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Raffaello: storia di un’icona neomelodica, tra manette e tormentoni

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
15 Agosto, 2015
in Cronaca, In evidenza
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Raffaello: storia di un’icona neomelodica, tra manette e tormentoni
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CRO - Migliaccio RaffaeleRaffaele Migliaccio, nome d’arte Raffaello, originario di Casoria, classe 1987 è uno dei più fervidi esponenti del genere musicale che la rivista Rolling Stones ha ribattezzato “Pop Nap Sound”, autentica icona, quindi, del mondo neomelodico traghettato verso uno stile diverso proprio dalla nuova generazione, in grado di dettare legge anche in termini di moda tra i giovani ragazzi napoletani.

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Dalla cresta e le basette più pronunciate, al classico ciuffo fonato, dagli orecchini all’abbigliamento: Raffaello è stato per decenni un esempio da emulare per i fan.

Una carriera iniziata all’età di 12 anni e proseguita tra l’alternarsi di hit che per tempo immemore hanno riecheggiato tra bassi, vicoli e case popolari e controverse vicende giudiziarie.

“Scivola quel jeans”, il primo brano più gettonato, quello che ha consegnato a Raffaello un posto inamovibile tra le icone di genere. Un successo rilanciato dal brano “la nostra storia” che figura anche tra le hit selezionate per la colonna sonora di “Gomorra”, il film ispirato all’omonimo libro di Roberto Saviano.

Amato dalle ragazze, imitato dai ragazzi, la vista di Raffaello tra le strade di Napoli e delle periferie manda il traffico in tilt e genera autentiche scene di delirio, la carriera di Raffaello sembra destinata ad occupare un inamovibile posto di rilievo nell’ambito della scena neomelodica partenopea ed invece si susseguono un’escalation di eventi che sovvertono tale presagio: nella notte tra il 16 e il 17 luglio del 2011, mentre era bordo della sua moto, rimane vittima di un incidente, in seguito al quale riporta un trauma toracico.

Qualche giorno prima, però, il cantante aveva collezionato la prima di una lunga serie di vicende giudiziarie: il 6 luglio 2011 Raffaello viene arrestato per violenza a pubblico ufficiale per aver aggredito in strada un vigile del fuoco e condannato in direttissima ad un anno con la condizionale.

Il 25 luglio dell’anno successivo, invece, saluta pubblicamente durante un concerto il boss referente di cosa nostra Gino Abbate, detto “Ginu u’mitra”, mentre lo scorso aprile Raffaello viene nuovamente arrestato per tentata corruzione a pubblico ufficiale, in quella circostanza, infatti, cercò di sottrarsi all’arresto rivolgendo all’agente frasi del tipo:”Non avete capito chi sono? Sono un famoso cantante, non avete rispetto per il successo?”.

Proprio nel corso di queste ore si è consumato l’ennesimo arresto. Dopo due giorni nel carcere di Santa Maria Capua Vetere ha ottenuto gli arresti domiciliari. Il cantante è stato arrestato con l’accusa di aver sparato, il 20 giugno 2015, contro i clienti di un ristorante dell’Agro aversano e di aver ferito un cameriere del locale, peraltro, non era coinvolto nella lite. Il cantante è stato fermato lo scorso mercoledì, mentre ieri il gip presso il tribunale di Napoli Nord ha emesso nei confronti del noto cantante napoletano un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Raffaello, dopo due giorni nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, ha ottenuto i domiciliari, da scontare presso la sua abitazione di Casoria.

 

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