Nonostante sia trascorso appena un mese dall’ultimo agguato andato in scena a Ponticelli, la vicenda è già finita nel dimenticatoio. E’ rapidamente calato il sipario sull’omicidio di Enrico Capozzi, il 36enne, padre di tre figli, freddato nei pressi della sua abitazione nel parco Merola.
Tutto lascia presagire che Capozzi sia stato vittima di una duplice vendetta: in quanto figlio di una cugina dei Sarno, all’indomani del ritorno a Ponticelli del boss e collaboratore di giustizia Vincenzo Sarno che aveva lanciato un plateale guanto di sfida ai De Micco, ma anche in quanto imprenditore che ha denunciato e fatto arrestare il suo estorsore, il ras dei “bodo” Antonio Nocerino.
Un omicidio che ha colpito e turbato Gennaro Panzuto, un tempo elemento di spicco della camorra napoletana, poi passato dalla parte dello Stato e attualmente attivista impegnato nel contrastare le dinamiche camorristiche, promuovendo iniziative finalizzate a divulgare la cultura della legalità.
Non a caso, in queste ore ha pubblicato un video per porre l’accento sul silenzio che accompagna l’omicidio di Capozzi e chiedere verità e giustizia, affinché venga fatta luce sulle circostanze in cui è maturato l’agguato.
Panzuto ha anche lanciato un appello ai ponticellesi, invitandoli a denunciare gli esponenti della criminalità locale e a segnalare alle forze dell’ordine tutte le informazioni utili a sradicare la camorra dal quartiere. Un messaggio finalizzato a invogliare i cittadini a vincere la paura per consentire alla forze dell’ordine di fare il loro dovere.











