Dal 2025 le ricette mediche saranno solo in formato digitale, come prevede la Legge di Bilancio. Una novità destinata a introdurre inevitabili disagi, soprattutto per la fascia anziana della popolazione, che dovrà scaricare non solo le ricette “rosse” del Servizio Sanitario Nazionale ma anche quelle “bianche” che i cittadini devono pagarsi da soli.
“L’idea di dematerializzare tutte le ricette, come previsto dalla Manovra, è quanto meno prematura e potrebbe bloccare l’attività dei medici e impedire l’accesso dei pazienti a farmaci e prestazioni importanti”, ha dichiarato il segretario della Fimmg Silvestro Scotti. Come denuncia l’associazione, infatti, alcuni farmaci potrebbero essere non dematerializzabili, come sonniferi e tranquillanti.
L’articolo 54 della Legge di bilancio prevede che dall’anno prossimo “al fine di potenziare il monitoraggio dell’appropriatezza prescrittiva nonché garantire la completa alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico, tutte le prescrizioni a carico del Servizio sanitario nazionale e dei Servizi territoriali per l’assistenza sanitaria al personale navigante, marittimo e dell’Aviazione civile e a carico del cittadino sono effettuate nel formato elettronico”.
Tuttavia, questo non prevederà sanzioni perché, come prevede sempre lo stesso articolo, “le regioni, nell’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza e controllo, assicurano, per mezzo delle autorità competenti per territorio, l’attuazione” di questa misura. Ciò significa che nessuno vieterà a medici e cittadini di continuare a stampare le ricette, quando richiesto.
La novità presente nella Manovra, che sarà in vigore appena verrà pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale, non potrà non avere conseguenze per i più anziani: non sono molti gli over 65 in grado di scaricare digitalmente le ricette mediche che dal 2025 saranno solo in formato digitale, non solo le “rosse” targate Servizio Sanitario Nazionale, ma anche quelle “bianche” per i farmaci che i cittadini si pagano da soli.











