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“A Sud dell’Impero: Musiche dal Sud del Mondo”

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
19 Febbraio, 2015
in Musica
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“A Sud dell’Impero: Musiche dal Sud del Mondo”
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foto TecoVenerdì 20 Febbraio alle 21.00 presso il Te.Co Teatro di Contrabbando la band napoletana de I Finti Illimani presenta in esclusiva nello spazio di Via Diocleziano 316 la serata-concerto dal titolo “A sud dell’Impero – Musiche dal Sud del Mondo“. Il concerto vedrà insieme realtà musicali accomunate dallo stesso sentire: Blues di fine ottocento, canzoni country di protesta, canzoni cilene, musiche balcaniche, napoletane, pugliesi e composizioni originali, ben contaminate, miscelate e servite calde! Ospiti della serata saranno le Valigie in Viaggio (ViV), gruppo al femminile di origine campana, e Gordon Poole che ha pubblicato recentemente il cd Words&Music prodotto dal basso e registrato nei Finti-Illimani Records. Una serata all’insegna della buona musica, delle storie di ribellione e di lotta.

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I Finti-Illimani sono un gruppo musicale napoletano, autofinanziato, no-profit nato nel 2000, nel sottoscala-deposito di ‘O Pappece, storica bottega del commercio equo e solidale di Napoli. Da sempre impegnati in contesti di impegno politico e sociale, negli ultimi hanno spesso suonato a sostegno di realtà schierate politicamente e impegnate civilmente. Il loro repertorio fatto di musiche originali ai confini dei generi, della musica etnica e della nuova canzone cilena, ha dato vita nel 2012 alla pubblicazione dell’album “Quando i Treni Viaggiavano Sicuri” Un viaggio musicale in un treno ideale che percorre gli ultimi quaranta anni di politica internazionale seguendo il filo nero che corre sui binari che collegano le dittature sudamericane alle vicende italiane ed internazionali. Un viaggio tra i due 11 Settembre – l’inizio della dittatura di Pinochet in Cile e l’attacco alle Twin Towers a corollario di undici anni di musica militante, indipendente e socialmente impegnata. Registrato a Napoli e a Santiago de Cuba con la partecipazione di Daniele Sepe, Gordon Poole, Andrea Campese, Romilda Bocchetti e realizzato tramite le produzioni dal basso, edito dalla Marotta&CafieroEditori con la collaborazione del Gridas, gruppo risveglio dal sonno.

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Sette colpi di pistola contro un asilo privato, un proiettile che raggiunge la finestra di un'abitazione al piano superiore e una denuncia per tentata estorsione presentata nell'agosto del 2025. Ad Acerra, il raid contro una struttura dedicata all'infanzia riaccende l'attenzione sul fenomeno delle intimidazioni e del racket nell'area a nord di Napoli. A raccontare il precedente è Maria De Rosa, proprietaria dell'asilo, che ha dichiarato di aver denunciato un tentativo di estorsione attribuito a persone che riteneva legate ad ambienti criminali del territorio. Dopo gli spari, la donna ha lanciato un appello alle istituzioni affinché non venga lasciata sola.  «Sette colpi di pistola non fermeranno il mio coraggio. Non abbasserò la testa. Ho scelto di stare dalla parte dello Stato e ora chiedo allo Stato di stare dalla mia parte», ha affermato De Rosa ai media, ribadendo la volontà di non arretrare dopo quanto accaduto. Il raid in via Stendardo: un proiettile raggiunge un'abitazione Gli spari sono stati esplosi nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre contro l'asilo privato in via Stendardo, ad Acerra. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e gli investigatori del Nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, impegnati nei rilievi e nella ricostruzione della dinamica. Secondo quanto riferito dalla proprietaria, sono stati esplosi sette colpi. Uno dei proiettili ha oltrepassato la finestra di un'abitazione situata al piano superiore della struttura. Un dettaglio che evidenzia la pericolosità dell'azione, anche per le persone che vivono nell'edificio. Al momento non risultano feriti.  L'identità di chi ha sparato e il movente restano da accertare. Gli investigatori dovranno verificare se esista un collegamento tra il raid e la denuncia presentata nel 2025, senza escludere altre piste. «Ho fatto la mia parte, ora lo Stato mi stia vicino» Nel suo appello, Maria De Rosa ha raccontato di aver scelto di rivolgersi alla magistratura perché non voleva accettare che la paura diventasse una regola imposta da altri. Ha inoltre sottolineato di aver collaborato con gli inquirenti, consapevole dei rischi, ma convinta della scelta compiuta. La donna ha espresso preoccupazione per i propri figli e per la famiglia, ribadendo però la volontà di andare avanti. Il suo messaggio è rivolto anche agli altri cittadini: denunciare, non cedere al silenzio e mantenere fiducia nella giustizia. «Non lasciate che il silenzio diventi la forza di chi vi minaccia», è l'appello lanciato dalla proprietaria. La solidarietà del Comune di Acerra Il sindaco di Acerra, Tito d'Errico, ha definito l'accaduto un atto intollerabile che ferisce l'intera comunità, esprimendo vicinanza alle persone coinvolte. L'amministrazione comunale ha ribadito la fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, assicurando che la questione della sicurezza continuerà a essere affrontata in collaborazione con le istituzioni competenti.  L'episodio riporta al centro il tema della tutela di chi denuncia presunte richieste estorsive. La collaborazione con la giustizia è uno strumento fondamentale per contrastare il racket, ma deve essere accompagnata dalla capacità delle istituzioni di garantire ascolto, protezione e risposte concrete.

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