La scuola San Giovanni Bosco di Ponticelli, un istituto comprensivo situato in uno dei quartieri più popolosi di Napoli, è al centro di una preoccupante denuncia da parte di alcune madri di alunni. Secondo quanto segnalato alla redazione del nostro giornale, alcuni bambini avrebbero accusato mal di pancia persistente sin da venerdì scorso, dopo aver consumato un pasto fornito dalla mensa scolastica. Il pasto incriminato sarebbero delle pizze al pomodoro.
“Alla scuola San Giovanni Bosco di Ponticelli arriva cibo che non sappiamo definire. – ha dichiarato la madre di un piccolo alunno – Alcuni bambini lamentano mal di pancia da venerdì.”

Mal di pancia persistente, conati di vomito, inappetenza: questi i sintomi denunciati da alcuni bambini, secondo quanto riferito dai genitori che denunciano la scarsa qualità del cibo che viene servito dalla mensa scolastica da diversi giorni.
Da diversi giorni, stando a quanto denunciano le madri degli alunni, la mensa scolastica starebbe servendo ai bambini cibo crudo e di scarsa qualità. Una situazione che sta suscitando preoccupazione e allarmismo tra i genitori, seppure la dirigente scolastica avrebbe già fornito ampie rassicurazioni.
Il servizio di refezione scolastica è partito decisamente con il piede sbagliato nell’istituto comprensivo di via Angelo Camillo De Meis: “la mensa è iniziata lo scorso lunedì 13 ottobre e appena tre giorni dopo – giovedì 16 ottobre – è stata servita della pasta cruda ai bambini, mentre venerdì hanno mangiato una piazza che già dall’aspetto non prometteva niente di buono, come dimostrano le foto“, racconta una madre che poi non fa nulla per nascondere la sua preoccupazione, “dopo la prima settimana siamo già alle prese con vomito e mal di pancia. Se il servizio mensa dovesse continuare così, non oso immaginare che piega potrà prendere la situazione. Dopodomani il menù prevede la frittata: siamo consapevoli di quello che può accadere se dovessero servire ai bambini delle uova non cotte adeguatamente? Paghiamo per far mangiare i nostri figli a scuola e ci aspettiamo pasti sicuri. Se questi sono i risultati, forse sarebbe meglio farli pranzare a casa. Ma non possiamo: sono alle elementari e le ore perse valgono come assenze. Chiediamo interventi immediati per garantire cibo sano e controllato. Non si tratta solo di cibo, ma di fiducia e sicurezza. – aggiunge la madre di un alunno – I bambini devono poter contare su ciò che ricevono a scuola, senza timori. Ogni pasto dovrebbe essere un gesto di cura, non una fonte di preoccupazione.”
La vicenda pone l’accento su un problema più ampio che riguarda la qualità dei servizi destinati ai bambini nelle scuole.
Non si tratta solo di un pasto cucinato male: la tutela della salute e il rispetto per i più piccoli devono essere centrali in ogni scelta.
L’auspicio dei genitori è che questo episodio diventi uno stimolo per migliorare controlli, trasparenza e responsabilità, affinché la scuola sia un luogo sicuro sotto ogni punto di vista.











