È stata presentata una proposta di legge d’iniziativa popolare volta a introdurre un aumento di 5 euro per pacchetto di sigarette — e in generale su tutti i prodotti del tabacco e della nicotina — finalizzato a due obiettivi centrali: ridurre il numero di fumatori e destinare nuove risorse al sistema sanitario nazionale.
L’accisa proposta è fissa: +5 euro su ogni pacchetto venduto, inclusi prodotti alternativi alla sigaretta tradizionale (es. tabacco riscaldato, sigarette elettroniche).
L’iniziativa è promossa da importanti fondazioni e associazioni medico-scientifiche (AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica, Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi) che lanceranno una raccolta firme con l’obiettivo di almeno 50.000 sottoscrizioni.
Secondo i promotori, un rialzo di questa entità potrebbe ridurre i consumi di tabacco fino al 37 %.
Le risorse aggiuntive derivanti dalla tassa sarebbero indirizzate alla copertura dei costi delle malattie correlate al fumo, all’oncologia e alla prevenzione sanitaria.
Il contesto e le ragioni
Attualmente, in Italia le accise e i prezzi dei pacchetti di sigarette risultano più bassi rispetto ad altri Paesi europei: per esempio, in Francia o in Irlanda l’imposta e il prezzo sono significativamente maggiori.
La legge mira a intervenire su due leve: la prevenzione sanitaria (rendendo il fumo meno accessibile) e il finanziamento della sanità pubblica (tramite tassazione “di scopo”).
Le reazioni e le criticità
Le associazioni del settore sanitario e oncologico accolgono con favore la proposta, ritenendola un passo forte nella lotta al tabagismo.
Al contrario, la categoria dei tabaccai e alcuni esperti del settore avvertono dei rischi: aumento del contrabbando, mercato nero più attivo, effetti sull’economia delle piccole rivendite.
Domande aperte: come sarà distribuito il gettito fiscale? Quali saranno le tempistiche legislative? Qual è l’impatto sulle fasce meno abbienti?
Prossimi passi
La proposta di legge d’iniziativa popolare sarà sottoposta a raccolta firme che, una volta validate, verranno presentate al Parlamento per l’avvio ufficiale dell’iter legislativo.
Parallelamente, la Commissione Europea sta valutando una revisione della direttiva sulle accise del tabacco che potrebbe incidere anche sul mercato italiano.
Il fumo rimane uno dei principali fattori di rischio per molte patologie gravi e l’Italia sostiene costi sanitari elevati legati al tabagismo. Un’azione fiscale forte può rappresentare un segnale concreto: non solo punire il consumo, ma investire nella salute pubblica.










