe stata denunciata da almeno cinque presunte vittime per aver dichiarato di poter comunicare con i defunti durante dirette sui social, ricevendo in cambio donazioni digitali. Le segnalazioni parlano di un vero e proprio business costruito sul dolore e sulla speranza delle persone in lutto.
Secondo le denunce, la sensitiva avrebbe condotto sessioni live in cui, con l’ausilio di moderatrici, invitava persone vulnerabili a interagire in chat mentre simulava messaggi dall’aldilà. In alcuni casi avrebbe persino utilizzato voci alterate – con l’aiuto della figlia – per fingere che a parlare fossero spiriti cari, evocati solo per ottenere donazioni. Le richieste economiche arrivavano in denaro reale, convertito dalle donazioni ricevute durante la diretta.
Tra le persone che hanno presentato denuncia, ci sono anche donne residenti in altri Paesi europei, come Svizzera e Germania, che raccontano di aver versato somme ingenti (fino a 700 euro alla volta) con la speranza di ritrovare un contatto con i loro cari defunti. Le vittime denunciano pressioni psicologiche e manipolazioni emotive: vengono incoraggiate a restare nel live, anche quando manifestano dubbi o paure, e repliche negative vengono spesso trattate come segno di “scetticismo” nei confronti dello spirito.
L’associazione “La Battaglia di Andrea”, specializzata nelle segnalazioni su abusi e vulnerabilità, ha raccolto le testimonianze e ha già presentato un esposto. Secondo la Presidente del gruppo, le vittime sono “fragili” per vari motivi: lutti recenti, difficoltà personali, solitudine. Per loro, la promessa di “parlare con i morti” diventa un’ancora di salvezza, ma rischia di trasformarsi in una trappola emotiva.
La denuncia è ora all’esame della Procura di Napoli, che dovrà valutare se configurare reati come truffa, abuso della credulità popolare o sfruttamento psicologico.








