Sarà Peppe Barra a ricevere il Premio alla Carriera della Città di Aversa nell’ambito della 22ª edizione del Premio Bianca d’Aponte, in programma il 23 e 24 ottobre 2026 al Teatro Cimarosa di Aversa.
Un riconoscimento che arriva a uno degli artisti più rappresentativi della cultura teatrale e musicale napoletana e che si inserisce in una manifestazione nata per dare spazio alla creatività femminile e alle nuove voci della canzone d’autrice italiana.
Il premio alla carriera è stato assegnato negli anni a protagonisti come Nuova Compagnia di Canto Popolare, Peppino di Capri, Paola Pitagora, Mauro Pagani, Teresa De Sio e Carlo Marrale. Ora sarà Peppe Barra a entrare nell’albo di un riconoscimento che ad Aversa celebra percorsi artistici capaci di lasciare un segno.
Peppe Barra, una vita tra teatro e musica
Nato a Roma nel 1944 da una famiglia di artisti napoletani, Peppe Barra è cresciuto immerso nella musica e nel teatro. Dalla madre Concetta Barra, figura fondamentale della tradizione teatrale e musicale partenopea, ha ereditato il rapporto viscerale con il palcoscenico.
Fin dagli esordi, il canto e la musica hanno avuto un ruolo centrale nel suo lavoro. Un percorso che lo ha portato all’incontro con Roberto De Simone e con la Nuova Compagnia di Canto Popolare, esperienza determinante per la sua formazione e per l’evoluzione di una cifra artistica capace di attraversare teatro, musica popolare, tradizione e sperimentazione.
Quello di Barra è un percorso nel quale la tradizione napoletana non è mai rimasta confinata alla memoria, ma è diventata materia viva da reinventare sul palcoscenico.
Marina Rei madrina della 22ª edizione
Accanto al riconoscimento a Peppe Barra, il Premio Bianca d’Aponte 2026 conferma la propria vocazione alla scoperta delle nuove autrici.
La madrina della 22ª edizione sarà Marina Rei, che avrà anche il compito di interpretare un brano di Bianca d’Aponte, la cantautrice alla quale il premio è dedicato, e di presiedere la giuria.
Il cuore della manifestazione resterà infatti il concorso per cantautrici, diretto artisticamente da Ferruccio Spinetti, che quest’anno porta sul palco dieci artiste provenienti da diverse città italiane e con percorsi musicali molto differenti.
Le finaliste sono Natalia Abbascià, L’Aurora, Bambina, Rosita Brucoli, Fabula, Mabi, Miriam Ricordi, MVR, Sarai e Simona Valente. Le loro proposte spaziano dal rock al folk, dalla canzone d’autore all’elettronica.
Due serate dedicate alla nuova canzone d’autrice
Il 23 e 24 ottobre, il Teatro Cimarosa di Aversa diventerà così il punto d’incontro tra una generazione di artiste che sta costruendo il proprio linguaggio e una tradizione musicale che continua a rinnovarsi.
Le finaliste sono state individuate attraverso la selezione di un Comitato di garanzia composto da professionisti del settore musicale. A decretare i riconoscimenti saranno poi la giuria generale e quella della critica.
Alla vincitrice del premio assoluto sarà assegnata una borsa di studio di 1.000 euro, mentre alla vincitrice del Premio della critica “Fausto Mesolella” andrà una borsa di studio di 800 euro. Sono inoltre previsti riconoscimenti per il miglior testo, la migliore musica e la migliore interpretazione, oltre ad altri premi e opportunità di esibizione dal vivo.
A condurre le serate saranno Carlotta Scarlatto e Ottavio Nieddu, mentre una band residente, coordinata da Alessandro Crescenzo, accompagnerà alcune delle concorrenti e degli ospiti.
Un premio che guarda al futuro senza dimenticare la memoria
Il Premio Bianca d’Aponte nasce per offrire alle cantautrici emergenti uno spazio nel quale esprimere la propria arte e creare occasioni di incontro con artisti, autori, musicisti, discografici e operatori del settore. Il nome della manifestazione richiama “Sono un’isola”, l’ultima canzone scritta da Bianca d’Aponte prima della sua prematura scomparsa.
Ed è proprio in questo equilibrio tra memoria e futuro che si inserisce il riconoscimento a Peppe Barra.
Da una parte un artista che ha attraversato decenni di teatro e musica, contribuendo a mantenere viva e contemporanea una parte fondamentale della cultura napoletana. Dall’altra dieci giovani cantautrici chiamate a raccontare, attraverso linguaggi differenti, la musica che verrà.









