In Campania nel 2025 sono stati 446 i minori vittime di reato. Il dato è in crescita rispetto al 2024. I maltrattamenti in famiglia rappresentano la fattispecie più diffusa, mentre tra i reati sessuali la componente femminile arriva all’84%. I dati sono contenuti nel Dossier Indifesa 2026 di Terre des Hommes.
Sono 446 i minori vittime di reato in Campania nel 2025. Un dato che segna un aumento del 3,5% rispetto al 2024, superiore alla crescita registrata a livello nazionale, dove le vittime sono aumentate dell’1%.
È la fotografia restituita dai dati elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale e diffusi da Terre des Hommes all’interno del Dossier Indifesa 2026, presentato a Roma nella sede dell’ANCI alla vigilia della Giornata internazionale delle bambine, che ricorre l’11 ottobre.
Il quadro campano evidenzia anche una forte componente femminile: il 62,5% dei minori vittime di reato è costituito da bambine e ragazze. Una percentuale che diventa ancora più alta quando si prendono in esame i reati sessuali.
In Campania 150 vittime di reati sessuali
Nel 2025 sono state 150 le vittime minorenni di reati sessuali in Campania, pari al 33,6% del totale delle vittime di reato nella regione.
Il dato più significativo riguarda la composizione per genere: l’84% delle vittime di reati sessuali è di sesso femminile.
Una prevalenza che conferma, anche a livello regionale, quanto emerge dal quadro nazionale: la violenza sessuale contro i minorenni continua a colpire soprattutto bambine e ragazze.
Il fenomeno comprende diverse fattispecie, dalla violenza sessuale alla violenza sessuale aggravata, dagli atti sessuali con minorenne alla corruzione di minorenne, fino alla prostituzione e alla pornografia minorile.
Maltrattamenti in famiglia: il reato più diffuso
Ma è un altro dato a raccontare una delle contraddizioni più drammatiche del fenomeno: il reato più diffuso contro i minori in Campania è quello dei maltrattamenti in famiglia.
Nel 2025 le vittime sono state 169, pari al 37,9% del totale regionale.
La famiglia, dunque, continua a comparire nei dati sulla violenza minorile anche come luogo nel quale possono verificarsi maltrattamenti e situazioni di abuso, nonostante dovrebbe rappresentare il primo spazio di protezione per bambini e adolescenti.
Il dato regionale si inserisce in una tendenza nazionale ancora più ampia.
In Italia nuovo record: 7.272 vittime
Nel 2025 in Italia sono state registrate 7.272 vittime minorenni di reato, il numero più alto dell’ultimo decennio.
Rispetto alle 7.204 vittime del 2024, l’incremento è dell’1%, ma se il confronto viene effettuato con il 2015 il quadro diventa molto più significativo: in dieci anni le vittime sono aumentate del 43%, con 2.192 casi in più.
Anche a livello nazionale i maltrattamenti in famiglia rappresentano la fattispecie più numerosa: 3.008 vittime, pari al 41,4% del totale.
Seguono la violenza sessuale, con 881 vittime, e la violenza sessuale aggravata, con 664. Complessivamente, le due fattispecie arrivano a 1.545 vittime.
Al terzo posto c’è l’abbandono di persone minori o incapaci, con 637 vittime.
Maltrattamenti, violenze sessuali e abbandono raccolgono complessivamente 5.190 vittime, pari al 71,4% del totale.
Bambine e ragazze: oltre otto vittime su dieci nei reati sessuali
Il dato sulla componente femminile diventa ancora più netto quando si analizzano complessivamente le sette fattispecie di reato sessuale considerate nel dossier.
Sono 2.024 le vittime femminili su 2.451, pari all’82,6%.
Le bambine e le ragazze rappresentano:
- l’87% delle vittime di violenza sessuale;
- l’86% delle vittime di violenza sessuale aggravata;
- il 79% negli atti sessuali con minorenne;
- il 76% nella prostituzione minorile;
- il 79% nella detenzione di materiale pornografico;
- il 71% nella pornografia minorile;
- il 65% nella corruzione di minorenne.
Numeri che rendono evidente la forte connotazione di genere della violenza sessuale contro i minori.
Maltrattamenti, abbandono e abuso: i numeri crescono
Anche altri reati chiamano direttamente in causa la capacità degli adulti e delle istituzioni di proteggere i minori.
Nel 2025 le vittime di abbandono di persone minori o incapaci sono state 637, con un aumento del 10% rispetto al 2024 e del 56% rispetto al 2015.
Sono invece 311 le vittime del reato di sottrazione di persone incapaci, in crescita del 12% in un anno e del 23% rispetto a dieci anni fa.
L’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina ha coinvolto 360 minori, con un aumento del 4% rispetto al 2024 e del 35% rispetto al 2015.
Ancora più significativo il dato relativo ai maltrattamenti in famiglia: le vittime sono passate dalle 1.442 del 2015 alle 3.008 del 2025, più che raddoppiando in dieci anni.
La risposta passa dai territori
Alla presentazione del dossier hanno partecipato, tra gli altri, il presidente ANCI e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il prefetto Raffaele Grassi, il direttore generale di Terre des Hommes Italia Paolo Ferrara, oltre a rappresentanti dell’ANCI e del mondo della ricerca e dell’analisi dei dati.
Proprio dal rapporto tra istituzioni nazionali e territori nasce il Protocollo d’intesa tra ANCI e Fondazione Terre des Hommes Italia, annunciato durante l’incontro e finalizzato a rafforzare il ruolo dei Comuni nella prevenzione della violenza e nella tutela di bambini e adolescenti.
Per Manfredi, i Comuni rappresentano il presidio istituzionale più vicino alla quotidianità delle famiglie e possono avere un ruolo decisivo nell’intercettare precocemente i segnali di disagio, attraverso scuole, servizi sociali, spazi aggregativi e sportivi.
Il prefetto Grassi ha invece sottolineato la necessità di mettere in rete Forze di polizia, Comuni, Prefetture e altri soggetti istituzionali, attraverso tavoli territoriali e strategie condivise di prevenzione e contrasto.
Per Terre des Hommes, invece, la sfida non può fermarsi alla denuncia dei casi. Servono prevenzione, emersione precoce, protezione, presa in carico e repressione, insieme a un rafforzamento dei servizi territoriali e a interventi rivolti alle famiglie e alla sicurezza dei minori anche sul web.
Una fotografia che riguarda anche la Campania
I 446 minori vittime di reato registrati in Campania nel 2025 non sono soltanto una statistica. Dietro quel numero ci sono bambini e adolescenti che hanno subito violenza, maltrattamenti, abusi o altre forme di reato.
E il dato più pesante non è soltanto l’aumento rispetto all’anno precedente. È la concentrazione delle violenze proprio nei contesti che dovrebbero garantire maggiore protezione: la famiglia per i maltrattamenti e la relazione con gli adulti per molte delle forme di abuso sessuale.
La prevenzione, dunque, passa dalla capacità di riconoscere i segnali prima che diventino emergenze. E, soprattutto, dalla possibilità per un minore di trovare qualcuno disposto ad ascoltarlo e una rete territoriale realmente in grado di proteggerlo.









