Ha suscitato forti polemiche la denuncia dei genitori degli alunni dell’istituto comprensivo San Giovanni Bosco di Ponticelli, in merito alla scarsa qualità del cibo servito dalla mensa scolastica che avrebbe sortito sgradevoli effetti sui loro bambini.
Da diversi giorni i bambini lamentano mal di pancia, nausea e inappetenza, dopo aver mangiato della pasta cruda lo scorso giovedì 16 ottobre e delle pizzette al pomodoro il giorno successivo che già dall’aspetto non promettevano niente di buono.

In seguito alla divulgazione della notizie e soprattutto delle immagini delle pizzette servite lo scorso venerdì 17 ottobre, anche alcuni genitori di alunni dell’Istituto comprensivo 69° Barbato- Marino Santa Rosa di Ponticelli hanno contattato la redazione del nostro giornale per segnalare che i loro figli, dopo aver consumato lo stesso pasto, hanno lamentato gli stessi sintomi dei bambini degli altri istituti che hanno consumato lo stesso cibo servito dalla mensa scolastica.
Episodi analoghi sono stati denunciati anche dai genitori di alunni di alcuni istituti scolastici di Bagnoli e Fuorigrotta.
La situazione non è di certo migliorata, malgrado il polverone di polemiche alzato dalla denuncia pubblica dei genitori.
Oggi, lunedì 20 ottobre, il servizio di refezione scolastica prendeva il via anche in altri istituti del quartiere Ponticelli, come l’Istituto Comprensivo Statale 49° Toti Borsi Giurleo. Anche in questo caso, le mamme degli alunni hanno tempestivamente segnalato l’inadeguatezza del pranzo servito ai bambini.
Come si evince dal video inviato alla direttrice di Napolitan.it, anziché le crocchette di nasello previste dal menù, ai bambini è stata servita una poltiglia visibilmente cruda, oltre a una porzione di riso striminzita.
Stamane, una delegazioni di mamme degli alunni degli istituti scolastici del quartiere che già nei giorni scorsi hanno denunciato le criticità della mensa scolastica, si sono mobilitate per chiedere un intervento tempestivo affinché venga serviti pasti sani ai loro bambini. Una richiesta supportata anche da genitori di alunni di altri istituti scolastici del quartiere.











