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Camorra Ponticelli: Giuseppe Righetto cercò di ottenere un ruolo nella quinta stagione di “Gomorra”

Luciana Esposito di Luciana Esposito
18 Aprile, 2021
in Cronaca, In evidenza
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Camorra Ponticelli: Giuseppe Righetto cercò di ottenere un ruolo nella quinta stagione di “Gomorra”
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screenshot_20201028_113150_com-fac_Cresce l’attesa tra i fans di “Gomorra” che attendono trepidanti la messa in onda della quinta ed ultima stagione.

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La serie tv cult di Sky Original prodotta da Cattleya in collaborazione con Beta Film, nata da un’idea di Roberto Saviano, è destinata ad emulare il successo che ha accompagnato le prime quattro stagioni, non solo in Italia, ma anche negli oltre 190 territori in cui è stata venduta.

Una serie, ispirata a fatti di camorra realmente accaduti, che nel corso degli anni ha registrato un plebiscito di consensi da parte di pubblico e critica, ottenendo anche numerosi premi.

Le riprese della quinta ed ultima stagione, iniziate a Riga e proseguite a Napoli, si protrarranno fino a maggio e fin qui hanno consacrato Ponticelli come una delle location più utilizzate per le riprese, soprattutto perchè la quarta stagione è terminata con l’avvio della latitanza del boss Gennaro Savastano, interpretato dall’attore Salvatore Esposito, giunto in un angusto bunker ricavato nelle cosiddette “case murate” del Rione De Gasperi di Ponticelli per effetto dell’appoggio garantito dall’unico alleato pronto a supportarlo nell’ennesima guerra: ‘O Maestrale, un misterioso boss di Ponticelli.

Per questo motivo le riprese dell’ultima attesissima stagione di “Gomorra” si sono svolte soprattutto nella periferia orientale di Napoli e hanno visto la troupe approdare per la prima volta anche in via Franciosa, l’arsenale del clan Casella. 

Un’invasione recepita di buon grado dai vertici della cosca, tutt’altro che seccati dalla presenza di riflettori e telecamere, seppure si siano visti costretti a rallentare gli affari.

A manifestare particolare interesse per la pellicola in via di realizzazione nella zona di sua stretta competenza è stato soprattutto Giuseppe Righetto detto ‘o blob, 36enne fratellastro dei Casella, ritenuto elemento di spicco del clan.

Dunque, ‘o Blob – secondo il racconto dei residenti nella zona che nel gergo locale è nota anche come “aret’ a barr'” – avrebbe osservato con grande partecipazione ed interesse le riprese della quinta stagione di Gomorra ambientate in via Franciosa, seguendo come un’ombra attori e membri della produzione con un intento ben preciso: ottenere un ruolo come comparsa. 

Ci teneva tanto ad apparire in quella pellicola, anche se per pochi istanti, Peppe ‘o blob, figura istrionica dal carattere esuberante, dall’atteggiamento spocchioso ed irriverente che tanto ama stare al centro dell’attenzione.

Marcare la scena della serie tv, ispirata a fatti di camorra, più famosa al mondo, avrebbe appagato ‘o Blob, non solo perchè sarebbe così riuscito a compiere un mero atto di vanità personale, ma anche e soprattutto perchè figurando in quel distorto intreccio tra realtà e finzione che spesso vede i giovani interpreti della malavita emulare le gesta degli attori di “Gomorra”, Righetto avrebbe consacrato il suo status di leader maximo. Ritagliandosi un ruolo, seppur marginale, nell’ambito della produzione cinematografica più attesa e seguita anche nei rioni in odore di camorra di Ponticelli, Righetto avrebbe rimarcato sotto gli occhi di tutti, amici e soprattutto nemici, il suo status di capo indiscusso ed autorevole che tutto può, perfino ergersi a meteora tra le star del cinema. Proprio lui che ha provato il reale brivido della latitanza, quando fu raggiunto da un mandato di cattura nell’ottobre del 2018 e decise di consegnarsi spontaneamente, dopo 3 mesi vissuti da ricercato. Accusato di associazione mafiosa, traffico di droga e lesioni personali, Righetto fu assolto e scarcerato – insieme agli altri 13 imputati – un anno dopo, perchè il pubblico ministero aveva richiesto le autorizzazioni per intercettare il telefono, la casa e le auto dei sospettati, ottenendo però l’autorizzazione solo per le intercettazioni telefoniche. Di contro, gli avvocati dei 14 imputati fecero leva sul difetto di procedura, riuscendo ad ottenere l’assoluzione dei loro assistiti per non aver commesso il fatto. Un epilogo da film, quindi, la vicenda giudiziaria che di qui a poco vedrà i fratelli Casella e i loro fedelissimi tornare in tribunale per il processo d’appello.

Tuttavia, per quanto si sia dato da fare, Righetto non è riuscito nel suo intento. Pur avendo cercato in tutti i modi di ingraziarsi il parterre degli addetti ai lavori, Peppe ‘o blob non è riuscito a ritagliarsi un ruolo in “Gomorra – La Serie 5”, tornando così a concentrarsi sui reali intrecci camorristici che anche le sue gesta hanno concorso a delineare nel corso degli ultimi mesi.

O’ Blob non poteva sapere che gli sviluppi delle indagini avviate per far luce sui recenti fatti di sangue che si sono avvicendati a Ponticelli dallo scorso ottobre, di lì a poco avrebbero determinato delle circostanze in grado di negargli la gioia di assistere, almeno da spettatore, alla messa in onda della quinta stagione di “Gomorra”: lo scorso 21 marzo, infatti, Righetto è stato arrestato insieme a Nicola Aulisio, nipote dei Casella, accusato di essere l’esecutore materiale di due agguati. 

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