Ricorre oggi l’anniversario della nascita di Sergio Bruni, all’anagrafe Guglielmo Chianese, nato il 15 settembre 1921 a Villaricca, alle porte di Napoli. La sua voce, intensa e inconfondibile, ha segnato profondamente la tradizione della canzone napoletana, rendendolo uno degli interpreti più amati e rispettati del panorama musicale italiano del XX secolo.
Sergio Bruni non è stato solo un cantante: è stato l’anima di una Napoli antica, elegante, malinconica ma viva, che si riconosce nelle sue interpretazioni poetiche e profonde. A lui si deve il rilancio della canzone napoletana classica nel dopoguerra, in un periodo in cui stava per essere dimenticata, superata dalle mode musicali del momento.
Tra i suoi brani più celebri:
- “Carmela” – considerato un vero e proprio inno alla napoletanità.
- “Luna rossa”,
- “Scalinatella”,
- “Anema e core”,
- “Napule è na canzone”,
- e moltissimi altri classici interpretati con uno stile unico, rispettoso della tradizione ma fortemente personale.
Carriera, riconoscimenti e ferita di guerra
Sergio Bruni fu anche un partigiano: durante la Seconda guerra mondiale si oppose all’occupazione tedesca di Napoli, prendendo parte alle famose Quattro Giornate di Napoli. Durante uno scontro, fu gravemente ferito alla gamba, un evento che segnò per sempre la sua vita, ma non lo allontanò dalla musica.
Dopo il conflitto, tornò a cantare con ancora più forza e passione. La sua carriera attraversò cinque decenni, portandolo a incidere decine di dischi, partecipare a festival, spettacoli televisivi, e a ricevere numerosi premi e onorificenze, tra cui il titolo di Commendatore della Repubblica Italiana.
Villaricca non lo dimentica
La sua città natale, Villaricca, lo ricorda con affetto e orgoglio. Gli sono stati dedicati strade, piazze, eventi musicali, scuole. Il suo legame con le radici non si è mai spezzato: Bruni, pur vivendo gran parte della sua carriera tra Napoli e Roma, non ha mai smesso di raccontare la vita, l’amore, la sofferenza e la speranza del popolo napoletano.
L’eredità musicale
Sergio Bruni si è spento il 22 giugno 2003, ma la sua voce continua a vivere nelle radio, nelle case, nei vicoli dove ancora si canta la Napoli di ieri. Le sue interpretazioni sono studiate nei conservatori, amate dai giovani artisti e citate dai grandi nomi della musica italiana.
Oggi, nel giorno del suo compleanno, Napoli e l’Italia intera ricordano non solo un artista, ma un custode della memoria musicale partenopea, capace di emozionare con una sola nota e di raccontare la dignità di un popolo attraverso il canto.
Le sue parole
“La mia Napoli non è soltanto la città del sole e del mare, ma anche quella del cuore, dell’anima, della poesia. Io l’ho cantata così.”











