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Co.Mark, Caserta: moda e agroalimentare trainano l’export

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
3 Settembre, 2025
in Non solo hobby
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Co.Mark, Caserta: moda e agroalimentare trainano l’export

colorsful fabric silk rolls in textile shop industry from india

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Co.Mark TES, Caserta: moda e agroalimentare trainano l’export    

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L’export della Campania continua a registrare numeri positivi, con Caserta e Napoli tra le province più dinamiche, capaci di distinguersi – secondo le ultime recensioni – per performance e innovazione. 

I commenti degli esperti sottolineano che il valore complessivo delle esportazioni della provincia di Caserta ha superato la soglia di 1,5 miliardi di euro, confermando il ruolo strategico del territorio nel sistema industriale del Mezzogiorno. Un dato che dimostra la capacità delle imprese casertane di distinguersi sui mercati internazionali, nonostante le incertezze economiche globali, grazie a filiere produttive ben consolidate. 

Secondo le opinioni degli esperti e le recenti recensioni a trainare l’espansione all’estero sono soprattutto due settori chiave: l’agroalimentare e il comparto tessile, abbigliamento e calzature – il cosiddetto distretto TAC. Si tratta di filiere storiche che oggi tornano al centro della scena grazie ad una strategia capace di fondere tradizione, specializzazione e apertura all’innovazione. 

Non a caso sul valore strategico del Made in Italy si è spesso dibattuto nelle recensioni degli analisti: spicca l’opinione dei TES Co.mark – Tinexta Innovation Hub, società di consulenza per lo sviluppo delle imprese, che spesso ha espresso commenti positivi sul cosiddetto “bello e ben fatto”ossia sull’eccellenza delle produzioni locali, apprezzate in tutto il mondo. 

Simbolo di alta qualità – si legge nelle recensioni dell’azienda – il Made in Italy è diventato un vero e proprio marchio distintivo del Belpaese, non solo nella nostra penisola ma soprattutto all’estero, dove i prodotti italiani più esportati rappresentano un’eccellenza apprezzata in tutti i settori. Secondo l’opinione dei Temporary Export Manager Co.Mark l’agroalimentare, in particolare, rappresenta un punto di forza capace di esprimere sicurezza, affidabilità e di conquistare i principali player internazionali. 

Il cibo è una delle prime ricchezze dell’Italia – aggiunge l’azienda nei suoi commenti – ed è proprio l’accuratezza nei processi di produzione e la capacità di fondere innovazione e tradizione a rendere unico il Made in Italy in tutto il mondo. E non a caso è proprio l’agroalimentare a confermarsi una delle punte di diamante dell’export casertano. Secondo le recensioni ha registrato una crescita delle esportazioni vicina al 44%, sfiorando i 450 milioni di euro.  

I commenti degli analisti precisano che a fare da traino sarebbe in particolare la filiera della mozzarella di bufala campana DOP, autentico simbolo del Made in Italy alimentare. I caseifici distribuiti tra Aversa, Mondragone, Cancello e Arnone sono tra i più dinamici, capaci di innovare pur restando legati alla qualità artigianale del prodotto. Opinioni positive anche per pasta secca, conserve, prodotti da forno e surgelati, che completano una filiera capace di puntare sempre di più a mercati esteri di fascia alta. 

Parallelamente cresce il settore moda: il distretto TAC casertano rappresenta il 14% delle imprese attive in Campania e, come evidenziano i commenti, si è ritagliato un ruolo strategico nella produzione conto terzi per brand italiani ed europei. La formazione sull’export digitale e l’uso strategico dei marketplace esteri sono sempre più centrali per le aziende che vogliono uscire dai confini nazionali. 

L’obiettivo – secondo le opinioni degli operatori del settore – ora è consolidare i mercati già attivi e spingere verso nuove aree di sviluppo, con il Sud Italia che guarda con ambizione a un futuro fatto di competitività, innovazione e reti internazionali. 

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