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Nuova ordinanza di De Luca: la Campania resta zona arancione

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
19 Dicembre, 2020
in In evidenza, News
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Emergenza Covid, Speranza firma nuova ordinanza: Campania in zona arancione
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campania-zona-arancione-01Durante la giornata di venerdì 18 dicembre il governo aveva stabilito che la Campania sarebbe diventata zona gialla a partire da domenica 20 dicembre fino al 23 dicembre, andandosi ad uniformare alle altre regioni italiane per effetto dell’entrata in vigore del decreto legge varato ad hoc per contenere assembramenti e spostamenti che potrebbero incrementare i contagi da covid-19 durante le festività natalizie.
L’Unità di Crisi della Regione Campania, riunita questa mattina, sabato 19 dicembre, però, ha ridisegnato le sorti confermando per la Campania le limitazioni già in vigore con la “zona arancione”.
Firmando l’ordinanza numero 98 il governatore De Luca ha quindi introdotto le seguenti misure di prevenzione e contenimento del contagio da Covid-19.
Per le attività di ristorazione sono previsti i ristori stabiliti a livello nazionale.
Con efficacia dal 20 dicembre 2020 e fino al 23 dicembre 2020:
Confermate tutte le misure vigenti alla data odierna per effetto di disposizioni statali – ivi comprese quelle di cui all’art.2 del DPCM 3 dicembre 2020 (cd. “zona arancione”) – nonché regionali (Ordinanza n. 96 del 10 dicembre 2020 su controlli degli arrivi e limitazioni alla mobilità sul territorio regionale) ;
Divieto per i bar e gli altri esercizi di ristorazione, dalle ore 11,00 del mattino, di vendita con asporto di bevande alcoliche e non alcoliche.
Per tutto l’arco della giornata, divieto di consumo di cibi e bibite, anche non alcoliche, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, ivi comprese le ville e i parchi comunali;
Per tutti gli esercizi commerciali, obbligo di misurazione della temperatura corporea agli avventori all’ingresso dei propri locali e di inibire l’ingresso laddove la temperatura risulti superiore a 37,5 ° C.
Raccomandazione ai Comuni e alle altre Autorità competenti di intensificare la vigilanza e i controlli sul rispetto delle disposizioni vigenti, in particolare nelle zone della cd. “movida”
Raccomandazione ai Comuni ai fini dell’adozione, laddove necessario, di provvedimenti di chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, ai sensi delle disposizioni vigenti, nonché delle disposizioni di cui al precedente punto 3.
Non si è fatta attendere la replica dei ristoratori campani.

Confesercenti Campania contesta apertamente il dietrofront tra Governo e Regione sullo status dei nostri territori, passati da zona “gialla” (per decreto nazionale) di nuovo a zona “arancione” (per delibera regionale) nel giro di poche ore, mandando in tilt le migliaia di aziende legate al food della Campania (sono circa 100mila).
«Si è creato un caos totale – esordisce Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania – i ristoratori appena stamane avevano saputo dal Governo che la Campania sarebbe tornata ad essere zona “gialla”, con possibilità dunque di riapertura a pranzo, e invece oggi pomeriggio al Regione si sveglia e ci fa tornare arancioni. E’ una tempistica inaccettabile, che non tiene assolutamente conto delle esigenze e delle modalità commerciali dei ristoratori, dei proprietari dei bar e di tutti coloro che lavorano con il food. Noi di Confesercenti Campania non mettiamo in dubbio e in discussione la gravità della pandemia, la sua pericolosità e le decisioni volte a tutelare la salute pubblica. Né c’è mancanza di rispetto del dato che gli ospedali sono pieni e che effettivamente c’è troppa gente in strada in questi ultimi giorni. La priorità resta la salute, per carità, ma si vuole tenere in debita considerazione, dopo mesi di pandemia e quindi di esperienza tratta sul campo, che bisogna prendere decisioni più chiare e nei tempi che consentano agli esercenti di organizzarsi?».
Il malcontento cresce a dismisura e i danni si accumulano, sostiene Confesercenti Campania.
Vincenzo Schiavo aggiunge: «I nostri ristoratori e i proprietari di bar e locali del food, dopo le decisioni di ieri sera del Governo Nazionale hanno già acquistato derrate alimentari alcune delle quali a consumo immediato (latticini, frutta, verdure); hanno già fatto una corsa contro il tempo per sanificare i luoghi interni ed esterni, hanno chiamato dipendenti a lavorare, sistemando logisticamente i propri locali. In media, in sostanza, hanno speso tra i 2500 e i 5000 euro che andranno bruciati totalmente. Non è accettabile avvisare la sera per la mattina che avrebbero riaperto e poi solo alle 15 che invece avrebbero richiuso. Oltre ai danni di questi mesi questo “balletto” di decisioni suona tanto come una beffa. Non se ne può più di provvedimenti che anche e soprattutto nei tempi- perché siamo consci della presenza di una terribile pandemia- distruggono la nostra economia. Governo e Regione è possibile che non si rendano conto che questo è un esercito di persone che sta già soffrendo e che molti di loro falliranno?  L’unica possibilità ora è che Governo e Regione immediatamente risarciscano gli imprenditori sia per il mancato incasso che rimborsandoli per queste ulteriori spese gettate al vento. La situazione è drammatica, i ristoratori sono disperati, hanno speso ulteriori soldi per niente: esigiamo risposte economiche immediate ed adeguate, altrimenti saremo costretti a valutare azioni legali a difesa delle imprese danneggiate».

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