• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
domenica, 31 Maggio, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Messaggi dal 41 bis: il boss Zagaria nel mirino dell’Antimafia, ma prima di lui Ciro Sarno ha fatto scuola

Luciana Esposito di Luciana Esposito
17 Maggio, 2022
in Cronaca, In evidenza
0
Messaggi dal 41 bis: il boss Zagaria nel mirino dell’Antimafia, ma prima di lui Ciro Sarno ha fatto scuola

Ciro Sarno e Michele Zagaria

Share on FacebookShare on Twitter

michele-zagaria-2Il boss dei Casalesi Michele Zagaria è accusato di aver continuato a reggere le redini del clan dei Casalesi, anche dopo il suo arresto, inviando messaggi in codice alla sorella durante i colloqui, ma anche durante i processi che lo vedono coinvolto.

ADVERTISEMENT

Zagaria, dinanzi al tribunale di Napoli Nord, si è sottoposto all’esame del pubblico ministero della Dda Maurizio Giordano, respingendo le accuse mosse dall’Antimafia, spiegando che quelli intercorsi con la sorella erano solo di normali colloqui su vicende personali e familiari. Un esame durato circa due ore e mezza in cui il boss fornito la sua versione in merito ad una serie di circostanze emerse durante i colloqui al carcere di Tolmezzo dove era detenuto. Conversazioni, a suo dire, di carattere personale e familiare: “Mi preoccupavo del loro stato di salute e loro si preoccupavano del mio”, ha dichiarato Zagaria

Secondo l’accusa il boss detenuto avrebbe impartito ordini sia durante i colloqui in carcere sia attraverso i videocollegamenti durante i processi a cui partecipa e durante i quali spesso e volentieri il capoclan prende la parola.

Dalla relazione di un ispettore della polizia penitenziaria emerge “un’intesa di sguardi” tra Zagaria e sua sorella durante un colloquio del giugno del 2020. Zagaria e la sorella commentano la vicenda relativa al caos sulla scarcerazione di Pasquale Zagaria, parlano di una puntata di “Non è l’Arena” andata in onda la sera precedente. Poi vengono affrontate questioni prevalentemente familiari fino a quando Zagaria e sua sorella si avvicinano al vetro, scambiandosi un’intesa di sguardi, pronunciando frasi sottovoce.

Messaggi indecifrabili, apparentemente innocui, se captati da soggetti estranei alle dinamiche camorristiche, ma che nel linguaggio in codice della camorra assumono un significato preciso.

Ciro Sarno e Michele Zagaria
Ciro Sarno e Michele Zagaria

Per lo stesso motivo, prima del boss Michele Zagaria, nel mirino della DDA partenopea è finito Ciro Sarno, ex Leader Maximo dell’area orientale di Napoli, oggi collaboratore di giustizia.

L’ex boss di Ponticelli, quando era in regime di detenzione ordinaria, ma anche negli ultimi anni trascorsi al 41 bis, prima di intraprendere la strada del pentimento, riusciva con estrema facilità e disinvoltura a diramare messaggi ai suoi fedelissimi, commissionando finanche omicidi.

«In aula – spiega lo stesso Ciro Sarno nel corso di un’udienza, interrogato dal Pm Vincenzo D’Onofrio – riuscivo a comunicare con l’esterno. Innanzitutto, riuscivo a tranquillizzare i miei ed era un compito decisivo per la sopravvivenza del clan. Quando le cose si mettevano male, quando capivo che c’era preoccupazione per qualcuno che poteva pentirsi, riuscivo a dialogare durante le udienze e a lanciare messaggi. C’era chi mi capiva, c’era chi riusciva a interpretare gesti, segni e mimica. In aula o durante i colloqui con i parenti (…) decine di volte, durante i processi in Corte d’Assise riuscivo a farmi capire, riuscivo ad imporre la mia volontà rimanendo seduto dietro le sbarre durante un’udienza dibattimentale. C’era chi riusciva a capirmi. In aula, durante un processo o nelle anticamere di un colloquio tra detenuti al 41 bis».

Ad onor del vero, il sequestro e l’omicidio di Anna Sodano furono organizzati proprio attraverso gli ordini che il boss Ciro Sarno aveva impartito alla “Pazzignana” Luisa De Stefano e al fratello Vincenzo, nel corso di un’udienza in tribunale. Malgrado il boss fosse relegato nella cella e i suoi sodali seduti tra le persone presenti in aula per assistere al processo, gli ordini impartiti dal boss Ciro Sarno furono seguiti alla lettera. Anna Sodano, la prima collaboratrice della storia della camorra dell’area est di Napoli ad aver pagato con la vita il desiderio di fuggire dalle feroci regole del sistema, fu vittima della trappola pianificata dal boss e commissionata ai suoi preziosi alleati, durante le udienze di un processo penale.

Luisa De Stefano era molto amica della Sodano e lei per prima fu tratta in inganno dal boss che le fece credere di voler sottrarre la donna dalle grinfie della magistratura per spedirla in una località sicura, dove avrebbe condotto una vita tranquilla ed agiata insieme ai suoi figli e che il clan non le avrebbe mai fatto mancare nulla. La De Stefano confermò al boss di essere in contatto con l’amica, Ciro Sarno le impartì l’ordine di farla tornare nel rione e contestualmente consegnò al fratello Vincenzo la sentenza di morte per Anna Sodano, ma anche per il marito Gennaro Busiello, affiliato al clan Sarno. Busiello, anch’egli detenuto, doveva essere ucciso, una volta tornato in libertà, per sventare il pericolo di un ipotetico pentimento o di una sanguinaria vendetta.

una-foto-darchivio-del-boss-oggi-pentito-ciro-sarno

“Uccidi a tutti e due”, questa la frase secca e risoluta che il boss Ciro Sarno consegna al fratello Vincenzo per ordinare la morte di Anna Sodano e del suo compagno, Gennaro Busiello.

“Sapendo che la Sodano era molto amica di De Stefano Luisa, – si legge in uno dei tanti verbali in cui sono riportate le dichiarazioni di Ciro Sarno in veste di collaboratore di giustizia – moglie di Schisa Roberto e nipote di Piscopo Luigi, ‘o pazzignano, la quale regolarmente si presentava al processo in corso innanzi al tribunale di Napoli, decisi di utilizzare costei per la Sodano a tornare indietro, già avendo in animo di farla uccidere, sebbene la De Stefano non sapesse di queste mie intenzioni. Comunicai con quest’ultima perlopiù a gesti. Era una donna sveglia che riuscì a comprendere ciò che le chiesi. Fatto sta che ella mi rassicurò che si sarebbe interessata a fare quanto le chiedessi. Quando mi venne comunicato che la De Stefano era riuscita a convincere la Sodano a rientrare al rione, diedi immediatamente incarico a mio fratello Vincenzo, all’epoca l’unico di noi libero, di uccidere immediatamente la donna. All’udienza successiva Vincenzo mi rassicurò che era andato tutto bene, facendomi intendere che aveva portato a termine l’incarico che gli avevo dato”.

Sguardi, mimica, gesti impercettibili: lo spiega bene, Ciro Sarno, il linguaggio in codice della camorra. Quello capace di eludere i controlli e perfino di penetrare i vetri blindati che separano gli interlocutori durante i colloqui al 41 bis.

 

ADVERTISEMENT
Prec.

Il servizio veterinario della ASL Napoli 1 Centro stamattina libera un gheppio e dieci cardellini al Real Bosco di Capodimonte

Succ.

Arriva in libreria “Il sonno della ragione” di Federica Catalano, il libro che svela il mistero delle streghe di Benevento

Può interessarti

Afragola, incendiato lo striscione con il volto di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dall’ex fidanzato
Cronaca

Afragola, incendiato lo striscione con il volto di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dall’ex fidanzato

30 Maggio, 2026
Gabriella Onesto: la donna che provò a fermare il pentimento di Tommaso Schisa
Cronaca

Gli incubi di Gabriella Onesto e quella frase terribile: «Tommaso Schisa meglio morto che pentito»

30 Maggio, 2026
Tommaso Schisa: l’esempio di cui i giovani aspiranti boss di Ponticelli avevano bisogno
Cronaca

Quando il clan dichiarò guerra al proprio figlio: il giorno in cui Tommaso Schisa scelse di collaborare

30 Maggio, 2026
Trema la camorra di Ponticelli: si è pentito Tommaso Schisa, figlio della “pazzignana” Luisa De Stefano
Cronaca

Perché il pentimento di Tommaso Schisa terrorizzava la camorra più di cento carabinieri

30 Maggio, 2026
Gabriella Onesto: la donna che provò a fermare il pentimento di Tommaso Schisa
Cronaca

Gabriella Onesto: la donna che provò a fermare il pentimento di Tommaso Schisa

30 Maggio, 2026
Ponticelli: ecco come i clan alleati gestivano la compravendita delle case popolari
Cronaca

Gabriella Onesto, l’ergastolo e il prezzo della vendetta

30 Maggio, 2026
Succ.
Arriva in libreria “Il sonno della ragione” di Federica Catalano, il libro che svela il mistero delle streghe di Benevento

Arriva in libreria “Il sonno della ragione” di Federica Catalano, il libro che svela il mistero delle streghe di Benevento

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

Afragola, incendiato lo striscione con il volto di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dall’ex fidanzato

Afragola, incendiato lo striscione con il volto di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dall’ex fidanzato

di Redazione Napolitan
30 Maggio, 2026
0

Ad Afragola qualcuno ignoti hanno dato fuoco allo striscione che ritraeva il volto di Martina Carbonaro, la 14enne vittima di...

Gabriella Onesto: la donna che provò a fermare il pentimento di Tommaso Schisa

Gli incubi di Gabriella Onesto e quella frase terribile: «Tommaso Schisa meglio morto che pentito»

di Luciana Esposito
30 Maggio, 2026
0

Durante le notti introdotte dalla decisione di Tommaso Schisa di collaborare con la giustizia, Gabriella Onesto smette praticamente di dormire....

Giugno al Parco di Ercolano: due occasioni per visitare gratis

Giugno al Parco di Ercolano: due occasioni per visitare gratis

di Redazione Napolitan
30 Maggio, 2026
0

Il Parco Archeologico di Ercolano apre le sue porte gratuitamente per due domeniche consecutive nel mese di giugno, offrendo a...

“Weekend di fuoco” in Campania: torna il gran caldo

Caldo: Vaia, “Non solo emergenze stagionali: contro caldo e zanzare occorrono interventi strutturali”.

di Redazione Napolitan
30 Maggio, 2026
0

"Con temperature così elevate già alla fine di maggio, soprattutto gli anziani devono prestare la massima attenzione, restando in casa...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?