Antonia Ocone, la 17enne sopravvissuta all’aggressione del padre Salvatore Ocone nel comune beneventano di Paupisi, sta mostrando segni di miglioramento. Secondo l’ultimo bollettino medico dell’ospedale Neuromed di Pozzilli, la giovane respira autonomamente e i parametri vitali sono stabili. Tuttavia, permangono deficit motori all’emilato destro e si attende una risonanza magnetica encefalica di controllo per valutare eventuali danni neurologici.
La giovane versa in gravi condizioni dallo scorso 30 settembre, quando suo padre Salvatore Ocone ha ucciso la moglie Elisa Polcino e il figlio Cosimo, 15 anni, prima di aggredire gravemente Antonia. La ragazza è stata trovata in fin di vita nell’auto del padre, trasportata d’urgenza all’ospedale Neuromed, dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico per un grave trauma cranico. Dopo essere stata tenuta in coma farmacologico, il 7 ottobre è stato sospeso il coma e sono iniziati i tentativi di risveglio.
Le condizioni di Antonia sono ancora critiche, ma i segni di risveglio offrono una speranza per il suo recupero. Il percorso di riabilitazione sarà fondamentale per valutare le conseguenze fisiche e psicologiche dell’aggressione subita. Sul fronte giudiziario, Salvatore Ocone è stato trasferito dal carcere di Campobasso a quello di Benevento, dove è in corso una perizia psichiatrica per valutare la sua responsabilità penale.










