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Afghanistan: necessaria l’azione di governo italiano e comunità internazionale per la difesa dei diritti umani

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
19 Agosto, 2021
in In evidenza, News
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Afghanistan: necessaria l’azione di governo italiano e comunità internazionale per la difesa dei diritti umani
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desktop_3b943bae-795d-4448-8d8e-3aeb2ac5156c-e1613857459315Il deteriorarsi delle condizioni in Afghanistan, già fortemente provato da una guerra civile strisciante, pone il Governo italiano e la comunità internazionale tutta di fronte all’obbligo di un’azione immediata in difesa dei diritti umani.
L’accordo di pace tra Stati Uniti e talebani, siglato a Doha nel febbraio 2020 in vista della proposta di ritiro delle truppe statunitensi, ha rimandato la questione di una soluzione politica in Afghanistan ai colloqui diretti tra rappresentanti del governo afgano da una parte e rappresentanti dei talebani dall’altra. Così sono iniziati i cosiddetti “colloqui intra-afghani” lo scorso settembre a Doha, in Qatar e a dicembre, le squadre negoziali avevano raggiunto un accordo solo sulle regole procedurali per avviare i veri e propri negoziati di pace .
Nonostante i colloqui di pace, durante l’intero anno il conflitto armato ha continuato a mietere vittime tra i civili e a far crescere il numero di sfollati interni. Stando a quanto riportato dalla Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UN Assistance Mission in Afghanistan – Unama) tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2021, sono state censite 5.183 vittime civili – 1.659 uccisi e 3.524 feriti, fra i quali un numero altissimo di ragazze, donne e bambini. Il numero totale di civili uccisi e feriti è aumentato del 47 per cento rispetto alla prima metà del 2020, invertendo la tendenza degli ultimi quattro anni e, rispetto ai primi sei mesi del 2020, il numero di bambine e donne uccise o ferite è pressoché raddoppiato .
I diversi gruppi armati sono stati collettivamente responsabili del deliberato attacco e dell’uccisione di civili, tra cui insegnanti, operatori sanitari, operatori umanitari, giudici, leader tribali e religiosi e dipendenti statali. Gli attacchi si sono manifestati in aperta violazione del diritto internazionale umanitario, prendendo deliberatamente di mira persone e obiettivi civili.
I minori hanno continuato, inoltre, a essere reclutati per il combattimento, in particolare da gruppi armati e dalle forze di sicurezza afghane, tra cui milizie filogovernative e polizia locale, e hanno subìto molteplici violenze, compresi abusi sessuali. Secondo l’Unama, l’Afghanistan ha continuato a essere uno dei paesi più mortali al mondo per i bambini.
Gli ultimi giorni hanno visto un’escalation mortale dei combattimenti nelle province afghane aggravando ulteriormente le sofferenze indicibili di un paese in cui, stando ai dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), oltre 5 milioni di persone sono già sfollate all’interno del Paese e vivono in condizioni al limite della sopravvivenza. Un numero destinato ad aumentare di oltre 359.000 nuovi sfollati nel 2021, sempre secondo le stime di OIM. Solo nell’ultimo mese circa 75.000 minori sono stati costretti ad abbandonare le loro case.
Di fronte all’attuale quadro di repentino deterioramento delle condizioni di sicurezza interna del Paese, chiediamo al Governo italiano di:
1. Esortare tutte le parti in conflitto e adoperarsi in seno alla comunità internazionale per porre fine alla violenza, proteggere l’accesso umanitario e rispettare il diritto umanitario internazionale.
2. Assicurare rapidamente l’apertura di corridoi ed evacuazioni umanitarie verso l’Italia non solo per chi abbia collaborato con militari, diplomatici italiani e organizzazioni umanitarie, ma per chiunque si trovi in condizioni di vulnerabilità, garantendo loro sicurezza e incolumità, anche su suolo italiano.
3. Aumentare le quote relative ai reinsediamenti e sostenere eventuali canali di ingresso integrativi anche promossi dalla società civile. Chiediamo inoltre che alle frontiere italiane venga garantito il diritto di asilo e il pieno accesso alle procedure per la sua richiesta e che si monitori affinché non avvengano respingimenti. Infine, che l’Italia si adoperi in sede UE affinché nessuno stato membro attui rimpatri forzati di cittadini afghani.
4. Tutelare e promuovere i diritti delle donne e dei bambini, vittime di violenze e discriminazioni. A tal fine, l’Italia dovrebbe sostenere la società civile locale e l’attuazione di programmi di promozione e tutela dei diritti umani.
Roma, 19 agosto 2021
Le organizzazioni firmatarie:
Action Aid Italia
Afgana Associazione di sostegno alla società civile afgana
Aidos – Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo – Onlus
Amnesty International Italia
AOI- Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale
CGIL
CINI – Coordinamento Italiano NGO Internazionali
Cpo-Fnsi
DonneinQuota
DonnexDiritti Network
GiULiA giornaliste
Giuristi Democratici
Iniziativa femminista
Libera contro le Mafie e Gruppo Abele
Oxfam Italia
Period Think Tank Aps
Rete Italiana Pace e Disarmo
Save the Children
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