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Camorra Ponticelli: omicidio Solla, iniziano a vacillare le accuse a carico del boss Luigi De Micco

Luciana Esposito di Luciana Esposito
16 Ottobre, 2020
in Cronaca, In evidenza
0
Camorra Ponticelli: omicidio Solla, iniziano a vacillare le accuse a carico del boss Luigi De Micco
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mediana_653678544211912015Colpo di scena nel corso del processo d’appello volto a far luce sulle circostanze in cui maturò l’omicidio del ras del Lotto O Salvatore Solla, ucciso in un agguato avvenuto proprio nel cuore del bunker dei De Luca Bossa il 23 dicembre 2016.

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Un’azione camorristica interamente costruita dalla Polizia di Stato e vissuta in diretta, attraverso le intercettazioni degli sms inviati da telefoni “usa e getta”.

Pochi giorni prima dell’agguato, Antonio De Martino – braccio destro di Luigi De Micco, accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di Solla – fu sottoposto ad un fermo nel corso del quale tentò di nascondere il telefono utilizzato per le comunicazioni con gli affiliati al clan poggiandolo sul cofano di un’auto parcheggiata poco distante. Un agente però riuscì ad intercettare il telefono, salvò il numero facendo uno squillo sul suo cellulare, dando così il via ad una serie di intercettazioni che hanno consentito di ricostruire minuziosamente le fasi topiche dell’agguato in cui perse la vita Salvatore Solla detto ‘o sadico.

Il botta e risposta a suon di sms necessari per pianificare la morte di Solla, ha inizio il 22 dicembre del 2016, un giorno prima dell’agguato, quando sfuma il primo tentativo di uccidere Solla che veniva indicato come «Banfi» in quei messaggi codificati in cui il clan decideva le sorti della sua vita, in virtù della vaga somiglianza con l’attore pugliese.

Quella sera il Napoli giocava in trasferta a Firenze e Luigi De Micco cerca di spronare il filatore con l’offerta di un regalo in arrivo, sottolineando che dopo la partita Solla avrebbe ripreso a girare nel rione, per controllare il territorio di sua competenza: «Amore impegnati che verrai premiato», «vedi che dopo il Napoli, questi comunque scendono in mezzo alla strada» sono alcuni stralci dei messaggi che De Micco invia al “filatore”.

I messaggi del 22 dicembre 2016

De Micco : «Ok cuore, dimmi ki vedi, dove e come».
Filatore : «Sta il parente di Banfi sopra al porticale».
De Micco : «Dimmi appena vedi Banfi o uno dei due cugini».
Filatore : «Stanno i ragazzi sotto casa loro».
De Micco : «Ki sono, dimmi i nomi».
Filatore : «Il parente di Banfi e Umb» (Umberto De Luca Bossa, ndr).
De Micco : «Amo’, aggiornami sempre, vedi se Banfi e Mikk (Michele Minichini, ndr) si mettono in qualche makkina. Tutto, aggiornami di tutto».
Filatore : «A Banfi nn lo vedo, stanno solo i ragazzi».
De Micco : «Amore impegnati, ke verrai premiato».

Quel giorno, tuttavia, il filatore non riesce a mettersi sulle tracce di Salvatore Solla. La mattina seguente, intorno alle 13.30, in via Decio Mure, il filatore intercetta Solla nell’auto di Giovanni Ardu, parcheggiata davanti a un’agenzia di scommesse.

Quindi, il filatore invia a Luigi De Micco l’sms che tanto desiderava ricevere: «Banfi sta nella macchina stilo grigia», «Banfi sta girando per le case».

Filatore : «Banfi sta sotto centro scommesse».
De Micco : «Dentro?».
Filatore : «Fuori».
De Micco : «Da solo?».
Filatore : «Sta fermo in makk».

Luigi De Micco non perde tempo e invia un messaggio ad Antonio De Martino, pronti a entrare in azione, che sta inviando loro le armi per l’agguato: «Amo’, state lì, vi aggiorno io, mo vi mando gli indumenti per stare pronti. Vestitevi presto e tenete auto a portata di mano».
De Micco al killer: «Sta fuori scommesse».
Killer : «Ok andiamo».
De Micco a Filatore: «Se succede avvisami».
Filatore : «Hanno fatto».
Killer a De Micco: «Vien, muovt».
De Micco a killer: «Butta», riferendosi al telefono.

De Micco no perde tempo e manda un messaggio ad Antonio De Martino: «Vestitevi presto, tenete l’auto a portata di mano»; «mandami un messaggio appena siete pronti». Tocca ancora al filatore: «Banfi sta sotto il centro scommesse»; «sta fermo»; «sta ancora lì»; «c’è amo lo vede».

Pochi minuti dopo il filatore invia a De Micco un messaggio secco ed inequivocabile che gli conferma che Solla è stato ucciso: «Hanno fatto».
Negli attimi immediatamente successivi al delitto, De Micco impartisce gli ultimi ordini ai suoi uomini: «Butta», scrive il boss al killer e al filatore, facendo chiaro riferimento alla necessità di disfarsi delle schede sim usate per organizzare il delitto.

A uccidere Salvatore Solla, secondo quanto emerso dall’inchiesta del pm Antonella Fratello, sono stati Luigi De Micco, Davide Principe, Antonio De Martino, Alessio Esposito e Nicola Pizzo. Non è stato invece ancora identificato il «filatore», cioè la persona che tramite sms segnalava a De Micco la presenza di Solla.

Seppur sia chiaro il ruolo ricoperto dal boss Luigi De Micco nell’ambito dell’omonimo clan, gli avvocati difensori del ras dei Bodo contestano un intercettazione ambientale poco chiara, simile a un grugnito che renderebbe incomprensibile quanto riferito dal fratello di Marco e Salvatore De Micco in relazione al movente dell’agguato. Secondo quanto emerso dalle indagini investigative, oltre che dalle dichiarazioni rese dai pentiti Rocco Capasso e Ciro Niglio, Solla pagò con la vita il diniego di corrispondere ai “Bodo” la tassa sulla piazza di spaccio che gestiva nel Lotto O. 

Luigi De Micco ed Antonio De Martino sono stati condannati all’ergastolo per l’omicidio Solla nel dicembre del 2018. Quest’oggi, tuttavia, la prima sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha accolto la richiesta avanzata dagli avvocati difensori di Luigi De Micco relativa alla rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale attraverso una nuova consulenza fonica o l’espletamento di una nuova perizia, attesa per il prossimo 9 dicembre.

 

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