Una guardia giurata avrebbe disattivato il sistema di allarme per agevolare il colpo. Nel bottino anche medicinali sperimentali non ancora in commercio. Un danno da oltre 822mila euro per il Servizio sanitario nazionale.
Farmaci oncologici salvavita sottratti da una struttura sanitaria pubblica, medicinali sperimentali non ancora disponibili sul mercato e un danno economico superiore a 822mila euro. È il quadro ricostruito dalle indagini della Procura di Napoli sul furto commesso il 17 settembre 2025 nella farmacia dell’Istituto nazionale tumori Fondazione G. Pascale.
Nella mattinata odierna, giovedì del 22 ottobre, i carabinieri della Compagnia Napoli Vomero hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di due persone indagate per furto aggravato di farmaci oncologici salvavita: una è stata condotta in carcere, mentre per l’altra sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli.
A rendere particolarmente grave la vicenda non è soltanto il valore dei medicinali sottratti. Quei farmaci erano destinati alla cura di pazienti affetti da patologie oncologiche, persone per le quali la disponibilità delle terapie e la continuità dei trattamenti rappresentano aspetti fondamentali del percorso di cura.
Il furto al Pascale e il danno da oltre 822mila euro
Il colpo risale al 17 settembre 2025. Nel mirino dei presunti responsabili finì la farmacia dell’Istituto Pascale, centro di riferimento per la cura dei tumori a Napoli e in Campania.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il valore complessivo dei medicinali sottratti ammonta a circa 822.236,85 euro, una cifra che rappresenta il danno stimato per il Servizio sanitario nazionale.
Tra i prodotti rubati figuravano anche farmaci destinati alla sperimentazione clinica, composti da molecole non ancora presenti in commercio. Una circostanza che rende il furto ancora più delicato: si tratta di medicinali che non possono essere considerati semplici merci, perché inseriti in percorsi terapeutici e di ricerca particolarmente complessi.
L’episodio aveva già suscitato forte preoccupazione nell’ambiente sanitario. Dopo il furto, la direzione dell’Istituto aveva assicurato che la continuità delle cure per i pazienti sarebbe stata garantita, nonostante la gravità dell’accaduto.
La guardia giurata e il sistema di allarme disattivato
Uno degli elementi centrali dell’inchiesta riguarda il presunto coinvolgimento di una guardia giurata in servizio presso una delle società appaltatrici della vigilanza.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo avrebbe agevolato l’esecuzione del furto disattivando intenzionalmente il sistema di allarme. Un contributo che, se confermato nelle successive fasi giudiziarie, avrebbe consentito ai responsabili di agire riducendo il rischio di essere scoperti.
Tra gli indagati figura inoltre un altro soggetto che, in passato, avrebbe fatto parte di un gruppo criminale specializzato nei furti ai danni delle farmacie ospedaliere.
Il gruppo avrebbe operato anche in altre città italiane, prendendo di mira strutture sanitarie che custodiscono medicinali oncologici e altri farmaci ad alto costo. Tra gli episodi richiamati dagli investigatori figurano quelli commessi nel 2024 presso il Policlinico universitario Federico II di Napoli.
Le telecamere, le intercettazioni e le perquisizioni
Le indagini sono state condotte dal Nucleo operativo della Compagnia dei carabinieri Napoli Vomero tra settembre e ottobre 2025.
L’attività investigativa è partita dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza della struttura sanitaria. Successivamente, i militari hanno sviluppato ulteriori accertamenti attraverso intercettazioni ambientali, perquisizioni e sequestri.
L’incrocio degli elementi raccolti ha consentito agli investigatori di ricostruire la dinamica del furto e di individuare i presunti responsabili, fino all’esecuzione delle misure cautelari disposte dal gip.
Farmaci salvavita, un crimine che colpisce anche i pazienti
Il furto di medicinali oncologici pone una questione che va oltre il danno economico alle casse pubbliche.
Le farmacie ospedaliere custodiscono terapie destinate a pazienti che affrontano patologie gravi e che necessitano di trattamenti specifici, spesso costosi e complessi da reperire. Sottrarre questi medicinali significa colpire una risorsa del sistema sanitario pubblico e mettere a rischio un patrimonio terapeutico che dovrebbe essere destinato esclusivamente alla cura.
Ancora più delicata è la questione dei farmaci sperimentali, sviluppati o impiegati nell’ambito di percorsi di ricerca clinica e non ancora disponibili attraverso i normali canali commerciali.










