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Meloni indagata con i suoi ministri: le accuse, cosa rischia la premier

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
4 Febbraio, 2025
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Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile: approvato decreto legge

Italian Prime Minister Giorgia Meloni during a press conference at the end of a meeting of the Council of Ministers, 7 September 2023. ANSA/FABIO FRUSTACI

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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni appare in un video e annuncia di essere indagata per favoreggiamento e peculato. Il caso è quello del comandante libico Almasri: arrestato perché accusato di crimini contro l’umanità e poi rilasciato e riportato in Libia con aereo di Stato. Oltre a Meloni, hanno ricevuto la notizia di iscrizione nel registro degli indagati anche i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano. 

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L’inchiesta è stata aperta dopo la denuncia fatta due giorni dopo la scarcerazione e l’espulsione di Almasri dal penalista Luigi Li Gotti. Chiede agli inquirenti di “svolgere indagini sulle decisioni adottate e favoreggiatrici di Almasri, nonché sulla decisione di utilizzare un aereo di Stato per prelevare il catturato (e liberato) a Torino e condurlo in Libia”.

Almasri è stato arrestato il 19 gennaio scorso a Torino perché su di lui pendeva un mandato dell’Interpol su richiesta dell’Aia. La procura ha inviato una prima informativa al ministero della Giustizia, seguita da quella della procura generale di Roma il giorno successivo. Il 21 gennaio, trascorse le 48 ore consentite dalla legge per trattenere il ricercato, e in mancanza di una risposta del ministero, Almasri è stato rilasciato ma contestualmente espulso per i motivi indicati da Piantedosi, rimpatriato perché pericoloso. Il governo ha scelto la via del rimpatrio immediato: l’alternativa sarebbe stata emettere nei suoi confronti una misura cautelare in attesa di ulteriori passi nei suoi confronti.

Perché Meloni è indagata, quali sono le accuse

La prima accusa contro Meloni è di favoreggiamento personale. Ovvero di avere aiutato Almasri a evitare le indagini. È previsto dall’articolo 378 del Codice penale: “Chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione (…) aiuta taluno a eludere le investigazioni dell’Autorità, comprese quelle svolte da organi della Corte penale internazionale, o a sottrarsi alle ricerche effettuate dai medesimi soggetti, è punito con la reclusione fino a quattro anni”.

La seconda accusa contro la premier Meloni è peculato. L’articolo del codice penale è il 314. Si tratta di un illecito che riguarda in particolare i pubblici ufficiali o gli incaricati di pubblico servizio. Se uno di loro, “avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni e sei mesi”.  Nel caso specifico il riferimento è al fatto che Almasri sia stato rimpatriato con un volo di Stato.   

Adesso il caso sarà valutato dal tribunale dei ministri. Si tratta di una sezione specializzata del tribunale ordinario competente per i reati commessi dal presidente del Consiglio e dai ministri nell’esercizio delle loro funzioni.

La Procura di Roma si è attivata dopo avere ricevuto la denuncia. Come previsto dalla legge, ha inviato tutto al tribunale dei ministri che ha 90 giorni di tempo per valutare la vicenda. Può svolgere indagini, ascoltare le persone coinvolte e affidare anche deleghe agli investigatori per effettuare una serie di accertamenti. Ci sono poi due opzioni: avanzare richiesta di archiviazione – e non sarebbe impugnabile – o inviare tutto alla procura perché chieda alle Camere l’autorizzazione a procedere. La Camera competente può negare, a maggioranza assoluta, l’autorizzazione se ritiene che la persona soggetta a indagine abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico. Se invece concede l’autorizzazione a procedere, il giudizio di primo grado spetta al tribunale ordinario del capoluogo del distretto di corte d’appello competente per territorio. 

La prima e immediata conseguenza dell’indagine su Meloni e suoi ministri è che Nordio e Piantedosi e che non si sono presentati alle Camere, dove erano attesi proprio per riferire sul caso Almasri. Fonti di governo hanno fatto sapere che l’informativa “per il momento salta”. Non è da escludere che quando sarà riprogramnata in aula ci sia direttamente Meloni. Pare che la stessa Meloni stia valutando questa mossa.

Un’altra conseguenza potrebbe riguardare il caso Santanchè. La valutazione sul ministro del Turismo e le possibili dimissioni potrebbero essere “congelate” vista la situazione che si è creata.

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