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Rone Traiano al setaccio: 4 denunce, un arresto e rimosso un sistema di videosorveglianza abusivo

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
18 Ottobre, 2025
in Cronaca
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Rone Traiano al setaccio: 4 denunce, un arresto e rimosso un sistema di videosorveglianza abusivo
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Servizio straordinario di controllo nel rione Traiano di Napoli, dove i carabinieri della compagnia di Bagnoli, con il supporto dei vigili del fuoco e del personale Enel, hanno effettuato un ampio intervento finalizzato al contrasto delle attività illecite e al ripristino della legalità.

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L’operazione, durata diverse ore, ha portato alla denuncia di quattro persone e all’arresto di un uomo già condannato per reati legati allo spaccio di stupefacenti. Durante i controlli, i militari hanno inoltre individuato e rimosso un vasto impianto di videosorveglianza abusivo, composto da otto telecamere nascoste tra i palazzi popolari del quartiere, utilizzate per monitorare i movimenti delle forze dell’ordine e allertare i pusher in caso di operazioni di polizia.

Le telecamere, collegate a un sistema centralizzato di controllo, erano puntate strategicamente sulle principali vie di accesso al rione. Secondo le indagini, sarebbero servite a sostituire o integrare il noto sistema di “avviso orale” — il celebre grido “Mario!” — utilizzato per segnalare l’arrivo dei carabinieri.

Durante i controlli, un 26enne, un 42enne e un 59enne sono stati denunciati per furto di energia elettrica e violazione di sigilli. I tre erano stati sorpresi all’interno di un locale precedentemente sequestrato perché utilizzato come piazza di spaccio, dove avevano realizzato un allaccio diretto alla rete elettrica pubblica, bypassando completamente il contatore. L’intervento del personale Enel ha consentito di mettere in sicurezza l’impianto e interrompere l’alimentazione illegale.

Un altro episodio ha visto coinvolto un 33enne, denunciato per spaccio di sostanze stupefacenti. I militari lo hanno sorpreso mentre cedeva una dose di cocaina a un cliente abituale del quartiere. L’acquirente è stato segnalato alla Prefettura come assuntore, mentre per il pusher è scattata la denuncia penale.

Nel corso delle operazioni, i carabinieri hanno inoltre eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un 36enne, già noto alle forze dell’ordine, destinatario di un cumulo di pene per reati legati allo spaccio di droga. L’uomo dovrà scontare 5 anni e 11 mesi di reclusione.

L’intervento nel rione Traiano si inserisce in una più ampia strategia di presidio del territorio da parte dell’Arma, finalizzata a contrastare le attività criminali radicate nei quartieri popolari e a garantire maggiore sicurezza ai cittadini. Le operazioni straordinarie proseguiranno anche nei prossimi giorni, con l’obiettivo di individuare ulteriori allacci abusivi, impianti di videosorveglianza illegali e nascondigli di droga.

La rimozione delle telecamere rappresenta un segnale importante nella lotta contro il controllo del territorio da parte della criminalità organizzata, che spesso utilizza sistemi tecnologici sofisticati per proteggere le proprie attività. Le forze dell’ordine, attraverso un monitoraggio costante, intendono ripristinare la legalità e restituire ai residenti la tranquillità di un quartiere troppo spesso associato a episodi di microcriminalità e degrado.

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Sette colpi di pistola contro un asilo privato, un proiettile che raggiunge la finestra di un'abitazione al piano superiore e una denuncia per tentata estorsione presentata nell'agosto del 2025. Ad Acerra, il raid contro una struttura dedicata all'infanzia riaccende l'attenzione sul fenomeno delle intimidazioni e del racket nell'area a nord di Napoli. A raccontare il precedente è Maria De Rosa, proprietaria dell'asilo, che ha dichiarato di aver denunciato un tentativo di estorsione attribuito a persone che riteneva legate ad ambienti criminali del territorio. Dopo gli spari, la donna ha lanciato un appello alle istituzioni affinché non venga lasciata sola.  «Sette colpi di pistola non fermeranno il mio coraggio. Non abbasserò la testa. Ho scelto di stare dalla parte dello Stato e ora chiedo allo Stato di stare dalla mia parte», ha affermato De Rosa ai media, ribadendo la volontà di non arretrare dopo quanto accaduto. Il raid in via Stendardo: un proiettile raggiunge un'abitazione Gli spari sono stati esplosi nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre contro l'asilo privato in via Stendardo, ad Acerra. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e gli investigatori del Nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, impegnati nei rilievi e nella ricostruzione della dinamica. Secondo quanto riferito dalla proprietaria, sono stati esplosi sette colpi. Uno dei proiettili ha oltrepassato la finestra di un'abitazione situata al piano superiore della struttura. Un dettaglio che evidenzia la pericolosità dell'azione, anche per le persone che vivono nell'edificio. Al momento non risultano feriti.  L'identità di chi ha sparato e il movente restano da accertare. Gli investigatori dovranno verificare se esista un collegamento tra il raid e la denuncia presentata nel 2025, senza escludere altre piste. «Ho fatto la mia parte, ora lo Stato mi stia vicino» Nel suo appello, Maria De Rosa ha raccontato di aver scelto di rivolgersi alla magistratura perché non voleva accettare che la paura diventasse una regola imposta da altri. Ha inoltre sottolineato di aver collaborato con gli inquirenti, consapevole dei rischi, ma convinta della scelta compiuta. La donna ha espresso preoccupazione per i propri figli e per la famiglia, ribadendo però la volontà di andare avanti. Il suo messaggio è rivolto anche agli altri cittadini: denunciare, non cedere al silenzio e mantenere fiducia nella giustizia. «Non lasciate che il silenzio diventi la forza di chi vi minaccia», è l'appello lanciato dalla proprietaria. La solidarietà del Comune di Acerra Il sindaco di Acerra, Tito d'Errico, ha definito l'accaduto un atto intollerabile che ferisce l'intera comunità, esprimendo vicinanza alle persone coinvolte. L'amministrazione comunale ha ribadito la fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, assicurando che la questione della sicurezza continuerà a essere affrontata in collaborazione con le istituzioni competenti.  L'episodio riporta al centro il tema della tutela di chi denuncia presunte richieste estorsive. La collaborazione con la giustizia è uno strumento fondamentale per contrastare il racket, ma deve essere accompagnata dalla capacità delle istituzioni di garantire ascolto, protezione e risposte concrete.

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