Si è spento oggi, martedì 9 settembre, lo scrittore, giornalista e drammaturgo Stefano Benni, all’età di 78 anni, dopo una lunga malattia. La notizia è stata confermata dalla casa editrice Feltrinelli.
Nato a Bologna nell’agosto 1947, ma cresciuto tra i paesaggi dell’Appennino, Benni diventò una figura di riferimento nella narrativa italiana contemporanea grazie a un linguaggio ricco di ironia, immaginazione e satira sociale.
Tra i titoli che hanno fatto innamorare generazioni di lettori si annoverano: Bar Sport (1976): un cult generazionale, scritto durante il servizio militare, celebrato per la sua comicità e i suoi personaggi stralunati; Terra!, La Compagnia dei Celestini, Elianto, Saltatempo, Margherita Dolcevita, Comici spaventati guerrieri, Il bar sotto il mare: opere che uniscono surreale, satira e fantasia, pubblicate principalmente da Feltrinelli e apprezzate per il loro stile inconfondibile.
Benni è stato anche autore televisivo, giornalista e collaboratore di numerose testate prestigiose, tra cui L’Espresso, Panorama, Il Manifesto, La Repubblica, Cuore e Linus.
Sul fronte teatrale, collaborò con artisti del calibro di Dario Fo e Franca Rame, contribuendo con testi originali e pungenti.
Le sue opere hanno venduto milioni di copie in Italia (oltre 2,5 milioni stimate), tradotte in 20-30 lingue, e sono divenute cult anche all’estero.
Negli ultimi anni, Benni si era ritirato dalla vita pubblica a causa della malattia, che gli avrebbe anche tolto la voce, come ricordato dal critico Goffredo Fofi.
Quella di Stefano Benni non è soltanto una produzione narrativa: è un cosmos satirico, visionario, ironico che ha proiettato la letteratura italiana in territori surreali e civili insieme. Il suo stile — capace di coniugare leggerezza e profondità, ironia e impegno — resterà un punto di riferimento per lettori, scrittori e spettatori.











